Intervista a Emanuele Properzi

photoOttobre è arrivato ed eccomi qui con un post al quale tengo molto. Intervistando Emanuele Properzi concludo il giro di interviste dei partecipanti al progetto Crisalide e apro nel contempo un momento di riflessione su un aspetto molto importante per uno scrittore che è la promozione. Avrete modo di conoscere meglio Emanuele: una persona autorevole in materia e che potrete anche conoscere di persona il 19 e 20 ottobre. In una sua risposta in questa mia intervista saprete in quale occasione, dove, come e perché. Buona lettura!

Nella postfazione da te curata ben descrivi la genesi e il significato dell’antologia di racconti Crisalide:

Eppure, ho limpida di fronte a me la naturale modalità con cui il presente progetto editoriale è nato e si è sviluppato. Scrittori di diverso tipo, di cui gran parte nemmeno si conoscono, senza fare nessuna obiezione all’idea iniziale del progetto, si sono uniti e in pochissimo tempo hanno prodotto un lavoro creativo che, nell’ottica interpretativa descritta nel prologo e nel presente epilogo, ha anche una funzione sociale.

Le tue parole sottendono che l’unione fa la forza, una forza che può trasformare in opportunità e crescita qualsiasi crisi. È così? E cosa ti ha convinto a sostenere questo progetto?

Quando ho scritto questa frase dell’epilogo, nella mia testa c’erano i telegiornali che ci crisalide-raccoltasorbiamo quotidianamente, le parole delle persone che incontri tutti i giorni, sempre fiacche, prive di speranza, ripetitive e che si amalgamano perfettamente con la triste comunicazione paraverbale in cui sono annegate. “Crisi” è la parola più abusata, alibi sterili e passività intorno a noi, sbuffi e mani allargate al cielo, teste chine e passi incerti. Quando invece un gruppo di persone si uniscono per uno scopo nobile come quello di esprimersi attraverso l’arte dello scrivere, si esercita una funzione sociale che come una mannaia spazza via tutta questa sciatta comunicazione che ci priva giorno dopo giorno del sogno per cui viviamo, anche se nessuno ce lo ha mai detto.

Lo rifaresti? E se sì quale altra tematica si potrebbe prendere in considerazione?

Certo che lo rifarei! Cento e più volte! Sono tante le tematiche ma se devo dirti la prima che mi viene in mente è… il gioco, sì, racconterei storie di persone che si fanno ammanettare dal vizio del gioco per finire nei baratri psicologici più scuri e isolati. Poi scriverei dell’amore, sì, l’amore, il tema dei temi, che più lo usi e mai si consuma, più ne scrivi e mai si ripete, più ne parli e più il suo potere dona speranza.

Curi un blog molto apprezzato e conosciuto Scrittore vincente. Come tu hai limpido nella mente l’esordio di Crisalide, così io ho ben impresso nei ricordi la scoperta del tuo sito e la prima volta che ti contattai via mail. Era il 2011 e nel frattempo ci sono state migliorie e grandi novità: puoi descrivere il tuo progetto a chi non lo conoscesse?

Grazie Cinzia innanzitutto per essere una delle mie lettrice più fedeli. Il mio progetto Scrittore Vincente è descritto nel dettaglio sul sito www.scrittorevincente.com, che è un sito che mensilmente attrae migliaia di scrittori che vogliono imparare come promuovere al meglio i loro scritti, per aumentare le vendite. Mi occupo di marketing, quindi. Di cose pratiche, numeri, metodi e tecniche. Ma il marketing cos’è? Non è qualcosa di poco etico come molti pensano malamente, non è una serie di trucchetti… no! Se devo dare io una definizione al marketing, direi che rappresenta la serie di attività necessarie per creare una relazione a lungo termine con le persone. Questo, per me, è il marketing. Questo, infatti, insegno nei miei corsi agli scrittori, e le decine di testimonianze di casi di successo mi insegnano che i miei corsi portano a dei cambiamenti migliorativi. Il che non è poco… 😉 Abbiamo bisogno di cambiamento, di aprire la mente verso ciò che questa epoca ci sta dando, che non è la crisi, ma è una trasformazione culturale meravigliosa basata sulla condivisione di una mole di informazioni che si espande esponenzialmente mese dopo mese. E’ la conoscenza che ci avvolge come un incendio, di quelli che bruciano l’ignoranza, che non smette di allargarsi. E’ questo il bene dei giorni nostri… scusami! Avrei dovuto raccontarti del mio progetto, ma ho voglia di scriverti di altro, perché tutti mi intervistano per i miei corsi, ma mi piace molto la tua intervista, per come è impostata e ci tengo a sottolineare un concetto, che poi non è un concetto, ma è uno spazio, che poi non è uno spazio ma è un canale comunicativo, ma nemmeno.. intendo: internet. Internet. Internet. L’opportunità più grande per ognuno di noi. Se il marketing riguarda il creare relazioni a lungo termine, più relazioni di questo tipo hai e più successo avrai. Internet permette di far esplodere queste relazioni. Internet permette di svilupparle a lungo termine con i minimi sforzi. Internet permette agli autori di sviluppare un marketing vincente in maniera autonoma e di raggiungere risultati strepitosi, trasformando marzullianamente il sogno di vivere con la scrittura nello scrivere per vivere. Ecco, anche questo insegno nei miei corsi di marketing librario su Scrittore Vincente.com.

