Intervista a Michela Zanarella

michela-zanarellaContinuiamo a conoscere gli autori dell’antologia di racconti Crisalide.

Ecco un’autrice, dopo tanti colleghi maschi: Michela Zanarella una grande poetessa che merita di essere conosciuta e apprezzata. Pleonastico dire che questo post mi è particolarmente caro, sia per solidarietà femminile, che per il medesimo amore per la Poesia (con P maiuscola) che ci accomuna.

Godetevi le sue risposte e la sua storia!

Il tuo racconto WORD PAGINA VUOTA, pur avendo come protagonista uno scrittore, dà della crisi una lettura su più livelli: economica, creativa ed esistenziale. Che cosa ti ha ispirato?

“Word pagina vuota” è ispirato alla vita di uno scrittore/giornalista, che è nato verso la fine dell’Ottocento ed è morto nel 1940, sto parlando dell’autore del Grande Gatsby. La vita di Francis Scott Fitzgerald è quella vita che si ripete nella storia, dove l’esperienza della politica non aggiunge nulla di nuovo allo sfacelo esistenziale. Il riproporre le stesse problematiche su più livelli come tu hai evidenziato significa riproporre alla coscienza ciò che oggi avviene a quasi un secolo di distanza da quanto ha vissuto quello scrittore così fascinoso.

La mancanza di ispirazione e il panico da pagina bianca: come si può superare, secondo te?

Con l’attesa che passi il panico.

Perché hai deciso di partecipare alla pubblicazione di Crisalide?

Alessandro Vizzino, autore ed editore che stimo molto, ha proposto a diversi autori questo progetto ed io l’ho di buon grado accettato. L’idea di crisalide-raccoltamettermi alla prova in narrativa è stato uno stimolo che mi ha permesso di sperimentare e tentare una forma di scrittura diversa dalla poesia. Far parte di un’antologia con più autori dalle esperienze e dagli stili diversi è stata un’opportunità di confronto e condivisione.

Lo rifaresti?

Non ho dubbi, lo rifarei, perché la priorità va sempre al piacere di scrivere.

Si può scrivere, sia poesie che narrativa, in continuazione, cioè in ogni momento della vita?

La poesia e la narrativa non hanno un tempo prestabilito, nascono da un’ispirazione, non sempre l’attimo creativo è propizio, a volte ci sono momenti in cui ci si può e ci si deve fermare, non è indispensabile una continuità assidua, l’importante è riuscire a scrivere bene, con qualità.

Tra la poesia e la prosa chi salveresti?

Per l’amore che nutro verso la scrittura, salvo senz’altro la poesia.

Quanto e come è importante la poesia nella tua vita?

La poesia per me è fondamentale, non riuscirei a vivere senza. La poesia mi dà energia, mi fa vivere nella pienezza le emozioni, è quella fedele amica e compagna che non mi lascia mai sola e mi fa stare bene, nel corpo e nella mente. La vita stessa per me è poesia.

Com’è arrivata la Poesia nella tua vita? O sei tu che l’hai cercata? Raccontaci questo incontro.

La poesia è entrata nella mia vita dopo un tragico incidente stradale, al quale sono sopravvissuta. Non l’ho cercata, ma è stata lei a scegliermi, a farsi presente in un mattino grigio, mentre la nebbia di Padova, rendeva tutto poco visibile.  Ho iniziato a scrivere i primi versi per ricominciare a vivere, per sorridere alla vita, dopo un dramma che mi aveva profondamente segnato e sconvolto. Quando stai ad un passo dalla morte, ti rendi conto che devi riconsiderare quei valori che prima non erano così determinanti, la Poesia mi ha salvato ed io sono felice di essere qui a raccontarlo.

Cosa pensi dei concorsi letterari in Italia? È giusto e sempre giustificato chiedere una tassa di lettura (a volte anche piuttosto alta) soprattutto in questi tempi di crisi?

I concorsi letterari in Italia sono tanti e a volte si rischia di cadere in tranelli, dove l’unico scopo di chi li organizza è spillare soldi ai partecipanti. Bisogna scegliere con cautela e fare attenzione. Io cerco di partecipare principalmente a concorsi gratuiti, non trovo giusto spendere grosse cifre di quote di partecipazione per sostenere una passione.

La tua poesia è stata anche tradotta e pubblicata all’estero: dove esattamente? Com’è nata e com’è stata questa esperienza?

Le mie poesie sono state tradotte in inglese e lette in una scuola americana e tunisina, molte sono state tradotte in riviste letterarie in Spagna, Francia, Romania, Brasile, Egitto e Cile. Questa esperienza è nata dai tanti incontri che ho fatto nel corso degli anni, con docenti di lingua araba, poeti ed artisti di diverse origini, tutto è stato il frutto del mio continuo proporre la poesia ovunque.

meditazioni-Cosa hai pubblicato e perché?

Ho pubblicato sei libri: “Credo” Ed. MeEdusa nel 2006, “Risvegli” Ed. Nuovi Poeti nel 2008, “Vita, infinito, paradisi” Ed. Stravagario nel 2009, “Convivendo con le nuvole” Ed. GDS nel 2009, “Sensualità” Sangel Edizioni nel 2011 e “Meditazioni al femminile” Sangel Edizioni nel 2012. Penso che la pubblicazione sia un po’ la necessità di mettere ordine ai fogli sparsi sui quali di solito scrivo.

