Molti i collegamenti con il poeta Fortini: come me ha amato Tolstoj, ha vissuto ad Ivrea e ha fatto un viaggio a Londra molto importante per la sua vita personale e letteraria e, dulcis in fundo, ha fatto il traduttore.
A mio avviso è stata una bella idea quella di intitolargli un premio letterario. Ho avuto il piacere di parteciparvi con la mia nuova raccolta poetica “Quaderno rosso” che è entrata nella rosa dei finalisti.
Non so ancora se mai vedrà le stampe e, in caso positivo, quando questo avverrà. Potrei postare qui una mia poesia ma non lo farò, preferisco deliziarvi con una lirica del poeta qui citato e ritratto. Chissà che sia di buon auspicio per il 2012. Vedremo.
Potrebbe essere un fiume grandissimo
Una cavalcata di scalpiti un tumulto un furore
Una rabbia strappata uno stelo sbranato
Un urlo altissimo
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Ma anche una minuscola erba per i ritorni
Il crollo d’una pigna bruciata nella fiamma
Una mano che sfiora al passaggio
O l’indecisione fissando senza vedere
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Qualcosa comunque che non possiamo perdere
Anche se ogni altra cosa è perduta
E che perpetuamente celebreremo
Perché ogni cosa nasce da quella soltanto
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Ma prima di giungervi
Prima la miseria profonda come la lebbra
E le maledizioni imbrogliate e la vera morte
Tu che credi dimenticare vanitoso
O mascherato di rivoluzione
La scuola della gioia è piena di pianto e sangue
Ma anche di eternità
E dalle bocche sparite dei santi
Come le siepi del marzo brillano le verità.
La gioia avvenire da Foglio di via, 1946
Se il titolo della tua raccolta è così straordinariamente poetico…le tue poesie sicuramente hanno abitato il Parnaso…meritano larga diffusione.
Vedremo! Grazie della tua attenzione sempre puntuale e sincera. A prestissimo.
Innanzi tutto : complimenti per essere entrata nella lista dei finalisti del premio Fortini! Io che conosco i tuoi scritti da tempo voglio augurati di trovare speranza e fiducia in te stessa. Non mollare. Anche le tue parole aiutano a vivere, a toccare l’anima, a riflettere. Grazie!
Che piacevole sorpresa trovarti qui! Posso solo dirti che ho voglia di abbracciarti forte. Grazie delle tue parole.
E se preferissimo leggere la tua poesia anzichè quella dell’arcinoto Tolstoj?
Va bene, Ema. In questi giorni la scelgo e poi la posto. Sei sempre convincente tu!