Il prezzo della libertà

È meglio la peggiore delle democrazie della migliore di tutte le dittature. (Sandro Pertini)

Si festeggerà la liberazione e la libertà anche quest’anno cantando, per chi lo vorrà, quasi sicuramente dai balconi. Per fare memoria. Ricordarci di come non è stato semplice arrivare a tutto ciò. Uomini e donne impegnati in prima linea che hanno pagato un prezzo altissimo. Chi ce l’ha fatta nonostante la lotta e la paura, ma anche chi non ce l’ha fatta, evidentemente pagando con la vita.

Pagine tristissime che alcuni evitano di ricordare perché è troppo doloroso, come per esempio per gli eccidi, le fucilazioni, le torture, le violenze sulle donne in generale, partigiane in particolare. E chi, cancellando un periodo storico fondamentale, non vuole che sia fatta memoria. E invece dobbiamo ricordare tutto, anche e soprattutto l’indicibile.

Non ho letto moltissimo su questo fatto storico perché ho avuto la fortuna, io la reputo tale, di aver avuto dei nonni e dei genitori che la cronaca me l’hanno raccontata di persona. Ho apprezzato giusto qualche film e alcuni libri su degli accadimenti particolari.

Ma il senso ultimo di tutto quello che accadrà oggi, giorno in cui siamo tuttora limitati nei nostri spostamenti, è maggiormente importante per fare memoria.  Celebrare una libertà conquistata dopo la guerra che tutti sappiamo e che non vogliamo più incontrare di nuovo. Pazienza per chi vuol sminuire e magari annullare questa ricorrenza.

Tutto ciò che è stato non potrà cadere nell’oblio perché non vogliamo dimenticarlo noi, uomini e donne innamorati della democrazia e della libertà, e anche perché certe pagine di storia non si ripetano più. Mai più.

La fotografia esprime una duplice valenza: la speranza di tornare a festeggiare baciandoci e abbracciandoci di nuovo, ma anche la trasmissione dei valori alle generazioni future. Lo devo ai miei nonni e ai miei genitori.

Buon 25 aprile a tutti!

Concorso Letterario Albiatum

Ieri sono stata molto contenta di aver presenziato alla cerimonia di premiazione del Concorso Letterario Albiatum di cui sono membro di giuria da ormai quattro anni e sempre più onorata di esserci.

È stato un pomeriggio lieve e denso allo stesso tempo di emozioni, pensieri, conoscenza e poesia. È sempre un momento particolarmente emozionante per un giurato conoscere l’autore dell’opera; ed ogni volta, inevitabilmente, ci si arricchisce umanamente e artisticamente.

Tanti sarebbero i momenti e i nomi da ricordare della cerimonia di premiazione, sia di persone che di opere protagoniste. Tutto questo è facilmente recuperabile dalla stampa, dai social e dai siti dedicati.

In questo mio spazio personale, permettetemi invece di concludere con un ringraziamento particolare ai colleghi giurati, insieme all’Associazione Piero Gatti. Entrambi, da subito e sempre, mi accolgono con sincero affetto; in primis Enrico Sala, senza la cui conoscenza tutto ciò non avrebbe mai potuto succedermi.

Ieri, in un momento particolarmente carico di crucci e pesi di cui, alle volte, la vita ci carica tutti insieme, mi sono sentita a casa. Arricchita di momenti emozionanti, veri e luminosi.

Luminosi, come Piero che, ne sono certa, ci guida e ci ispira da lassù. E così, forse, ci manca un po’ di meno.

Fahrenheit 451 Lettura scenica

Scatole di fiammiferi che vengono ripetutamente accesi e nello sfondo una metropoli di notte con il rumore della pioggia. Realtà distopica, ma solo apparentemente lontana, perché su molti punti è di una disarmante attualità. Al centro i libri, minaccia rivoluzionaria che, pertanto, vanno eliminati, bruciati da pompieri che paradossalmente si trasformano in piromani. Gli allarmi si susseguono ogni notte e, in una società iper veloce e consumistica, si cerca di lobotizzare i cittadini intrattenendoli davanti a schermi giganti quanto le pareti di una stanza.

In scena presso l’Auditorium della Biblioteca Civica di Vimercate e nell’ambito di Vimercate Festival, a cura dell’Associazione Teatrale Pontos Teatro con Alessandro Pazzi e Lilli Valcepina, insieme ad altri attori,  è stato notevolmente convicente l’interpretazione di Fahreneiheit 451 tratto dal romanzo distopico di Ray Bradbury e proposto dall’omonima Associazione Culturale F451 Amici della Biblioteca.

La storia è ormai conosciuta ai più, soprattutto a chi i libri li ama e li rispetta. In questa lettura scenica non sono riuscita a distrami un solo secondo e, ad un certo punto, quando mischiati tra il pubblico le voci recitanti si palesavano a turno come i libri imparati a memoria e dunque salvati, mi è salito un vero e proprio moto di commozione.

Un’esperienza teatrale unica nel suo genere che non solo vale la pena di vedere, ma che merita la giusta attenzione e diffusione. Auguro molta fortuna a questo adattamento teatrale, emozionante e vero, che mi piacerebbe rivedere ancora. I brani scelti sono stati molto accattivanti e suggestivi; l’impianto scenico alquanto scarno, è riuscito a rendere bene l’inquietante ambientazione  fino alla scena finale che, con un caldo ed inaspettato effetto luminoso, annuncia una nuova alba.

L’interpretazione di ogni singolo attore coinvolto ha avuto la capacità di scuotere interiormente lo spettatore. Tutto bello dall’inizio alla fine. Davvero bravi.

L’arminuta: lettura scenica del romanzo

Una lettura scenica molto coinvolgente, emozionante e ben strutturata che è stata rappresentata sabato 11 maggio presso l’Auditorium della Biblioteca Civica di Vimercate. Organizzata e curata, nell’ambito degli Aperitivi Letterari da Fahrenheit 451 Amici della Biblioteca e messa in scena dalla compagnia teatrale Oltre il Teatro.
Tutti noi, in toto o in parte, possiamo riconoscerci e siamo stati, poco o tanto, come L’Arminuta. Una persona, prima ancora di essere una figlia, inserita in una storia che trascende il rapporto specifico con la figura materna e gli equilibri famigliari in genere, come la sorellanza in primis. In questa lettura scenica, a turno, tutti gli attori della compagnia Oltre il Teatro hanno dato voce alla protagonista; proprio perché tutti noi possiamo riconoscerci nel sentimento dell’allontanamento, dell’abbandono, dello smarrimento, della faticosa ricerca d’identità.
Nello specifico, è stato fatto anche un ottimo lavoro di scelta dei brani letti; tant’è che, chi non aveva letto il romanzo, riusciva perfettamente a riscostruire la storia nei suoi snodi narrativi principali. Vanno elogiati però gli attori per essere stati in grado di suscitare commozione e coinvolgimento, muovendosi nello spazio scenico, agendo e dando davvero corpo alle parole asciutte e luminose con le quali la scrittrice è riuscita ad entrare nell’intimo del lettore, consegnando una storia indimenticabile e piena di spunti di riflessione sulla veridicità e l’autenticità dei rapporti umani.
Bravi. Da vedere.