La rondine sul termosifone

Un titolo singolare che assomiglia ad un verso poetico, come singolare è lo stile narrativo di questo romanzo che descrive la malattia vissuta dal poeta Nelo Risi. La moglie Edith Bruck ne è l’autrice. Immagino che questa scrittura abbia avuto anche una valenza terapeutica, in qualche modo, visto il difficile vissuto al quale la malattia lo ha costretto e, giocoforza, il coraggio necessario alla scrittrice e moglie che lo ha accompagnato fino alla fine.

Il romanzo testimonianza La rondine sul termosifone è stata per me una lettura triste ed illuminante al contempo. Mi ha emozionato e commosso in più punti, e in modo particolare a pagina 92 quando si racconta di Nelo che non ricorda di aver scritto poesia, in modo particolare di una poesia composta per la madre. E poi le visioni di un artista sul soffitto, libri che penzolano e quindi non solo la rondine sul termosifone che dà il titolo al libro. Ma lo strazio più grande dev’essere stato il rinunciare a ciò che fu sempre vitale per lui; tra le altre cose: la scrittura. Dev’essere stato così, in qualche recesso della mente, per arrivare a proibire a Edith la scrittura in maniera assoluta: lui disse di non aver mai scritto.

Questo libro interpella i lettori sulla nostra precarietà e, ancor più, mi ha scossa perché si tratta della malattia di un poeta. Un poeta, capite? Lui stesso lo definì molto bene nella poesia che riporto alla fine. E voglio anche condividere le sue quanto mai attuali parole – notate bene scritte nel 1962 – e che sembrano davvero un testamento spirituale:

Sono convinto che oggi è tempo di poesia – noi abbiamo dalla nostra la contemporaneità di un pensiero rattratto e fulmineo, l’assenza di psicologismo, il valore apodittico e di sentenza che è proprio di un’epoca altamente differenziata e che aspira alle sintesi, la ricerca di nuovi ritmi e di nuove forme su temi divulgati fotografati ripresi e teletrasmessi, e una scrittura essenziale articolata in più piani e che tende al discorso continuo. La poesia non ha bisogno di descrivere: con un soggetto e un verbo e un solo complemento, senza un aggettivo, è possibile ricreare un mondo. Solo, bisogna intenderci una buona volta su quello che per noi è il mondo.

Nel libro si respira, nonostante il dramma della malattia: molto amore; un forte senso della famiglia; la capacità di accettazione, non sempre facile e scontata, ma alla fine sempre realizzabile. Questo perché è reale la consapevolezza della nostra finitezza e la profondità di un sentimento che andrà, con assoluta certezza, oltre la morte.

 

POETA

Una vita senza dramma non è vita.

L’umanità non soffre per procura

nelle parole il poeta cerca l’urlo.

Il poeta è cosciente che l’inerte

appena nominato è già vivente.

Il poeta è l’uomo più virile.

E ancora

Quel corpo che andava

macchina perfetta

Giace in assi punti

Rotto

-spegni lo specchio.

Il futuro ha un cuore antico

Le vere rivoluzioni, quelle che veramente fanno evolvere l’umanità, sono soltanto trasformazioni, dolorosissime, di ciò che i secoli hanno reso obsoleto. Cambieranno le tecniche, i valori, la visione del mondo, ma l’essenza dell’arte, quella che esprime l’uomo interiore sarà sempre la stessa: il poeta più moderno e rivoluzionario, esprimerà le stesse cose che Omero, Dante, Leopardi ci hanno lasciato nella loro poesia. Per dirla con Ungaretti: il futuro ha un cuore antico.

[cit. Giuseppe Bartolotta]

 

Dieci dicembre

Questi dieci racconti di George Saunders vanno dritti al punto con uno stile vibrante e parole perfettamente calibrate, insieme ad un ritmo preciso ed incalzante, conducendovi abilmente al cuore del messaggio del racconto e avvinghiandovi a tal punto che non riuscirete a non finire di leggere. Alla condizione però di una concentrazione massima, perché si passa repentinamente da uno stile ironico ad una situazione allucinata e di difficile comprensione. Ho fatto fatica in più punti a seguire l’autore, quindi non è un testo rilassante e di facile comprensione perché molto celebrale e surreale. Quindi una lettura impegnativa, che ho personalmente portato avanti a piccole dosi.

In questi racconti così differenti tra loro per lunghezza, ambientazione e storia, c’è a mio avviso un filo conduttore, che altro non che è una fotografia perfetta delle folli idiosincrasie della società moderna americana, che solo in alcuni sfumature può appartenerci nei contenuti.

Gli scrittori potranno apprezzare molto questa lettura perché vi troveranno molti spunti di riflessione riguardo allo stile e al metodo. Quella di Saunders è decisamente una penna graffiante intrisa di stile post-moderno, che non può non interpellare il lettore. L’autore spazia da racconti brevissimi come Croci a racconti più lunghi, come è il caso di Dieci dicembre che dà appunto il titolo alla raccolta; un volume di 222 pagine che sono delle assolute rivelazioni, anche se impegnative e pesanti in più passaggi.

Tra l’inquietudine e l’ironia, questo libro non potrà lasciarvi indifferenti e distaccati, e fa parte di quel genere di narrativa che, o si apprezza, oppure si rifiuta. Una voce troppo potente e chiara che non conosce mezze misure.

Francamente io non mi sento di avvallare in toto il blurb di copertina che recita “il più bel libro che leggerete quest’anno” a firma del New York Times Magazine. Ma sicuramente è una lettura che merita, soprattutto per chi è particolarmente interessato a leggere e scrivere racconti. Va detto che l’autore non ha mai scritto romanzi ma solo short stories, delle quali è diventato un indubbio maestro, anche se si può non apprezzarne lo stile.

La notte e le parole

Lo scrittore e il poeta scrivono nel buio. Non necessariamente il buio notturno ma anche e soprattutto il buio interiore.

Scriviamo nel buio anche quando ci troviamo in piena luce, come di giorno o come in uno stato d’animo gioioso e felice. Questo accade perché l’atto dello scrivere presuppone un’interiorizzazione tale da costringere l’autore a calarsi nel buio creativo, necessario per escludere tutto il resto e poter così dare, il più limpidamente possibile, voce a ciò che gli occhi del cuore suggeriscono alle mente.

Cosa ne pensate?