Stiam diventando tutti coglioni…

Il video è la registrazione originale dal vivo effettuata nel corso della stagione teatrale 1993/1994 al Teatro Carcano di Milano. IO C’ERO! Come sempre, nel senso che non ho mai perso uno spettacolo del teatro canzone di Gaber.

Questa mattina tutto è partito dalla nostalgia di ascoltare un suo CD. Erano tante le canzoni che mi hanno fatto emozionare, ancora, sempre, a distanza di tempo. Perché lui era un grande.

Premesso ciò, questo post non vuol essere strettamente su di lui, ma su questa grande famiglia che siamo noi, noi “Italia”. Riascoltandolo e rivedendolo, mi sono accorta che molte delle persone citate, e lui compreso, non ci sono più. Questo significa che è davvero passato del tempo. E lui, sempre perspicace e lungimirante com’era, non ha mancato di segnalarcelo. Che cosa? Ma che ERA UN DISASTRO ANNUNCIATO! Ma non siamo stati capaci di fermarci prima. E’ un tunnel dal quale è difficile uscire, e soprattutto vivere nel buio ci preclude una reale crescita umana e culturale come popolo.

E’ una vera tristezza, la canzone è tragicomica e davvero io personalmente non so se piangere o se ridere.

Provocatoria? Cinica? Può darsi. Io realisticamente la vedo così. E in un’intervista già l’avevo detto, collegandomi a Gaber. Sì, in questi momenti “non mi sento italiana”.

Lorenzo Pescini

Sarà che quotidianamente ascolto mia figlia suonare a ripetizione i pezzi che sta imparando alla tastiera, sarà che nella mia infanzia sentivo mio padre con il violino fare lo stesso, di fatto il sottofondo musicale dal vivo è sempre stata una presenza normale nella mia vita. E non m’infastidisce sentire lo stesso pezzo ripetuto, so che poi verrà il momento dell’esecuzione perfetta e allora mi potrò sedere e ascoltare in pace. E sarà un momento di grazia.

Diverso e ben più importante è la composizione. E in questi giorni ho scoperto un musicista davvero interessante e meritevole. E’ mio amico su facebook e ha un sito di cui vi allego il link http://www.pescini.com/

E lui mi perdonerà ma gli ho rubato il video perché mi piaceva troppo. Questo dunque lo trovate qui sotto e sono sicura che anche per voi sarà una piacevole rivelazione.

E’ delicato

Chi ha letto il libro già lo sa, ma molti chiedono da dove provenga il titolo del mio romanzo e questo è facile, dalla canzone È delicato. Si tratta di un singolo di Zucchero “Sugar” Fornaciari che dopo le hits “Bacco Perbacco” e “Occhi” ci ha proposto un’emozione estratta dal suo album “Fly” pubblicato nel settembre 2006 in oltre 40 paesi in tutto il mondo.

Questo è il testo:

Tu lo sai che non e’ la fine
Sì che lo sai…
Che viene maggio
E sciolgo le brine
Sì che lo sai…
Resti d’inverno
Persi nel vento
Io non mi stanco no, no
E vengo a cercarti
In un sogno amaranto

Questo cuore
Sparpagliato
X il mondo se ne va’
Questo cuore
Disperato
È delicato

Dove sei
Arcobaleno
E cosa fai…
Miele selvaggio
Quando ti sogno
Che cosa fai…
Nel cuore mio
Tra il nulla e l’addio
Questo cuore
Sparpagliato
Per il mondo se ne va’
Questo cuore
Disperato
È delicato

Così mi manchi
Nell’universo
In mezzo al mondo
Così ti cerco
E grido forte
Da in mezzo al mondo
Solo io
Posso trovarti
Solo io
E inginocchiarmi
Solo io
X innalzarti
Mio sole mi senti
Solo io
Da quante lune
Solo io
Ti aggiusto il cuore
Solo io

Io sono un’ombra
E tu, e tu sei il sole
Yehee yehee
Così mi manchi
Yehee yehee
E grido forte
Yehee yehee
Da in mezzo al mondo
Mio sole rispondi
Questo cuore
Sparpagliato
È delicato
E tutto qua

 

Riguardo poi agli altri due versi evidenziati si collegano e si comprende meglio la struttura narrativa del romanzo stesso divisa in due parti principali: Luce e Tenebre.

 

Mi sembra molto bella la digressione che qui segue che ben spiega la canzone stessa e che evidenzia ancor di più i riferimenti con il mio romanzo. La cito così com’è, la fonte è il sito ufficiale del cantante www.zucchero.it

 

“Tra il nulla e l’addio” s’insinua una presenza-assenza. L’assenza desiata, come Carmelo Bene definiva l’amore assoluto – e anche qui è l’organo a far da battistrada ad una melodia bellissima e spiazzante, conclusa da un passionale crescendo.
Nel testo scritto con Ivano Fossati dilaga un “sogno amaranto”, un’attesa d’arcobaleno.
È quella che porta un “cuore sparpagliato” alla ricerca di una donna/fede che forse esiste, o forse no:
“La donna/fede che ognuno di noi sogna da sempre, l’unica, la tua vera metà. La sola al mondo capace di riempirti la vita”.

 

Spero che leggere il romanzo sia gradevole tanto quanto ascoltare l’incantevole canzone È delicato.

 

Buona lettura e buon ascolto.