Ma tu chi sei?

Dimmi, chi sei?

Nel cuore della notte mi svegli. E sei la mia salvezza. L’ancora di salvataggio che mi allontana dai nubifragi che, quasi ad intervalli regolari, mi assalgono. A volte di sorpresa, altre si preannunciano con giorni pieni di pensieri e notti lugubri di angoscia. Anche se, spesso, e va detto, hai illuminato ancor di più giornate liete ed indimenticabili.

Chi sei tu, dunque, che avanzando nel buio della mia notte inciampi nei miei più segreti pensieri? C’è chi non ti conosce, chi ti ha scoperta magari vivendo, chi ti ha conosciuta ma non ti capisce. Io ti ho incontrato nell’infanzia e non ti ho più abbandonata e, in buona parte, anche tu non mi hai mai lasciato.

Quando ti fai conoscere di più sei così bella. Apprezzata da chi ti stima e necessita di te. Ma quando avanzi nel buio della notte, magari quella scura scura, quella anche interiore, non sei un tipetto tanto facile da trattare. A volte ti sveli subito, con le tue parole che scaturiscono naturalmente, con il ritmo adeguato e la musicalità più adatta. E sgorghi così, subitanea, come acqua sorgiva di montagna, pura e fresca. Ma la maggior parte delle volte è il sudore quello che sgorga: dalla fronte, dalle mani; talvolta da tutto il corpo. È un sudore freddo ed improvviso, come di morte. Ed è giusto così perché, quando appari, Poesia, alla mia anima, mente e cuore, nel venire creata è una parte di me che muore ma subito rinasce, sempre, in forma di parola.

Ma tu chi sei? Un’amica cara, unica, insostituibile ed indispensabile. Poesia: salvezza e rinascita. Avanza pure nel buio della notte che i miei segreti pensieri ti attendono.

Les Choristes

Aritmetica: pagina 27. È una battuta del film Les Choristes ma non ha nulla a che fare con la matematica, bensì è intriso di poesia e musica. C’è anche un po’ di scrittura.les choristes Infatti, i ragazzi protagonisti iniziano a sognare nel momento in cui ognuno di loro mette per iscritto il suo desiderio di vita; nuovamente tornano a scrivere su areoplanini di carta quando devono salutare per sempre un insegnante emblematico e unico, che li ha guardati ed accettati come sono, giovani vite segnate e allo sbando, impauriti e feriti nel profondo.

Forse questo film si può considerare retorico ma, al contrario, io credo che sia l’ennesima ma necessaria conferma del nostro bisogno di bellezza e di arte, in tutte le loro forme, che sono in grado di salvare tutti, indistintamente.

C’è la musica, o meglio il canto. Una melodia a tratti struggente e in altri momenti edificante, così come è la storia narrata con i suoi personaggi veri, resi magistralmente con delicatezza e disincanto.

Fu un successo da Oscar e Golden Globe nomination nel 2004 in Francia ed è arrivato in Italia nel 2008, ma io l’ho scoperto solo ieri sera, visionabile per intero su youtube.

Fa parte delle storie senza tempo, perché il soggetto è in primis l’animo umano con le sue luci e le sue ombre, che cambiano con il tempo nella forma ma non nella sostanza. Quella dei sogni, anche in questo caso, che siamo noi. L’ha scritto Shakespeare ne La Tempesta, atto IV, che Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni e io lo sottoscrivo senza indugio alcuno.

Con la stessa convinzione vi invito a vedere questo film per riflettere ancora una volta sul nostro sguardo sulla realtà e sul mondo. Una verifica necessaria per cambiare. In meglio.

Ancora Virginia e William

Raccolgo uno spunto dall’ultimo articolo relativo a Virginia Woolf che definì Shakespeare “hors de la literature” per invitarvi alla lettura, anche spezzettata, dell’ultimo saggio di Nadia Fusini: per chi non la conoscesse una nota e brava anglista, scrittrice, traduttrice nonché docente e saggista che ha anche scritto un altro bel libro proprio su Virginia dal titolo “Possiedo la mia anima” edito da Mondadori nel 2006.

Comunque, tornando a questo saggio dal titolo “Di vita si muore” che v’invito a leggere: anche chi non ha mai letto Shakespeare, o non è appassionato di letteratura inglese classica, vi troverà spunti molto interessanti non solo per la conoscenza letteraria ma per la propria vita.

Non a caso il titolo richiama alla vita e alla morte; è indicativo di quanto Shakespeare fosse così avanti e pertanto intramontabile. È noto che nei suoi scritti vi fossero presenti tutte le passioni e angosce umane, sempre quelle, ancora oggi.

Ecco che in questo testo vengono eviscerate, spiegate e calate nel nostro presente. Un libro anche tecnico in alcuni punti ma certamente interessante per scoprire un classico che non tramonterà mai.