Ho avuto modo di apprezzare il tuo Bestsellers Course. Per chi non lo sapesse: di cosa si tratta? So che ci sono state e ci saranno delle evoluzioni: è così?

Bestseller-Course-Emanuele-Properzi-274x300Bestseller Course è il corso multimediale di autopromozione libraria più recensito d’Italia. Decine di autori hanno incrementato nettamente le vendite attraverso questo corso. Ora, c’è stata una evoluzione, perché il corso si è trasformato in Bestseller Course Premium Edition ed ha dei bonus di grande utilità per gli scrittori che sognano in grande. Oh Cinzia, non mi va più di tanto di parlare dei miei libri oggi, lascio il link del corso http://www.scrittorevincente.com/BSC1/ per i più curiosi. Concludo questa domanda dicendo che ho impiegato 3 anni di lavoro per creare questo corso. C’è quindi una parte della mia vita in Bestseller Course Premium Edition.

Sei anche tu scrittore, ovviamente. Come sei arrivato alla scrittura e cosa rappresenta nella tua vita?

Non sono io che sono arrivato alla scrittura, è la scrittura che è arrivata a me. A 4 anni scrivevo. Grazie a mia mamma, la mia migliore maestra. Poi però il mio cervello ha smesso di crescere… scherzo, dai. La scrittura per me, è ciò che sono. Quando lavoro, scrivo. Quando creo, scrivo. Quando pianifico, scrivo. Il mio tempo libero lo dedico alla mia famiglia, allo sport e alla scrittura, anche se mia moglie mi vuol portare sempre nei centri commerciali.

Cosa hai pubblicato e perché?

Ho pubblicato “Apologia del piano B”, un romanzo che mi è piaciuto tanto scriverlo, ho NZOrischiato nel pubblicarlo, perché tasta temi delicati, mi espongo come un pazzo scriteriato, uso la scrittura come un trattore che sfascia tutto e tutti, e poi, però, il successo, piccolo ma grande che ho avuto, mi ha dato ragione. Vale sempre la pena creare arte libera, strong e che scarna le verità, creando solchi nelle ipocrisie per aprire i varchi dimenticati.

Poi ho pubblicato Crisalide, Lavoricidi come romanzi collettivi. E a breve altri 2 romanzi collettivi in collaborazione con il mio amico Filippo Colizza. Questo per la narrativa.

Per il marketing Editoriale ho pubblicato:

Cosa pensi dell’editoria italiana?

L’editoria italiana è fiacca. La rivoluzione digitale ha stravolto le modalità di fruizione dei contenuti da parte degli italiani, che da indagini ISTAT, leggono meno di 3 libri l’anno. Ci troviamo quindi ad avere meno persone che comprano libri, giornali e riviste partendo da uno scenario – vedi i sondaggi sulla lettura – già molto povero di per sé. Ciononostante quello che tutti si aspettavano, ovvero l’esplosione del mercato degli ebook, non è paradossalmente avvenuta. Le case editrici classiche stanno chiudendo una dopo l’altra mentre stanno nascendo nuove realtà che offrono servizi editoriali specifici gestiti da applicazioni web, rivolti soprattutto al self-publishing. Oggi pubblicare un libro è banale. Avere chi lo compra è invece un’impresa per pochi. Molto pochi. 

