Nove marzo duemilaventuno

Trecentosessantasei
faticosi e tremendi
giorni.

Di te.

Non sei più uno sconosciuto?
Lo sei ancora.
Sei un inganno che
fa danno
semina dolore
fluttuando nell’aria abituale.

In questa primavera folle
sbocciano ancora lacrime
tra le viole.
I non ti scordar di me
non mi ispirano più
come un anno fa.

Nove marzo duemilaventuno
speranzosi e incoscienti
e in tuo scacco tuttora.

Nuovamente ti chiedo:
di cos’altro ci vuoi privare ancora ?

Pandemia di primavera

Eri così lontano
ed invece sei arrivato
microscopico e insidioso
ci hai costretto
alla riflessione.

Non siamo invincibili
non siamo eterni.
Non siamo stati capaci prima
di fermarci e pensare
come folli, sempre correre
come robot, sempre fare.
Ma tu ci hai intimato l’alt
e in questo arresto, costretti
a meditare, a guardare.

Guardare fuori, guardarci dentro.
Capire il valore della vita
sentire che basta un attimo
per andare via per sempre.
Sperimentare la lontananza
una stretta di mano vietata
un abbraccio proibito.

Sei crudele e impietoso:
carri funebri in fila ai cimiteri
morti senza funerale.
Ma come ti permetti?

Troppi contagiati nei letti d’ospedale
lì c’è sofferenza e paura.
Senza sosta, a più riprese
angeli in camice si affannano
ad affrancare alla vita
troppe vite sospese
e invisibili angeli della morte decidere
chi non può farcela e portarselo via.

Noi nelle nostre case come prigioni
fermi, in attesa del prossimo
bollettino di guerra.

La bomba sei tu
che ci esplodi dentro.

Noi nelle nostre case come prigioni
fermi, in riflessione silenziosa
oppure in preghiera.

Abbiamo capito la lezione
ci serviva un maestro d’eccezione.

Nessuna tregua. Per ora.
Ma arriverà il giorno
della vittoria.

E la nostra vita
non sarà mai più la stessa.

Scultura e scrittura

Anche ad una mostra d’arte, scultura neoclassica in questo caso, ho potuto imparare molte cose. Non solo e non tanto di pura storia dell’arte; neppure per la semplice ammirazione di opere così perfette, uniche, serenamente idilliache. Infatti, oltre a tutto ciò, trovo sempre spunti di riflessione per la scrittura.

È stato molto utile apprendere dal video tutorial come fosse la tecnica scultorea di base. Mi ricorderò che senza una struttura sottostante, solida e ben progettata, anche un testo scritto non regge. Ancor meglio: posizionerò con cura dei punti fermi che formeranno un reticolo; snodi narrativi che, come chiodi posizionati al punto giusto con precisione millimetrica, saranno i punti fermi che formeranno il perimetro narrativo che non mi farà disorientare e smarrire nel processo creativo.

Mi ricorderò di Thorvaldsen e lascerò qualcosa di grezzo, impercettibilmente non perfettamente lucidato; qualche nervatura sottile di parole appena suggerite.

Ma soprattutto, non dimenticherò mai la lezione di Antonio (Canova, è sottinteso; ma per le ammiratrici sincere come me, confidenzialmente: Antonio!). Terrò a mente la tua solitudine, anche, e forse innanzitutto, fisica; indispensabile e irrinunciabile, in modo particolare nella fase finale del lavoro scultoreo. Un lavoro di cesello così perfetto, da far vivere anche un freddo blocco di marmo bianco. E sai, Antonio, le parole che sembrano così duttili e leggere, a volte, possono essere durissime come il marmo. E si nascondono, refrattarie e mute. Difficili da trovare. E bisogna iniziare a scalpellare, esattamente come te, per dotarle di una presenza grafica, investirle della loro materialità e renderle disponibili alla manipolazione creativa. Costruire la poesia e la narrativa come una statua, che prende corpo con una determinazione e una fatica immensa.

Il valore curativo della poesia.

Ieri sera ho presenziato all’incontro pubblico Il valore curativo della poesia. Sebbene inserito da NurSind nelle iniziative de “Il maggio infermieristico”, è stato molto utile ed illuminante anche per me, che non svolgo un lavoro in ambito sanitario che implica il prendersi cura.

Qualche anno fa, Donatella Bisutti già ce lo aveva detto che La poesia salva la vita, intitolando così un suo libro sull’argomento. Ma un conto è esplicitarlo e spiegarlo, un altro è viverlo e trasmetterlo.

Ero già a conoscenza dallo scorso anno dell’esperienza dei Poeti Fuori Strada e del metodo Cardenal. Indubbiamente le testimonianze di mercoledì sera hanno avuto su di me un forte impatto emotivo, dovuto alla valenza terapeutica e umana di questa iniziativa applicata in vari ambiti quali ospedali pediatrici, residenze per anziani, carceri.

Antonetta Carrabs ha ben illustrato la sua esperienza vissuta direttamente sul campo; il professor Giuseppe Masera ha avuto la fortuna di conoscere il poeta Ernesto Cardenal, e in quel momento una leggera punta d’invidia si è palesata in me, subito sedata dai suoi racconti profondi e sentiti. Infine, l’intervento di Paola Perfetti è stato per me particolarmente illuminante e condivisibile al contempo. Solo se si scrive poesia è possibile capire appieno l’esperienza e la spinta interiore che sottende alla scrittura. E la verità della poesia. E la sua liberante libertà. Ma la buona notizia è che tutti indistintamente possono avvalersi di questo strumento, se non con velleità letterarie, almeno per la grande valenza terapeutica.

È vero quindi, come ben illustrato nell’incontro, che esiste un ruolo sociale del poeta, non solo per la poesia che scrive e condivide pubblicandola, declamandola. Ma perché far conoscere e scrivere poesia può aiutare chi è in un momento di fragilità, usando questo strumento per stare meglio. È da tempo che stavo meditando su questo aspetto esperenziale della poesia che può aiutare gli altri ma poi, certamente, può accrescerci e quindi migliorarci come persone e come poeti.

Intanto, nell’attesa e speranza di poter conoscere il poeta ex-carcerato che è stato menzionato ieri sera, ho già prenotato in biblioteca il libro I sogni son come conchiglie. Una raccolta di poesie nate dal laboratorio La musica delle parole, tenuto da Antonetta Carrabs presso il reparto di Ematologia Pediatrica dell’Ospedale San Gerardo di Monza. Gli autori sono i bambini: sono Luca, Alessandra, Josef, Giulia, Salma. E nelle poesie che hanno scritto ci sono le loro emozioni, i desideri, le inevitabili paure.

Ci sarà sicuramente da imparare. Vi farò sapere con una recensione ad hoc.

Stay tuned!