Poesia e crisi

megafono-poesia-fbÈ appena trascorsa la giornata mondiale della poesia patrocinata dall’Unesco e, proprio il giorno prima, è stato pubblicato il rapporto sulla lettura in Italia che ha rilevato la profonda crisi del libro. In un’intervista che ho seguito ieri alla radio mentre ero in auto, è stato dichiarato che l’avanzare dell’editoria digitale non compensa e non giustifica la crisi della lettura in generale. Un percorso tutto in discesa che sembra non arrestarsi.

È noto che la poesia non ha mai riempito gli scaffali delle librerie e che si tratta di un genere letterario di nicchia. Mi ha molto impressionato pensare ad una giornata che celebra la necessità e la bellezza della poesia e, nel contempo, il disinteresse sempre più marcato per il libro.

Questo pensiero mi fa tornare alla mente un libro di Donatella Bisutti pubblicato negli anni ’90 dal titolo emblematico: La poesia salva la vita. Sono convinta che sia vero, sia che la si scriva o che la si legga. E mi sovviene lo slogan del Salone del Libro di Torino del 2008: La bellezza ci salverà.

Non lasciamoci rubare i sogni e la speranza, e neppure massificare. Ancor meno intrappolare in pensieri negativi sulla realtà che ci circonda.

È vero: si fa fatica in tutto, per la maggioranza si fatica ad arrivare a fine mese, ma la bellezza di un verso o di un libro significativo può e deve fare la differenza. Crediamoci!

Ai miei amici e colleghi scrittori ricordo che Andrew Motion, il poeta di cui ho parlato nel mio precedente post, suggerisce agli scrittori che attraversano un blocco creativo di leggere poesia. Io sono convinta che può curare anche il blocco del lettore, non solo dello scrittore.

Mettetevi comodi e ascoltate, se volete in cuffia, il poeta irlandese Seamus Heaney in proposito, ne vale la pena (è sottotilato in italiano). Con il suo inglese pulito e preciso, vi guiderà in una passeggiata poetica senza eguali. Scoprirete

la poesia come penetrazione nelle cose per come sono

e potrete vivere meglio.

A lui è stata dedicata la giornata mondiale della poesia di quest’anno dato che, il premio Nobel 1995, ci ha lasciati lo scorso 30 agosto.

Bruciate i libri!

Che titolo è? Sono impazzita? No. Lo so che è una frase che fa rabbrividire, ma purtroppo è stata pronunciata, anzi gridata, a Savona, presso la libreria Ubik, durante una manifestazione dei Forconi: Chiudete la libreria! Bruciate i libri!

Premesso che so perfettamente come sia l’atmosfera durante una manifestazione, sebbene i miei ricordi risalgano agli anni ‘70, è inammissibile tollerare uno slogan insensato come questo. Bruciare i libri provocatoriamente significa annullare la nostra booksconoscenza e coscienza umana, la nostra storia, le nostre radici, l’accrescimento culturale, personale, spirituale, politico, le testimonianze e la traccia della nostra cultura e libertà di espressione.

LIBERTA’ DI ESPRESSIONE. A tutto campo e possibile per tutti.

Quanto è accaduto è un fatto gravissimo che mi ha spinto a scriverne e commentare, sebbene il mio blog sia prettamente letterario con tutti gli annessi e connessi senza mai, volutamente, sconfinare nell’attualità.

Ma questo non è un semplice fatto di cronaca, è il seme di un’involuzione culturale che dobbiamo stroncare sul nascere. Mi auguro che non si cada ancora più in basso del baratro nel quale già stiamo sprofondando.

Anche voi scrivetene, diffondete, commentate, condividete!

Io sono il capitano della mia anima

1130851-safrica-Era il 1985, come non ricordare i picchetti per la raccolta delle firme per la tua liberazione.

Erano sempre presenti davanti all’ambasciata sudafricana di Londra, in Trafalgar Square. Io arrivavo da Sud e il bus 81 mi lasciava a pochi metri, poi a piedi mi dirigevo verso St Martin-in-the-Fields dove lavoravo.

Questo ricordo mi fa venire in mente John, un ragazzo alto dagli occhi e dai capelli neri e in più sempre vestito di nero che, con perfetto accento del Nord, mi chiese se volessi firmare. Era la prima volta che mi fermai, ma non fu l’ultima. Non solo perché era un percorso obbligato, ma per scelta. Per un periodo ho dato la mia disponibilità ed è stata un’esperienza umana ancor più che politica fermare le persone per strada e raccontare di te. E non c’è bisogno che ti dica che le persone che hanno agito sono state tantissime e le più svariate.

Un punto di partenza comune era la libertà ed a seguire la dignità e i diritti civili. E tu sei stato un testimone eminentissimo. Chiare e definitive le tue parole:

Non c’è nessuna strada facile per la libertà

Che strada impervia è stata la tua vita, grande anima indomita.

Voglio ringraziarti e ricordarti con la poesia di Henley che tanto amavi.

Dal profondo della notte che mi avvolge,

Nera come un pozzo da un polo all’altro,

Ringrazio qualunque dio esista

Per la mia anima invincibile.

Nella feroce morsa delle circostanze

Non ho arretrato né gridato.

Sotto i colpi d’ascia della sorte

Il mio capo è sanguinante, ma non chino.

Oltre questo luogo d’ira e lacrime

Incombe il solo Orrore delle ombre,

E ancora la minaccia degli anni

Mi trova e mi troverà senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,

Quanto piena di castighi la vita,

Io sono il padrone del mio destino;

Io sono il capitano della mia anima.

La giornata mondiale del libro

Ieri è stata la giornata mondiale del libro. Ma tranquilli, anche se ve la siete lasciata scappare, siete ancora in tempo perché era solo il primo giorno di una lunga serie di iniziative che confluiscono ne Il Maggio dei libri per poi culminare con il Salone del libro di Torino che sarà dal 16 al 20 maggio. untitled

È molto interessante la storia della giornata del libro e per conoscerla meglio, fra i tanti, ho scelto di condividere con voi questo articolo pubblicato su La Stampa proprio di ieri. Negli altri link attivi in questo mio post, troverete quali sono le iniziative della zona in cui abitate così da poter respirare aria di primavera e di cultura. Una freschezza e una leggerezza di cui abbiamo bisogno in questi tempi così pesanti e bui. Bene, e adesso liberiamoci e libriamoci tutti!