Fahrenheit 451 Lettura scenica

Scatole di fiammiferi che vengono ripetutamente accesi e nello sfondo una metropoli di notte con il rumore della pioggia. Realtà distopica, ma solo apparentemente lontana, perché su molti punti è di una disarmante attualità. Al centro i libri, minaccia rivoluzionaria che, pertanto, vanno eliminati, bruciati da pompieri che paradossalmente si trasformano in piromani. Gli allarmi si susseguono ogni notte e, in una società iper veloce e consumistica, si cerca di lobotizzare i cittadini intrattenendoli davanti a schermi giganti quanto le pareti di una stanza.

In scena presso l’Auditorium della Biblioteca Civica di Vimercate e nell’ambito di Vimercate Festival, a cura dell’Associazione Teatrale Pontos Teatro con Alessandro Pazzi e Lilli Valcepina, insieme ad altri attori,  è stato notevolmente convicente l’interpretazione di Fahreneiheit 451 tratto dal romanzo distopico di Ray Bradbury e proposto dall’omonima Associazione Culturale F451 Amici della Biblioteca.

La storia è ormai conosciuta ai più, soprattutto a chi i libri li ama e li rispetta. In questa lettura scenica non sono riuscita a distrami un solo secondo e, ad un certo punto, quando mischiati tra il pubblico le voci recitanti si palesavano a turno come i libri imparati a memoria e dunque salvati, mi è salito un vero e proprio moto di commozione.

Un’esperienza teatrale unica nel suo genere che non solo vale la pena di vedere, ma che merita la giusta attenzione e diffusione. Auguro molta fortuna a questo adattamento teatrale, emozionante e vero, che mi piacerebbe rivedere ancora. I brani scelti sono stati molto accattivanti e suggestivi; l’impianto scenico alquanto scarno, è riuscito a rendere bene l’inquietante ambientazione  fino alla scena finale che, con un caldo ed inaspettato effetto luminoso, annuncia una nuova alba.

L’interpretazione di ogni singolo attore coinvolto ha avuto la capacità di scuotere interiormente lo spettatore. Tutto bello dall’inizio alla fine. Davvero bravi.

C’è ancora?

Ma cosa sarà successo a Cinzia? Dal due giugno sparita da questo spazio che è la sua piccola finestra sul mondo.

Indubbiamente è bello ed importante mantenere un rapporto quasi quotidiano con i lettori e i fan del proprio blog; ma a volte non è possibile, se si privilegia un minimo di qualità; altre volte è una questione semplice semplice: il tempo e gli impegni.

Io direi che in questi due mesi si è trattato di entrambe le situazioni: se devo scrivere tanto per scrivere qualcosa, preferisco non farlo; il tempo a mia disposizione per la scrittura l’ho utilizzato per la scrittura vera e propria, narrativa e mia personale. Sì, perché a volte è necessario tirare i remi in barca, rallentare, cercare la calma e il silenzio (interiore ed esteriore), fare il punto della situazione, lasciare andare il vecchiume in tutte le sue forme, raccogliere le idee e mettere a fuoco gli obiettivi. Last, but not least: coltivare meglio e con una frequenza più serrata i rapporti umani per me significativi.

letture concorsiUna buona parte del mio tempo estivo l’ho speso a leggere pensieri e parole altrui, sia in forma poetica che narrativa. Nello specifico sono stata membro di giuria del Concorso Poetico Ali Penna d’autore per la poesia. Concorso Letterario Nazionale Albiatum per la sezione racconti inediti.  Altri racconti letti perché parte della giuria del concorso Una foto, una storia organizzato da F451 e la Biblioteca Civica di Vimercate. Riguardo agli ultimi due non mancheranno dei post ad hoc.

E grazie di non avermi abbandonato, di avermi aspettato e di continuare a leggermi. Mi siete mancati.