Cuori di stoffa

1606475_265638353612880_2038565966_oI cuori di stoffa che la sarta Sofia avrebbe potuto cucire sarebbero stati tanti, tutti diversi ma uguali ai nostri. Insieme a lei, la famosa cantante Norma De Blasis e Davide, il fabbro. Personaggi interpretati con maestria e simpatia dagli attori Patrizia Pinto, Francesca Gulino e Fabio Pirovano della compagnia QdF Teatro e la regia di Paola Casella.

In questo spettacolo ci regalano confessioni di sentimenti nascosti e inaspettati, dispetti reciproci ma anche condivisioni, momenti esilaranti. Una fotografia perfetta della realtà quotidiana che può appartenere a molti di noi, se non a tutti.

I cuori che si aprono e dialogano tra loro e con il pubblico sono anche e come i nostri. Cuori gonfi di lacrime oppure sofferenti come se fossero stati trafitti da centinaia di spilli.

Una porta inaspettatamente bloccata li costringe ad una convivenza forzata che fa appunto aprire i loro cuori. Scoprono così, come spesso accade nella vita, che oltre alle differenze c’è una radice comune. Un vivere ricco degli stessi sentimenti e degli stessi sogni, spesso infranti.

Un’ora di teatro puro, che non fa mai calare l’attenzione. Un’ora in cui si può riflettere su ciò che è stato, che avrebbe potuto essere ma non è mai accaduto, e ciò che possiamo cambiare interiormente e nella quotidianità per poter essere migliori.

Cime tempestose a teatro

Ha scelto bene La fabbrica delle idee quando ha deciso di includere nel loro cartellone lo DSC_6287spettacolo Cime tempestose. È recitato magistralmente dalla compagnia LA SARABANDA con la regia di Loredana Riva.

Io ho potuto apprezzarlo venerdì scorso: è uno spettacolo che merita, ma è importante e necessario per me spiegarvi brevemente perché ci tenessi così tanto a vederlo.

Ebbene, in fondo se sono stata, e ancora sono, malata di lettura e di parole lo devo principalmente a Cime tempestose. Esisteva già nella mia casa quando avevo undici anni, ma mi era proibito leggerlo. Lo lessi di nascosto e fu un’esperienza folgorante ed emozionante; non solo perché si trattava di una storia d’amore unica e dannata, ma proprio per l’impianto narrativo e lo stile di Emily Brontë, anche se questo lo capii dopo. Esso è stato la genesi per il mio amore verso la lettura e la scrittura, nonché l’Inghilterra e la sua lingua; tant’è che a Londra i miei amici più cari erano proprio dello Yorkshire, luoghi che ho conosciuto e visitato molte volte.

Detto questo, non vi nascondo che ero molto curiosa di vedere come sarebbe stato l’approccio teatrale e la scelta delle scene con un tale testo. Ebbene, tutto il pathós della storia è stato tangibilmente reso con vigore e la giusta drammaticità da tutti i protagonisti, compresi i giovani e giovanissimi che mi hanno sorpreso ed incantato. Inoltre, ho percepito chiaro il disagio di Edgar Linton e l’egoismo di Hindley Earnshow; l’affettuosa chiarezza di Nelly, la voce narrante; il misantropo Heathcliff era in scena del tutto iroso, maledetto e malefico, ma trasformato dall’amore e dalla passione per Cathy, la quale ci ha regalato momenti molto commoventi, e interpretato con maestria scene dal forte impatto emotivo, visivo e musicale. 

brughiera cime tempestoseBella esperienza vedere gli attori correre alla Rocce Rosse che stavano alle nostre spalle; percepire tutto l’asprezza, la solitudine, ma anche il fascino di una brughiera che certamente non potevamo vedere in scena, ma che era percepibile in tutto il contesto così ben ricostruito. Bravi!

Per seguire le loro tracce e le prossime rappresentazioni potete collegarvi qui.