La fotografia era sulla mensola della libreria, in una vecchia cornice di carta decorata, dalla forma rotonda e ormai ingiallita dal tempo. Non ha neppure un vetro, ma solo un quadrato di plastica che ogni tanto lavo con acqua tiepida, anche se una leggera patina opaca continua a testimoniare il passare degli anni.

Questo stavo facendo qualche giorno fa, quando ho realizzato che non era un semplice oggetto da spolverare, ma piuttosto un ricordo prezioso. Dunque andava custodito.
Le donne ritratte sono quattro e quella seduta in mezzo ero io a vent’anni, un anno prima della mia partenza per Londra. A destra mia zia, a sinistra mia madre e dietro, come angelo custode che tutte ci protegge, mia nonna. Lei è stata davvero questo per me. So e sento che, tuttora continua a esserci così, preziosa e cara, insieme a mia madre.
Quel gruppo tutto al femminile si è dimezzato e non potrà mai più esistere. Soprattutto la compattezza femminile che tanto mi manca, l’affetto nonostante le differenze e le discussioni che non lo scalfivano; le mani care e riconoscibili al tocco e nei gesti.
Guardo fuori dalla finestra e gli alberi antichi, alti e rigogliosi, sono sempre gli stessi. Mi muovo tra antiche stanze ormai vuote e troppo silenziose.
Ricordo, ripenso, ringrazio.
Ciao Cinzia
commovente e tenerissimo ricordo.
Anche se a pochi metri i nostri affacci non si incrociano ..e allora un grazie e buona serata attraverso i muri…
La tua vicina
Ambrogia
Grazie a te, Ambrogia.
I muri ci dividono fisicamente ma non nell’amicizia.