Ma tu chi sei?

Dimmi, chi sei?

Nel cuore della notte mi svegli. E sei la mia salvezza. L’ancora di salvataggio che mi allontana dai nubifragi che, quasi ad intervalli regolari, mi assalgono. A volte di sorpresa, altre si preannunciano con giorni pieni di pensieri e notti lugubri di angoscia. Anche se, spesso, e va detto, hai illuminato ancor di più giornate liete ed indimenticabili.

Chi sei tu, dunque, che avanzando nel buio della mia notte inciampi nei miei più segreti pensieri? C’è chi non ti conosce, chi ti ha scoperta magari vivendo, chi ti ha conosciuta ma non ti capisce. Io ti ho incontrato nell’infanzia e non ti ho più abbandonata e, in buona parte, anche tu non mi hai mai lasciato.

Quando ti fai conoscere di più sei così bella. Apprezzata da chi ti stima e necessita di te. Ma quando avanzi nel buio della notte, magari quella scura scura, quella anche interiore, non sei un tipetto tanto facile da trattare. A volte ti sveli subito, con le tue parole che scaturiscono naturalmente, con il ritmo adeguato e la musicalità più adatta. E sgorghi così, subitanea, come acqua sorgiva di montagna, pura e fresca. Ma la maggior parte delle volte è il sudore quello che sgorga: dalla fronte, dalle mani; talvolta da tutto il corpo. È un sudore freddo ed improvviso, come di morte. Ed è giusto così perché, quando appari, Poesia, alla mia anima, mente e cuore, nel venire creata è una parte di me che muore ma subito rinasce, sempre, in forma di parola.

Ma tu chi sei? Un’amica cara, unica, insostituibile ed indispensabile. Poesia: salvezza e rinascita. Avanza pure nel buio della notte che i miei segreti pensieri ti attendono.

La rondine sul termosifone

Un titolo singolare che assomiglia ad un verso poetico, come singolare è lo stile narrativo di questo romanzo che descrive la malattia vissuta dal poeta Nelo Risi. La moglie Edith Bruck ne è l’autrice. Immagino che questa scrittura abbia avuto anche una valenza terapeutica, in qualche modo, visto il difficile vissuto al quale la malattia lo ha costretto e, giocoforza, il coraggio necessario alla scrittrice e moglie che lo ha accompagnato fino alla fine.

Il romanzo testimonianza La rondine sul termosifone è stata per me una lettura triste ed illuminante al contempo. Mi ha emozionato e commosso in più punti, e in modo particolare a pagina 92 quando si racconta di Nelo che non ricorda di aver scritto poesia, in modo particolare di una poesia composta per la madre. E poi le visioni di un artista sul soffitto, libri che penzolano e quindi non solo la rondine sul termosifone che dà il titolo al libro. Ma lo strazio più grande dev’essere stato il rinunciare a ciò che fu sempre vitale per lui; tra le altre cose: la scrittura. Dev’essere stato così, in qualche recesso della mente, per arrivare a proibire a Edith la scrittura in maniera assoluta: lui disse di non aver mai scritto.

Questo libro interpella i lettori sulla nostra precarietà e, ancor più, mi ha scossa perché si tratta della malattia di un poeta. Un poeta, capite? Lui stesso lo definì molto bene nella poesia che riporto alla fine. E voglio anche condividere le sue quanto mai attuali parole – notate bene scritte nel 1962 – e che sembrano davvero un testamento spirituale:

Sono convinto che oggi è tempo di poesia – noi abbiamo dalla nostra la contemporaneità di un pensiero rattratto e fulmineo, l’assenza di psicologismo, il valore apodittico e di sentenza che è proprio di un’epoca altamente differenziata e che aspira alle sintesi, la ricerca di nuovi ritmi e di nuove forme su temi divulgati fotografati ripresi e teletrasmessi, e una scrittura essenziale articolata in più piani e che tende al discorso continuo. La poesia non ha bisogno di descrivere: con un soggetto e un verbo e un solo complemento, senza un aggettivo, è possibile ricreare un mondo. Solo, bisogna intenderci una buona volta su quello che per noi è il mondo.

Nel libro si respira, nonostante il dramma della malattia: molto amore; un forte senso della famiglia; la capacità di accettazione, non sempre facile e scontata, ma alla fine sempre realizzabile. Questo perché è reale la consapevolezza della nostra finitezza e la profondità di un sentimento che andrà, con assoluta certezza, oltre la morte.

 

POETA

Una vita senza dramma non è vita.

L’umanità non soffre per procura

nelle parole il poeta cerca l’urlo.

Il poeta è cosciente che l’inerte

appena nominato è già vivente.

Il poeta è l’uomo più virile.

E ancora

Quel corpo che andava

macchina perfetta

Giace in assi punti

Rotto

-spegni lo specchio.

La notte e le parole

Lo scrittore e il poeta scrivono nel buio. Non necessariamente il buio notturno ma anche e soprattutto il buio interiore.

Scriviamo nel buio anche quando ci troviamo in piena luce, come di giorno o come in uno stato d’animo gioioso e felice. Questo accade perché l’atto dello scrivere presuppone un’interiorizzazione tale da costringere l’autore a calarsi nel buio creativo, necessario per escludere tutto il resto e poter così dare, il più limpidamente possibile, voce a ciò che gli occhi del cuore suggeriscono alle mente.

Cosa ne pensate?

C’è ancora?

Ma cosa sarà successo a Cinzia? Dal due giugno sparita da questo spazio che è la sua piccola finestra sul mondo.

Indubbiamente è bello ed importante mantenere un rapporto quasi quotidiano con i lettori e i fan del proprio blog; ma a volte non è possibile, se si privilegia un minimo di qualità; altre volte è una questione semplice semplice: il tempo e gli impegni.

Io direi che in questi due mesi si è trattato di entrambe le situazioni: se devo scrivere tanto per scrivere qualcosa, preferisco non farlo; il tempo a mia disposizione per la scrittura l’ho utilizzato per la scrittura vera e propria, narrativa e mia personale. Sì, perché a volte è necessario tirare i remi in barca, rallentare, cercare la calma e il silenzio (interiore ed esteriore), fare il punto della situazione, lasciare andare il vecchiume in tutte le sue forme, raccogliere le idee e mettere a fuoco gli obiettivi. Last, but not least: coltivare meglio e con una frequenza più serrata i rapporti umani per me significativi.

letture concorsiUna buona parte del mio tempo estivo l’ho speso a leggere pensieri e parole altrui, sia in forma poetica che narrativa. Nello specifico sono stata membro di giuria del Concorso Poetico Ali Penna d’autore per la poesia. Concorso Letterario Nazionale Albiatum per la sezione racconti inediti.  Altri racconti letti perché parte della giuria del concorso Una foto, una storia organizzato da F451 e la Biblioteca Civica di Vimercate. Riguardo agli ultimi due non mancheranno dei post ad hoc.

E grazie di non avermi abbandonato, di avermi aspettato e di continuare a leggermi. Mi siete mancati.