Crisalide

Qualche giorno fa ho ricevuto alcune copie dell’antologia collettiva di racconti Crisalide e venerdì 30 novembre ne ho parlato alla mia presentazione.

I ricordi più vividi che ho sono l’entusiasmo che ci animava: io e altri tredici amici, scrittori motivati e impavidamente determinati a scrivere un racconto che sfidasse la parola più usata e forse abusata di quest’anno: CRISI. È certamente reale la crisi, ma conoscendo il potere delle parole è innegabile che, con la sua connotazione negativa, l’uso continuato la trasforma in un tarlo che lentamente mina il nostro desiderio di essere creativi e positivi, mette a dura prova la nostra progettualità e voglia di fare. Noi che abbiamo scritto i racconti pubblicati nell’antologia Crisalide siamo andati oltre a tutto ciò, perché abbiamo creduto fortemente in questo progetto e ci siamo tutti messi al lavoro durante l’estate.

L’altro ricordo che ricorre più spesso nella mia mente riguarda la mia difficoltà nel trovare il tempo e la tranquillità per mettermi seriamente a scrivere il mio racconto: c’era sempre qualcosa di più urgente che mi bloccava in corso d’opera. Poi è arrivato agosto, con il caldo quasi torrido e la sua tranquillità che, nel mio caso, mi rende comunque molto produttiva.

Ciro Pinto ha ricevuto il mio racconto in un caldo giorno agostano, giusto il giorno prima della deadline che ci eravamo prefissati, e il suo editing è stato puntuale e preciso: una vera benedizione. Alessandro Vizzino ha creduto in questa pubblicazione sostenendola fin dall’inizio. Stefano Calicchio ed Emanuele Properzi hanno fatto da mentori a tutto il gruppo, eterogeneo ma decisamente compatto.

Non sapevo bene, e forse non ero l’unica, come sarebbe stato il risultato finale; ovviamente non era stato deciso neppure il titolo e ancor meno la copertina: ma quando è stato il momento di decidere  tutto è stato naturale, come in qualsiasi progetto concreto portato avanti da un gruppo positivo e motivato quale siamo noi.

Per capire meglio il senso del titolo, vi riporto qui il blurb sulla quarta di copertina:

Le storie di questa raccolta descrivono vicende umane in cui il malessere che affligge i nostri giorni è rappresentato da chi solitamente scolpisce le epoche della storia: lo scrittore. Caliamoci insieme nello stadio embrionale di una metamorfosi che si svilupperà perseguendo primitive e naturali evoluzioni, esattamente come accade alla crisalide, prima di trasformarsi in farfalla.

Vogliamo considerarla come qualcosa di apparentemente negativo che racchiude una sfida, un seme di positività, una possibilità di crescita. Ed infatti i racconti sono tutti molto sorprendenti ed accattivanti nella loro diversità: e questa è secondo me la ricchezza del nostro libro di racconti che potete agevolmente ordinare, sia in formato e-book che cartaceo, da questo link delle Edizioni Drawup; chi preferisce si può rivolgere alla cara ed affezionata libreria di fiducia.

L’importante è leggerli, i nostri racconti. Intanto che la neve fiocca a larghe falde come oggi, mentre sto scrivendo quest’articolo.

Allora d’accordo? Aspetto i vostri commenti, sia qui che sugli altri siti collegati. E per chi è frequentatore di Facebook può aggregarsi al nostro gruppo dedicato, dove sono menzionati tutti gli autori.

In un modo o nell’altro, preferibilmente in entrambi, VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!

12 commenti su “Crisalide

  1. Grazie Cinzia, condivido in pieno quando sottolinei che il gruppo, pur essendo eterogeneo, per stile, per scelte narrative, per sentimenti, si rannoda su un tema: le difficoltà nel navigare in quel mare non sempre limpido che è l’editoria. Solo stamane ho ricevuto le mie copie e ho letto la metà dei racconti, compreso il tuo, che mi è piaciuto tutto tranne un piccolissimo neo, doveva essere qualche pagina in meno ed era perfetto. Ma è solo un mio difetto, amo Dino Buzzati, che in una paginetta dice quanto un comune mortale scrittore dice in un romanzo. Ti abbraccio e a presto, Giuseppe Virnicchi.

  2. Brava Cinzia, bell’articolo, racchiude bene lo spirito di quest’esperienza che ci ha accomunato!
    La mia parte di “Crisalide” è nata in pochi giorni sulle spiagge del Salento. In un primo momento avevo pensato di rinunciare al progetto, credevo di non riuscire a preparare il mio racconto in tempo per la scadenza.
    Poi l’ispirazione è venuta a trovarmi mentre prendevo il sole… e così è nato “Dentro e fuori dall’acqua”!

  3. Cinzia, per fortuna ci sono le persone come te: partecipano e non si accontentano, danno di più. Lo dimostra il tuo post. Crisalide per me è davvero l’espressione diella crisi, più esistenziale che economica. “Tutto l’ordine possibile” è la prima cosa che ho scritto dopo la morte di mia madre.

    • Grazie di aver condiviso il tuo pensiero in questo mio spazio. Per il resto è naturale portare avanti i progetti intrapresi, soprattutto questo che è quanto mai attuale.

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