Cosa pensi dell’editoria italiana?

L’editoria italiana è soggettiva e dipende dalla forza imprenditoriale e di marketing del singolo soggetto che si mette nell’impresa; è anche vero che alcuni editori  “improvvisati” e tra questi includo anche quelli di grosso nome, chiedono delle vere e proprie tangenti per pubblicare i libri ed evidenziano mille scuse plausibili e non, affinché l’autore accetti i contratti capestro. Ben pochi editori hanno l’autentica coscienza culturale e comprendono fino in fondo l’immenso sacrificio economico al quale i giovani autori vanno incontro. Qui è opportuna la valutazione del talento dell’autore e la validità della proposta alla casa editrice.

È difficile essere scrittori nella nostra epoca e nel nostro paese?

Con l’avvento della comunicazione digitale il giovane autore ha mille chance, una di queste è l’autopubblicazione, che ha la stessa distribuzione di chi si affida ad un editore. E’ più semplice al giorno d’oggi accedere al mondo dell’editoria, ma è più difficile poter apprezzare e leggere qualità dello scritto.

Immagina di vivere in un luogo ameno e isolato dal mondo dove puoi portare solo quattro libri (non tuoi): cosa scegli?

Porterei con me: “Il giovane Holden” di J.D. Salinger, “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini , “I Malavoglia” di Giovanni Verga e “Lo Zahir”di Paulo Coelho.

Sei pronta, come scrittrice, per un’editoria unicamente digitale?

No, non sono affatto pronta, diciamo che mi adeguo alle nuove tecnologie, ma preferisco di gran lunga il cartaceo. Poter leggere e sfogliare le pagine di un buon libro non ha prezzo.

Crisalide

Qualche giorno fa ho ricevuto alcune copie dell’antologia collettiva di racconti Crisalide e venerdì 30 novembre ne ho parlato alla mia presentazione.

I ricordi più vividi che ho sono l’entusiasmo che ci animava: io e altri tredici amici, scrittori motivati e impavidamente determinati a scrivere un racconto che sfidasse la parola più usata e forse abusata di quest’anno: CRISI. È certamente reale la crisi, ma conoscendo il potere delle parole è innegabile che, con la sua connotazione negativa, l’uso continuato la trasforma in un tarlo che lentamente mina il nostro desiderio di essere creativi e positivi, mette a dura prova la nostra progettualità e voglia di fare. Noi che abbiamo scritto i racconti pubblicati nell’antologia Crisalide siamo andati oltre a tutto ciò, perché abbiamo creduto fortemente in questo progetto e ci siamo tutti messi al lavoro durante l’estate.

L’altro ricordo che ricorre più spesso nella mia mente riguarda la mia difficoltà nel trovare il tempo e la tranquillità per mettermi seriamente a scrivere il mio racconto: c’era sempre qualcosa di più urgente che mi bloccava in corso d’opera. Poi è arrivato agosto, con il caldo quasi torrido e la sua tranquillità che, nel mio caso, mi rende comunque molto produttiva.

Ciro Pinto ha ricevuto il mio racconto in un caldo giorno agostano, giusto il giorno prima della deadline che ci eravamo prefissati, e il suo editing è stato puntuale e preciso: una vera benedizione. Alessandro Vizzino ha creduto in questa pubblicazione sostenendola fin dall’inizio. Stefano Calicchio ed Emanuele Properzi hanno fatto da mentori a tutto il gruppo, eterogeneo ma decisamente compatto.

Non sapevo bene, e forse non ero l’unica, come sarebbe stato il risultato finale; ovviamente non era stato deciso neppure il titolo e ancor meno la copertina: ma quando è stato il momento di decidere  tutto è stato naturale, come in qualsiasi progetto concreto portato avanti da un gruppo positivo e motivato quale siamo noi.

Per capire meglio il senso del titolo, vi riporto qui il blurb sulla quarta di copertina:

Le storie di questa raccolta descrivono vicende umane in cui il malessere che affligge i nostri giorni è rappresentato da chi solitamente scolpisce le epoche della storia: lo scrittore. Caliamoci insieme nello stadio embrionale di una metamorfosi che si svilupperà perseguendo primitive e naturali evoluzioni, esattamente come accade alla crisalide, prima di trasformarsi in farfalla.

Vogliamo considerarla come qualcosa di apparentemente negativo che racchiude una sfida, un seme di positività, una possibilità di crescita. Ed infatti i racconti sono tutti molto sorprendenti ed accattivanti nella loro diversità: e questa è secondo me la ricchezza del nostro libro di racconti che potete agevolmente ordinare, sia in formato e-book che cartaceo, da questo link delle Edizioni Drawup; chi preferisce si può rivolgere alla cara ed affezionata libreria di fiducia.

L’importante è leggerli, i nostri racconti. Intanto che la neve fiocca a larghe falde come oggi, mentre sto scrivendo quest’articolo.

Allora d’accordo? Aspetto i vostri commenti, sia qui che sugli altri siti collegati. E per chi è frequentatore di Facebook può aggregarsi al nostro gruppo dedicato, dove sono menzionati tutti gli autori.

In un modo o nell’altro, preferibilmente in entrambi, VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!