Eppure nel mese di giugno 2013 in Italia per la prima volta, per un bestseller, le vendite degli ebook hanno superato quelle del cartaceo. Mi riferisco al caso dell’ultimo libro di Dan Brown. Bisogna pur dire che il costo di quasi 30 euro del cartaceo del buon Dan, ha incentivato i molti a comprare l’ebook. Comunque questo è sicuramente un segnale importante di come il mercato si stia trasformando, un segnale che non possiamo assolutamente trascurare. Bisogna inoltre tenere in considerazione il sempre maggiore numero di successi editoriali che nascono da self-publishing. Ciò significa che i lettori italiani considerano sempre meno il ruolo di un editore importante nella scelta dell’acquisto di un libro. Ci sarebbe molto da dire su quelli che sono gli svantaggi e i vantaggi ingenerati da tali mutazioni culturali, economiche ed editoriali. Ciò che mi preme però sottolineare è che, in ogni caso, se un autore oggi si affaccia nel mondo dell’editoria con le speranze di avere successo, deve per forza imparare come promuoversi nella vita di tutti i giorni ma soprattutto sul web, perché è su Internet che si nascondono le opportunità di vendita più grandi per gli scrittori del nostro tempo. 

A proposito di self-publishing, so che parteciperai al Festival Internazionale di Self Publishing che si terrà a Senigallia il 19 e il 20 ottobre: come mai questa scelta?

Parteciperò al FISP come merchant. Insomma avrò il mio banchetto in cui incontrerò gli autori ai quali cercherò di trasmettere la mia esperienza nel marketing editoriale. Sono consapevole che il web marketing è la frontiera più ricercata e potente per la promozione libraria, ma sono convinto che incontrarsi di persona sia il modo migliore per… crescere. Sì, crescere nei propri progetti e a livello personale. Abbiamo necessità di sentire le ‘vibrazioni’ degli altri, perché siamo esseri umani e non automi che vivono di fronte a un monitor, seppur il destino sociale cui una buona fetta della massa è rivolta, mi pare, purtroppo, proprio questo.

È difficile essere scrittori nella nostra epoca e nel nostro paese?

Pubblicare è semplicissimo. Avere lettori difficilissimo.

Quanto è importante la promozione?

Se vuoi vendere migliaia di libri, da 1 a 10, direi quasi 20.

Immagina di vivere in un luogo ameno e isolato dal mondo dove puoi portare solo quattro libri (non tuoi): cosa scegli?

Il Vangelo, la Bibbia, la Divina Commedia, Le braci di Sandor Marai

Sei pronto, come scrittore, per un’editoria unicamente digitale?

Stai scherzando? Parlane con il mio amico Stefano Calicchio, il precursore italiano dell’editoria digitale, anche lui ti dirà che io sono più che pronto, anche se in Italia non ci sarà mai un’editoria unicamente digitale. Credo proprio che non si finirà mai di tagliare gli alberi per costruire libri per i lettori italiani, per questi navigatori, santi e poeti, come me e te Cinzia, che se non scriviamo, siamo messi proprio male 😉 Grazie per questa intervista!

Intervista a Stefano Vignaroli

stefano vignaroliCon Stefano Vignaroli conosciamo l’ultimo autore dell’antologia Crisalide che merita di essere letta, anche per sapere quale tipo di racconto avrà scritto mai l’autore che ha dato vita al personaggio della Commissario Caterina Ruggeri. Anche in questa intervista non mancheranno gli spunti di riflessione, discussione e la sorpresa di un autore finalmente pronto ad interagire con l’editoria digitale!

 

Nel tuo racconto dal titolo Circolo vizioso. Un veterinario in crisi. Vengono sviscerati diversi conflitti sociali e una crisi di mezza età all’interno di una crisi economica e sociale. Un bell’intreccio che offre diversi spunti di riflessione: che cosa ti ha ispirato e dove sta la soluzione?

L’ispirazione viene da episodi di vita vissuta, magari non personalmente, spunti presi dalle chiacchiere del Bar sotto casa, in cui ti ritrovi a discutere di politica e di economia con gente che sì e no conosci, ma che ha diverse opinioni, diversa estrazione sociale dalla tua. In questo sono molto favorito dal quartiere in cui abito, un quartiere periferico, un tempo oasi di pace e tranquillità, oggi diventato il regno di disoccupati, sottoccupati, extracomunitari e immigrati da paesi dell’est Europa. Il punto di ritrovo è sempre lo stesso: il Bar Trieste, un bar che esisteva 100 fa e che esiste oggi, il cui proprietario è sempre lo stesso, fin da quando ero ragazzo, e al quale sembra che il tempo non passi mai. Ma passa e muta la clientela che lo frequenta. Uno scrittore che si mette lì e ascolta i discorsi della gente prende spunto per un sacco di storie, più o meno comiche, più o meno tragiche. Ognuno che ascolti può diventare potenzialmente un personaggio dei tuoi romanzi o dei tuoi racconti.

