I versi di Titos Patrikios

Chi è malato di parole nuove, chi vive di poesia nonostante e al di là di tutto, chi scrive poesia con la penna o la matita, che a volte sono leggere come una piuma e ci conducono in alto, oppure sono pesanti come un pugnale e ci portano giù, nel buio, non può che essere d’accordo con Titos Patrikios.

Ogni volta è un parto, è un travaglio. È il risultato di un viaggio interiore ed esteriore affrontato con tutto di noi stessi, anche con paura ma con la determinazione di passarci attraverso. Come la vita, un viaggio a senso unico nel quale i poeti lasciano i loro versi come figli eterni e indimenticabili.

Infine, vi invito a leggere la poesia che segue ma anche a guardare il video che troverete al link del poeta, non solo per conoscerlo meglio, ma perché questa intervista è davvero ricca di pensieri e parole significative per tutti, non solo per i poeti.

 

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I versi, I

I versi sono come i figli.

Crescono nelle viscere con rumori segreti,

soffrono dentro di te, si ammalano,

poi inaspettatamente si fanno grandi,

un giorno ti si rivoltano contro,

contro di te che hai dato loro la vita,

finché se ne vanno per sempre

e non sono più soltanto tuoi.

Titos Patrikios (Da Anni di pietra – 1953-1954)

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