roberto vecchioni

Ancora grande Poesia al Premio Montale

Il 12 aprile 2012, alle ore 19, si svolgerà nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano la cerimonia del Premio Montale. Le sezioni del premio sono tre e quest’anno il riconoscimento sarà consegnato a Fernando Bandini per la sezione italiana, a Derek Walcott (Nobel per la letteratura 1992) per quella straniera, a Roberto Vecchioni per i suoi “versi per musica”.

Questo prestigioso premio è nato nel 1982 in memoria di Eugenio Montale, poeta premio Nobel per la letteratura nel 1975. I nomi premiati fin qui sono la prova che questo premio ha prediletto le grandi voci della poesia contemporanea nazionale e internazionale. In questa edizione uscirà un libro che illustra la storia del premio.

Mi sembra doveroso pubblicare una lirica montaliana. Ho scelto questa che amo fin dalla mia gioventù. È tratta dalla famosa raccolta Ossi di seppia edita nel 1925.

Forse un mattino andando…

Forse un mattino andando in un’aria di vetro,

arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:

il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro

di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto

alberi case colli per l’inganno consueto.

Ma sarà troppo tardi; ed io me n’andrò zitto

tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

Maybe one morning…

Maybe one morning, walking in glassy and dry air,

I’ll turn round, watching the happening miracle:

at my back, null and void bareness

with a drunkard’s terror.

Afterwards, as if on a screen, trees houses hills

will suddenly appear for the common chimera.

But it will be too late; and I’ll walk silently

among the men who don’t look back, with my secret.

(my translation)

L’argomento della mia poesia […] è la condizione umana in sé considerata: non questo o quell’avvenimento storico. Ciò non significa estraniarsi da quanto avviene nel mondo; significa solo coscienza, e volontà, di non scambiare l’essenziale col transitorio […] Avendo sentito fin dalla nascita una totale disarmonia con la realtà che mi circondava, la materia della mia ispirazione non poteva essere che quella disarmonia.

(E. Montale in “Confessioni di scrittori – Intervista con se stessi -”, Milano 1976).

Roberto Vecchioni e il festival

Mai avrei pensato di scrivere un articolo su di lui in merito al Festival di Sanremo che, devo sinceramente dire, non ho mai particolarmente seguito se non apprendendo notizie alla radio e/o televisione nei giorni successivi e, a onor del vero, così è stato anche quest’anno.

Mi sembra però un atto dovuto postare almeno qualche pensiero perché è un cantautore che ho sempre amato e seguito, già dalla mia gioventù. È stato professore di lettere, ha scritto poesie e canzoni che sono davvero d’autore, dunque versi in musica.

Una sua vincita ad un festival così popolare la dice lunga su quanto abbiamo bisogno di poesia nella nostra vita quotidiana, magari senza esserne pienamente consapevoli. E questo credo sia una necessità davvero unanime e condivisibile, dato che in un’intervista ho sentito che non vi è stata alcuna contestazione alla sua canzone.

Mi ha anche piacevolmente sorpreso apprendere che ha scritto questo brano in una notte: già Alda Merini lo diceva che

i poeti lavorano di notte

e una sola notte può bastare quando c’è l’urgenza di dire, un moto dell’anima che non puoi reprimere e che conosco molto bene: il mio romanzo è stato scritto in un mese, quattro settimane esatte nelle quali ero dentro nella storia e solo in quello scritto; la poesia Dies Natalis che titola la raccolta medesima è stata scritta in una manciata di minuti e mai più cambiata.

Per concludere, voglio ospitare qui un video di una canzone alla quale sono legatissima, sebbene non sia l’unica, dunque difficile scelta ma è dedicata ad un altro poeta, Pessoa, ed è bella da morire come tutte le sue creazioni musicali.

La nuova canzone sarà ampiamente diffusa in blog e siti certamente più popolari del mio, dunque non la troverete qui. Davvero grazie Roberto! E noi per favore non dimentichiamoci della poesia nella nostra vita.

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