La mia anima sta correndo, sì, anche se non lo sta facendo con un paio di scarpe nuove ai piedi, ma piuttosto sta cercando di muovere le ali per spiccare il volo.
E le mie ali sono tante cose ma, prima di tutto, le mie parole, la mia voce, la mia scrittura. Lasciarsi la vita già vissuta alle spalle e andare avanti, nonostante il silenzio e il vuoto come compagni nelle mie giornate.
La semplicità dell’atteggiamento verso la vita, e quindi anche verso la morte, per lui, ha fatto tutta la differenza. La profonda consapevolezza dell’immediato candore dei suoi pensieri, delle sue parole e del suo sguardo sulla realtà ha fatto il resto. È un monito e una ispirazione.
Riguardarlo oggi, dopo tanto tempo, mi ha fatto bene per le lacrime salvifiche che non sempre arrivano. E non solo.
Thank you, Forrest.