Roma, Antico Caffè Greco

Questo pomeriggio, sorseggiando un tè mentre leggevo un libro, ho ripensato al mio ultimo viaggio a Roma. Era aprile ed entrai in questo storico caffè letterario con molta 3f6291764bcbc2f22b1bf10dbe02e0f8emozione.

Avevo appena visitato la casa del poeta John Keats, a me caro e del quale conservo il ricordo della sua casa londinese a Hampstead. Ho ripensato a quell’epoca in cui gli scrittori, i poeti e gli artisti in generale erano soliti incontrarsi in un caffè e trascorrere insieme del tempo. Discutere e condividere pensieri e parole sull’arte propria e altrui.

Condividere. Parola molto attuale. Il pensiero corre giocoforza ai blog, ai social network e ai forum. Condividere. Così semplice e così immediato nel villaggio globale. Ma, spesso mi chiedo, dov’è finita la profondità, la qualità del messaggio? Il poter guardare in faccia le persone con le quali si condivide e si discorre. Scambiarsi un libro, leggere un proprio componimento. Avere dal vivo un riscontro immediato.

Ci sono momenti in cui vorrei tornare alla lentezza di quei tempi e alla loro autenticità.

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