Non pubblico abitualmente recensioni in questo mio spazio, ma soltanto impressioni e pensieri sui libri che mi hanno particolarmente colpito.
In questo pomeriggio domenicale mi sono deliziata con Fiume lento di Alessandro Sanna, un libro di grande formato, come giustamente si addice alle sue illustrazioni, e solo teoricamente destinato ai ragazzi.
Un libro in cui non ci sono parole perché, come ben scritto nell’introduzione di Ermanno Olmi: «Non bisogna spandere indifferentemente parole su un foglio bianco quando non ce n’è bisogno».
Solo acquerelli che raccontano il susseguirsi delle quattro stagioni, dipinti con maestria e sentimento, capaci di restituire perfettamente l’atmosfera del luogo.
Un luogo a me molto caro, dove affondano le mie radici paterne e che ho sempre portato nel cuore.
Ma non è necessario esservi affezionati, e neppure conoscerlo, il Polesine: terra magica, sospesa tra terra e acqua.
Dice bene l’autore alla fine del libro: «Per fare il cielo ci vuole acqua, per fare la terra ci vuole acqua, per fare tutto ci vuole acqua. L’acqua come ingrediente base per immaginare l’intero libro».
Un libro da guardare e riguardare, per scorgere ogni volta un dettaglio nuovo, lasciandosi trasportare in un mondo antico eppure sempre attuale, che rasserena e al tempo stesso trasmette tutta la forza della natura.
Meritatissimi i riconoscimenti ricevuti: “Libro dell’Anno”, “Miglior albo illustrato” e Premio Andersen 2014.