Le sette note del contrappasso

Il contrappasso come pena e come passo di danza. Tutto questo è ben sviluppato nel libro di Matteo Bordiga e nelle ballate del CD allegato.

È forte e chiara l’impronta di deandreiana memoria di questo lavoro, musicale ed editoriale, che reputo decisamente di ottimo livello. Le poesie (quasi tutte in forma di ballata) si leggono da sole e sono piene di spunti di riflessione sulla vita vera, vissuta, con le sue luci e le sue ombre. L’incanto avviene poi con l’ascolto delle stesse, musicate e cantate egregiamente da vari musicisti di diversa estrazione ma di eguale bravura. Un CD che è una vera rivelazione al primo ascolto e che si riascolta più e più volte, non solo per il piacere della musica, ma soprattutto per riflettere sulla difficoltà dell’essere umano di mantenersi integro ed in equilibrio con la mente e con il cuore.

Sono tantissime le citazioni che potrei proporvi come aforismi ricchi di significato ma che, ovviamente, non rivelerò per non guastare la sorpresa del vostro ascolto e della personale lettura. Mi limito quindi, dicendovi che vi si aprirà una finestra sulla realtà, tanto antica quanto attuale, che potrebbe/dovrebbe indurvi a pensare e riconsiderare la vita, vostra e altrui, e ripensare il cammino che avete intrapreso per capire meglio chi siete e dove state andando. E come solo i migliori poeti sanno fare, vi si paleserà uno sguardo disincantato, quindi sia dolce che implausibile, sul mondo interiore così come sulla realtà che ci circonda. E tra i nostri fantasmi e le nostre paure, ci apparirà, tra i versi e le note, uno spiraglio di nuova luce.

Luce, sì, come quella del Natale. E se avete bisogno ancora di qualche regalo, per voi stessi e per gli altri, non esitate a procurarvi Le sette note del contrappasso giacché, ve lo assicuro, non ve ne pentirete.

Una luce sorveglia l’infinito

Tra il bianco e i mattoni a vista, si esprime l’arte alle pareti e prende parola la poesia. Ha avuto un tema preciso questo incontro. Un argomento a me molto caro: la Misericordia.

Non si è trattato solo di una semplice presentazione di un’antologia poetica, ma anche e soprattutto di un’occasione privilegiata per riflettere in modo alto e profondo su questo prezioso e necessario aspetto della nostra spiritualità. Si sa che quest’anno si è svolto il Giubileo della Misericordia, voluto da Papa Francesco (al quale è dedicato il volume), virtù divina e anche umana che ci può sempre radicalmente cambiare interiormente ed esteriormente, regalandoci uno sguardo sulla realtà totalmente differente, disincantato e pronto ad aderire al presente, unico tempo che ci è pienamente concesso vivere in questa apparentemente lunga passeggiata terrena.

Misericordia come Poesia. Che salva, cambia le persone e la vita. Se i versi trattano di uno sguardo misericordioso, le liriche sono in grado di penetrarci profondamente nell’animo, illuminandolo. Esemplificativo infatti, il titolo del volume, Una luce sorveglia l’infinito, tratto da un verso di Piero Bigongiari. Tanti e rivelatori gli argomenti trattati nell’incontro e, certamente da non dimenticare, la figura del poeta, definito come uomo che sogna in grande e che è investito di grande responsabilità; e che ci ricorda con i suoi versi che siamo Luce in forma carnale e che aneliamo solo ad un sommo destino, e alla misericordia come percorso dell’anima e esercizio spirituale che rende più pronto il nostro essere all’incontro senziente con i nostri simili, come con noi stessi e con il nostro passaggio ed incontro ultimo, inevitabile e definitivo.

Poesia, musica, vita e luce.

Leonard Cohen e le sue canzoni mi riportano inevitabilmente alla mia gioventù quando, ancor più di oggi, mi nutrivo di poesia e musica. La sua voce profonda ed inconfondibile e le canzoni un po’ monotone musicalmente, sono state una vera educazione alla poesia in musica ed un esercizio piacevole ed efficace per l’apprendimento dell’inglese. Anche Dylan ha accompagnato i miei giorni giovanili, ma i testi di Cohen erano molto più vicini al mio modo di essere.9464e003-7bd5-4be6-b3dd-76198dbe415f-2060x1236 Suzanne cantata da De André (per chi non lo sapesse) è stata composta dal cantautore canadese che voglio salutare con le sue stesse parole che ho sempre ritenuto illuminanti, fin da quando le lessi la prima volta, e che non ho mai dimenticato

C’è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce.

Grazie Leonard della tua poesia intimista e della tua musica lenta; sottofondo di tanta malinconia giovanile ma anche di momenti di splendore e luminosa serenità.

Poeti

E tutti noi costretti dentro

le ombre del vino

non abbiamo parole né potere

per invogliare altri avventori.

Siamo osti senza domande

riceviamo tutti

solo che abbiano un cuore.

Siamo poeti fatti di vesti pesanti

e intime calure di bosco,

siamo contadini che portano

la terra a Venere

siamo usurai pieni di croci

siamo conventi che non hanno sangue

siamo una fede senza profeti

ma siamo poeti.

Soli come le bestie

buttati per ogni fango

senza una casa libera

né un sasso per sentimento.

(Alda Merini da Superba è la notte, Torino, Einaudi, 2004)

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