Per i pensieri, per la libertà di parola, per le parole. Solo per questo sono morti. E anche se ora non ci sono parole per capire questo orrendo fatto, vi è certezza che le matite spezzate continueranno a disegnare, scrivere, esprimere. Nonostante le pazzia di zombie invasati, schegge impazzite di un credo malato, senza cervello né anima. E la storia è sempre la stessa. Quelle pagine di storia che si vorrebbero cancellare dai libri e dalla memoria. Per non ricordarci che “il sonno della ragione genera mostri” e invece è di nuovo e ancora così: un cancro che si diffonde nel tessuto sociale dal di dentro, silenzioso, esecrabile. Ma non avremo paura perché vi è certezza che, se vogliamo dirlo nel loro stile, ne uccide più la penna che la spada. Le pistole a nulla servono, la libertà di pensiero invece vivrà sempre perché è la linfa della nostra società civile. Non riesco a dire nulla di più. Silenzio, riflessione, preghiera. E tanta tristezza negli occhi e nel cuore.