La migliore offerta

L’incontro di due solitudini e due pazzie diverse possono funzionare all’interno di un luogo, fisico e mentale, preciso e circoscritto. Quando escono all’esterno e si scontrano con un ambiente “altro da sé” è come se venissero contaminate interiormente ed ecco che, sebbene lentamente, s’innesca un meccanismo di malessere diffuso e a tratti mascherato. Fino a quando, chi ha più da perdere in termini di anni e di vita, può scegliere di percorrere una strada diversa, seguire la massa, rappresentata dalle persone comuni ma anch’esse con le loro idiosincrasie, quasi pazzie. 

Il confine, come sempre quando si tratta di mente e cuore, è sottile. Ma a volte la sofferenza è una benedizione perché ti costringe a guardarti allo specchio, non sempre e solo in modo fisico, per spogliarti di tutte le maschere e gli orpelli che si usano come difesa e come gioco, dato che la vita fino a quel punto, un gioco sembra e così viene intesa e vissuta.

Riguardo a questo film, incantevole ma sempre denso di atmosfere intense e surreali rese in maniera quasi pittorica dal regista Tornatore, ad un certo punto della donna protagonista non abbiamo più alcuna traccia; la immagino dopo tanta voluta e malsana solitudine, essere invece ubriaca degli idoli dal nostro tempo (e non solo) tra soldi, arte e voluttà.

geoffrey-rush-la-migliore-offerta-di-giuseppe-tornatoreEd ecco invece che, come sarebbe potuto succedere a qualsiasi altra persona, assistiamo ad una trasformazione dell’uomo che, spogliato dall’inutile e superfluo in tutti i sensi, comincia a essere se stesso mostrando il suo vero volto fisico e animico.

Le atmosfere, i luoghi, i dialoghi scelti in questo film già da soli ti catturano com’è nello stile del regista. In più, in questo clima attuale del nostro mondo fatto di sobrietà quasi forzata che è spesso povertà, in tutti i sensi, per molti di noi; in questi tempi di risveglio umano su più livelli (interiore, spirituale, economico, sociale) ecco che questa storia può aiutarci a porci delle domande su noi stessi e sullo smarrimento nel quale siamo coinvolti e del quale però non ci rendiamo neppure conto.

La migliore offerta? Capire che la nostra vita, a tutto tondo, è talmente preziosa che non ha prezzo. Dunque, nessuna offerta. Né migliore, né peggiore. Ma le chiavi di lettura sono davvero tante e sarà un piacere se le condividerete con me qui.

Una dolce tigre

Che si ami il teatro oppure no è irrilevante. Quando se ne va una donna così, si spegne una luce limpida e vivace che inevitabilmente crea un vuoto grande. Io ho visto La bisbetica domata di Shakespeare nel 1992 e ricordo molto bene in quale stato d’animo, di eccitazione e godimento, sono uscita dal teatro.

Voglio avvicinarla ad Alda Merini e pensarla mentre legge una sua poesia. Salutarla così, con lievità e fierezza.

 

BOOKCITY MILANO

Nell’ambito della rassegna BookCity Milano, vi segnalo questa iniziativa. Il sito merita una visita per poter decidere autonomamente quale delle tante iniziative è interessante per ciascuno di noi. Oppure la visita on random, senza pretese e con sorprese (a volte la scelta migliore).

 

I POETI, CHE CINEMA! UN OMAGGIO DEL CINEMA ALLA POESIA

14 – 24 novembre Biblioteca Valvassori Peroni | via Valvassori Peroni, 56

Quali registi e film-maker hanno realizzato filmati su poeti contemporanei (in gran parte viventi) italiani (non pochi  quelli di Milano)? Esordisce a Milano alla  Biblioteca Valvassori Peroni una mostra itinerante che si incarica di farne  nomi e cognomi, di dar loro un volto e di presentarli allo spettatore che voglia saperne  qualcosa, pur in modo essenziale; che permette al visitatore di vedere i docu-film “poetici” di cui sono autori;  che crea  un’occasione di incontro con ognuno dei poeti “immortalati” in video (a ciascuno di essi è dedicato un pannello divulgativo con foto, notizia bio-bibliografica e assaggio di testi poetici): Milo De Angelis, Franco Fortini, Francesco Leonetti, Franco Loi, Vivian Lamarque, Giancarlo Majorino, Alda Merini, Giovanni Raboni, Vittorio Sereni, Andrea Zanzotto.