Lettera aperta agli autori esordienti a cura di Eliana Corrado

Posto qui un articolo del 2008 a cura della redazione di Scrittura & Scritture. Anch’io nel medesimo anno andai al Salone del Libro di Torino per la presentazione di Kairos, e mi capitò di assistere ad una scena più o meno simile.
Sono impazzita? No, non sto parteggiando per gli editori, è un invito a riflettere e un monito per noi tutti autori esordienti. Sono convinta che se anche noi cambiamo atteggiamento, il mondo editoriale cambierà.
Buona lettura.
 
Lettera aperta agli autori esordienti
Siamo di recente rientrate dal Pisa Book Festival e appena aperta la porta della redazione spiccano in bella mostra sul tavolo i manoscritti che in nostra assenza sono giunti e che, “gentilmente” i nostri collaboratori maschietti (Andrea e Alessandro) ci hanno fatto trovare con su un bel post-it che diceva: Meno male che noi ci occupiamo solo della parte grafica. Buona lettura.
Saranno stati una decina: e pensare che siamo state fuori solo 4 giorni… di cui un week-end… fate un po’ voi la media…
Sono tutti testi di autori esordienti (per intenderci scrittori che non hanno mai pubblicato nulla o che hanno al loro attivo una o due pubblicazioni che però non li ha resi i Paolo Giordano di turno…)
Chi ci conosce sa che Scrittura & Scritture è una casa editrice che INVESTE anche sugli esordienti, nel senso che, e questo è meglio ribadirlo, non chiediamo soldi agli autori per pubblicare i libri, né imponiamo acquisti massicci di libri…ovvero siamo Editori e non Stampatori.
Ma ultimamente cominciamo a porci delle domande…
Perchè una casa editrice dovrebbe investire su autori esordienti quando gli autori esordienti che si propongono a noi non sono poi disposti a investire il loro denaro nell’acquistare un libro di un esordiente (un loro pari, quindi) e spendere poi il loro tempo a leggerlo?
Quanti di questi autori esordienti che inondano coi loro testi le redazioni delle case editrici, sebbene invitati, sono poi fisicamente presenti tra il pubblico (sempre scarso) delle presentazioni di libri di autori esordienti?
Quando inviano il loro bel manoscritto alle case editrici, pensano a tutte queste cose? Pensano al fatto che se loro per primi non si interessano ai libri e alle iniziative dei loro “colleghi” perchè qualcuno dovrebbe poi interessarsi al loro libro?
Se loro non sono disposti a spendere pochi euro per comprare il libro di un autore esordiente perchè mai qualcun altro dovrebbe tirar fuori dal portafoglio una carta da dieci euro (giusto per mantenersi bassi coi prezzi) per comprare il loro libro?
Per non parlare poi del totale disinteressamento verso i libri della casa editrice stessa a cui pure hanno inviato il manoscritto, magari avendo preso l’indirizzo dalle Pagine Gialle o dal web, ma di cui non conoscono minimamente il tipo di libro che fanno, e non parlo del genere trattato, ma dell’estetica del volume, della qualità grafica e tipografica, la stessa qualità, cura ed estetica che un giorno, forse, magari, potrebbe essere riservata ai loro testi.
 
Quante volte alle fiere, non ultima proprio quella di Pisa, qualcuno si avvicina allo stand e senza neanche guardare i libri, ci chiede “Pubblicate esordienti?” e alla risposta “Sì” chiedono “allora mi dà un indirizzo dove spedire?” E noi li guardiamo basiti e vorremmo urlare: Ma guarda almeno il catalogo, dai almeno un’occhiata ai libri, sfogliane qualcuno, leggine qualche pagina, e in ultima analisi compralo, ma non limitarti a prenderti l’indirizzo della casa editrice e basta!!!”
Scommettiamo che se in quel momento sul nostro tavolo, anziché libri ci fossero noccioline, ci verrebbe lo stesso domandato: accettate manoscritti di esordienti?
E vogliamo parlare delle presentazioni? Mai nessun aspirante autore si è degnato di esserci, di fare domande, di respirare l’aria di qualcosa che, chissà, un giorno potrebbe vederlo protagonista.
Be’ certo, qualcuno c’è, ma giusto il tempo per chiedere all’editore: “Pubblicate esordienti? Allora mi date l’indirizzo dove spedire il manoscritto?” per poi sgusciare fuori dalla libreria o dalla sala come se essere presente lì fosse qualcosa di cui vergognarsi… di quelle cose che è meglio non raccontare in giro se no o si viene emarginati o derisi.
 
