Notte silenziosa

Al silenzio io anelo. Sì, io spero che questa notte silenziosa mi ricordi sempre la notte dell’anima che attende il chiarore dell’alba. La notte necessaria per salutare la Luce. La notte feconda perché ferma come il cuore che trasale, l’anima in ricerca, il foglio bianco che attende le mie parole.

Vorrei che tutti i giorni fossero colmi di questa pace, di questo farci piccoli. Indietreggiare di un passo per ammirare ciò che ci circonda e guardare le persone con uno sguardo vero e un cuore nuovo.

Notte della vigilia di Natale. Notte buia che, ad un tratto, s’illumina d’amore. Notte che amo. Una notte vigilare e un giorno unico e particolare. Voglio evitare le folle, il rumore, la carta decorata, le coccarde colorate, i regali a tutti i costi, gli auguri scontati, i pensieri pieni di retorica.

Facciamo silenzio, vi prego! Ammiriamo l’Avvenimento, pensiamo alla nostra caducità e, per almeno un giorno, parliamo poco e, soprattutto, con verità.

 

Mondi possibili

Eccoci di nuovo! Di anno in anno, necessitiamo di questo avvenimento spirituale e sacro per chi crede, approfittiamo di un momento di festa, di un rito comunque accettato e necessario per chi non riconosce al Natale un’importanza religiosa e spirituale; e poi, ne sono certa, esiste una folta schiera di chi è indifferente, totalmente o solo in parte; che si adegua oppure, al contrario, male accetta tutta questa festa, con tutto l’apparato che le gira intorno e che, volenti o nolenti, ci raggiunge, ci interpella e, dopo un certo limite, se fuori luogo, ci disturba.

Quest’anno non voglio e non mi sento di scrivere un messaggio improntato sulla natività di Gesù e su quanto bene ci può fare partire da questo avvenimento per riflettere, su noi stessi e sulla nostra vita, ed essere spronati a migliorarci. Ho deciso di lasciare anche a voi uno spazio di espressione (sono graditi commenti) senza necessariamente dire la mia, se non con qualche breve spunto di riflessione. In parte perché una risposta non ce l’ho, e poi perché quest’anno non ho avuto il tempo e la tranquillità necessarie per soffermarmi a pensare nel silenzio e per scrivere. Nella vita però, già l’ho scritto più volte qua e là, sono convinta che nulla accada a caso e quindi, pressoché quotidianamente, incrocio frasi nelle mie letture, sento conversazioni, vedo film piuttosto che video che arrivano sempre al momento giusto con le parole giuste.

In questi ultimi due giorni ho incrociato un saggio di J. Bruner che mi sta interpellando molto e, sebbene non tratti direttamente del Natale, vi lascio con queste sue parole che sono applicabili al nostro vivere, al nostro mondo, ed anche alla nostra scrittura:

Niente è concepibile senza la stupefacente capacità umana di costruire e apprezzare mondi possibili e di sentirci indotti ad andare al di là di ciò che è canonico.

E mi dico: qualsiasi cosa si pensi e si creda in proposito, il Natale in primis non è dovuto ad una capacità umana: ma il nostro mondo sì! E la nostra capacità umana può e deve essere stupefacente in modo sempre positivo. E mi domando: se ci mantenessimo sempre con lo spirito e l’energia che comunque sprigiona questa festa che mondi possibili costruiremmo e quindi apprezzeremmo? Andremmo al di là di ciò che è canonico: oltre noi stessi, oltre il Natale. Vi auguro tanta serenità, per voi stessi e per tutti gli altri, vicini e lontani. E mi voglio accomiatare con quell’auspicio (scritto appena sopra) e tanta pace.