Perciò mi chiedo (a dire il vero ce lo chiediamo un po’ tutti in questi giorni in redazione) se un autore esordiente al momento di spedire il suo manoscritto non si chiede una sola delle cose che ho detto sopra… che cosa si chiede? O forse dovrei dire: si chiede qualcosa prima di lasciare il plico nelle mani dell’impiegato delle poste? E se non si chiede nulla allora forse è meglio che ci pensa su prima di spendere soldi per inviare manoscritti, perchè l’autore esordiente in realtà aspira solo alla autocelebrazione, e magari si appagherà del solo fatto di vedere il suo libro nelle case dei suoi amici (che ha costretto a comprarlo)…e all’editore che ci ha investito i suoi soldi per quella pubblicazione non resta che l’amaro risveglio da un sogno chiamato SCRITTORE.
 
Ma noi di Scrittura & Scritture, che abbiamo già pubblicato esordienti, alcuni dei quali ci hanno dato grandi soddisfazioni (di vendite, di critiche positive, di riconoscimenti ai premi), nonostante tutto, continueremo a leggere i manoscritti degli esordienti, perchè siamo certi che tra loro c’è chi quelle domande se le è fatte, chi nello scrivere pensa ad un lettore che lo leggerà (e non che scrive per se stesso), chi è lettore prima ancora che autore, chi ha davvero la stoffa dello scrittore, ed è giusto che noi, che facciamo le editrici per passione e per scelta (e non perchè abbiamo “ereditato” l’azienda di famiglia) confezioniamo con quella stoffa il giusto abito e lavoriamo affinché quell’abito sfili sulle più importanti passerelle dell’editoria.
 
Eliana Corrado

4 commenti su “Lettera aperta agli autori esordienti a cura di Eliana Corrado

  1. Buongiorno, mi chiamo Daniela Ricciardi ho ventotto anni e appunto mentre mi imbattevo nella ricerca di case editrici a cui poter proporre il mio romanzo sono incappata in questa dura ma sicuramente in tanti casi veritiera, lettera aperta. Io ho scoperto la passione per la scrittura circa quattro anni fa, durante le brevi ma noiose pause pranzo sul lavoro. Le idee diventarono un romanzo e conscia dei miei limiti mi sembrò una buona idea farlo editare, ovviamente a pagamento. Solo successivamente, con quella che per me è una storia interessante ed editata da un professionista, (quindi con un libro che visto dall’esterno io stessa avrei comprato), proporlo ad una casa editrice. Trovai uno scrittore, non famoso ma neanche sconosciuto, proprio in quel periodo era in uscita il suo libro che ha riscosso un bel successo e mi propose alla “modica” cifra di 1500 euro, l’editing che “avrebbe” dovuto portare la sua firma e sopratutto, al mio libro la certezza di un prodotto finito “pronto per le case editrici” con la garanzia che lavorando insieme avrei potuto imparare molto. Esattamente come per un figlio, pensai che per la mia opera volevo il meglio e tutelata dal buon nome dello scrittore accettai. Non scendo nei particolari, purtroppo “troppi” e arrivo al dunque, ad oggi chi ha avuto modo di valutare il mio romanzo mi ha risposto che il prodotto è buono ma sarebbe da editare!!!Da qui le mie perplessità… è vero che in giro è pieno di scrittori egocentrici e menefreghisti, gente che senza neanche preoccuparsi di rileggere ciò che ha partorito pretende che altri lo facciano e ci investano anche tempo e soldi, ma a mio parere, e come è precisato anche nella lettera, fortunatamente non tutti gli autori sono così. C’è anche però l’altra faccia della medaglia: chi come me vuole imparare, migliorarsi e investire su se stesso presentandosi con umiltà e coscienza delle proprie capacità, troppo spesso si trova ad avere a che fare con “furbetti” interessati solo a racimolare quattrini. Il risultato è che per gli aspiranti scrittori l’unica cosa certa è un mare di confusione: non ti fidi di nessuno e allo stesso tempo, prendi tutto per buono. Allora ci si informa in giro per essere quantomeno all’altezza di una giusta presentazione e anche qui la confusione non è da meno: manda il tuo romanzo e attendi che si facciano sentire loro come faresti per un qualsiasi altro lavoro, (mai nessun aspirante autore si è degnato di esserci, di fare domande), un buon metodo per diventare un bravo scrittore è leggere tanto libri di un certo spessore, (gli autori esordienti che si propongono a noi non sono poi disposti a investire il loro denaro nell’acquistare un libro di un esordiente), cerca le case editrici che non chiedono contributi e non dare soldi a nessuno, puoi contribuire con le case editrici che altrimenti non riuscirebbero a gestire i troppi scrittori. Il tutto è alquanto sconfortante. Per me l’editoria è un mondo totalmente nuovo e questa lettera mi ha ridato un filo di speranza, qualche editore serio allora c’è, credo che gli editori stessi debbano esporsi un po’ di più anche con lettere tipo questa dove si esplica chiaramente cosa c’è che non va e cosa fare per migliorare, evitando di conseguenza che altri “editori o simili” possano trovare con gli emergenti l’occasione di guadagnare solo per se stessi. Concludo riferendo che non ho ancora avuto modo di visionare le vostre opere, ma nel caso in cui questa casa editrice facesse al caso per il genere di romanzo da me scritto, sarebbe per me un piacere inviarvelo per ricevere un vostro parere. Ringrazio intanto per la vostra attenzione e mi auguro che altri seguano il vostro esempio.

  2. Cara Daniela,
    ti ringrazio molto del tuo lungo e approfondito commento nel quale si ritrova, con tutte le variabili possibili, il percorso, i dubbi e le difficoltà di autori esordienti che si devono misurare con questo panorama editoriale tanto variegato quanto complicato.
    Mi auguro che questo commento possa rappresentare un invito per altri scrittori a prendere coscienza, commentare e condividere il loro percorso. E certamente anche per molte case editrici che dovrebbero mantenere vivo il dialogo onesto con gli autori, ma non sempre è così.
    Ci sono case editrici serie, così come autori altrettanto validi. Mi auguro che il tuo libro trovi presto il modo di vedere le stampe e presentarsi ai lettori. Dici bene nel tuo commento: come per un figlio quello che stai vivendo è davvero un travaglio.
    Ci sono diversi siti e forum che potrebbero interessarti ed rivelarsi utili per la tua ricerca. Ti invito, se ti interessa, a visitare la sezione link amici del mio blog.
    Sono sempre disponibile, per quanto posso, ad approfondire l’argomento. Basta che mi mandi una mail e non mancherà la risposta. Magari non subitanea, ma rispondo sempre a tutti.
    Un caro saluto.

  3. e mi dica quando compra un elettrodomestico sceglie una marca sconosciuta o le solite note? quando va a vedere un film viene attratta da titoli sconosciuti o dai premi oscar? quando sceglie una meta di viaggio va alla cieca o segue le grandi offerte?
    bisogna essere concreti e non di parte, bisgona guardare a 360 gradi e non solo la propria prospettiva. Porei citare infiniti casi di autori di libri o cd che per anni hanno inseguito le grandi aziende per ottenere un contratto e dopo anni di rifiuti , poco prima dell’arresa, si sono visti arrivare una proposta e diventare milionari. J.K. Rowling, Andrea Camilleri, Stefano Benni, giusto epr citarne alcuni. Bisogna chiedersi allora, è colpa dell’autore esordiente che non ha “respirato” l’atmosfera giusta, che non si è mercificato nelle molteplici occasioni di dimostrazione delle case editrici, o tutto dipende da una generale sottovalutazione di chi non è noto, consociuto, o popolare?
    perchè fabio volo, ottimo dj e speaker, pubblica libri da analfabeta e vende tanto? rispetto ad un esordiente che preferisce approfondire un sentimento che venderlo confezionato per le masse?
    il problema non sta in chi ha un libro nel famoso cassetto, ma in chi fa un lavoro, che come in politica, indistria o univeristà , dovrebbe essere caratterizzato da etica. Preferire di pompare un buon esordiente con immensa pubblicità piuttosto che portare avanti i soliti noti. gli esordienti muiono schiacciati dal commercio dei grossi libri. Fin quando , magari, per occasioni del tutto diverse dall’invio di un manoscritto, diventano autori di best seller.
    Questa è editoria o commercio di prodotti?

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