Una ricetta per superare le crisi che ci attanagliano, soprattutto la crisi economica e sociale, io non la ho, dovrebbero averla i politici, dovrebbe tirarla fuori dal cappello a cilindro chi ci governa. E invece abbiamo assistito per oltre due mesi a un ignobile balletto politico, che non ha fatto altro che far perdere ancora tempo e denaro al nostro povero paese. Non dico che siamo sull’orlo del collasso, ma poco ci manca! Speriamo nel lavoro del nuovo premier, finalmente nominato giusto in questi giorni.

 “Capisco che qualsiasi privazione o cambiamento risulta da te inaccettabile” viene detto al personaggio del tuo racconto. Come ci si può adattare a un cambiamento forzato?

Basta riprendere in mano la propria vita con semplicità e umiltà. Non tutti ne sono capaci, e l’esempio del racconto era incisivo. Come si fa a rinunciare agli agi e alle comodità che ci siamo creati, ma a cui forse abbiamo abituato i nostri cari, la nostra famiglia? Si teme il giudizio più degli altri che di noi stessi. Io nel mio piccolo non mi sono fatto mancare mai niente, ma non ho mai voluto esagerare. E ho abituato i miei figli ad accontentarsi di una vita semplice, che non vuol dire misera, vuol dire saper gioire delle piccole cose che quotidianamente la vita ci offre. Non è importante un diamante o un gioiello, è importante uno sguardo d’intesa, una manifestazione d’affetto. Se ti sai accontentare delle piccole gioie, saprai superare ogni difficoltà nella vita.

 La professione del tuo personaggio è uguale alla tua, potevi forse fare una scelta diversa: è un racconto autobiografico?

In parte, ma in linea di massima direi di no. Non ho uno studio sotto casa, ma lavoro alle dipendenze della Azienda Sanitaria, pertanto ho uno stipendio sicuro e, anche se la vita è sempre più cara, posso affermare che me la cavo bene. Ma sento le lamentele di molti colleghi liberi professionisti, gente che veramente, ormai, senza l’aiuto extra delle famiglie di origine, difficilmente ci “cava le gambe”.

 Sei veterinario ma scrivi libri noir. Io a Londra ho divorato e apprezzato i libri di Gerald Durrel. Che cosa potrebbe insegnarci il mondo animale in tempo di crisi?

Molto bene, io ho divorato i libri di James Herriot, che narra le vicende di un veterinario nella campagna inglese degli anni ’50, ’60. Dal mondo animale possiamo trarre grandi insegnamenti. I nostri animali domestici sanno amarci senza chiedere nulla in cambio, se non l’acqua e il cibo. E quindi, come dicevo sopra, ci insegnano la semplicità, il loro modo di vivere tranquilli, senza preoccupazioni per il domani. Certo, noi come uomini moderni non possiamo vivere come loro, altrimenti ritorneremmo alla preistoria, ma ritornare un tantino a ritmi più naturali e meno caotici non sarebbe male per nessuno.

crisalide-raccoltaPerché hai deciso di partecipare alla pubblicazione di Crisalide?

Ho apprezzato il progetto lanciato da Emanuele Properzi e Alessandro Vizzino e mi ci sono buttato a capofitto. In mezza giornata ho buttato giù il racconto e lo ho inviato.

 

 

Lo rifaresti?

Sicuramente. E’ stata una bella esperienza partecipare a un lavoro collaborativo, tanto che ho accettato di partecipare anche a un’altra antologia, che tratta però di storie di animali, cani e gatti.

 Come sei arrivato alla scrittura e cosa rappresenta nella tua vita?

Sono approdato alla scrittura creativa a 50 anni, un po’ per gioco, un po’  perché la scrittura mi aveva sempre appassionato e un po’ per prendere le distanze dal mio lavoro di medico veterinario, che per un ventennio aveva assorbito tutte le mie risorse e le mie energie. Per me la scrittura è un passatempo, ma anche una passione, sicuramente non la considero un lucro o una professione alternativa a quella che svolgo da sempre.

 Cosa hai pubblicato e perché?

Ho iniziato a scrivere a puntate le avventure di una Poliziotta appassionata di cani in un blog da me creato. Qualcuno mi ha seguito e sono stato villa brandi stefano vignarolisollecitato a scrivere cose più “importanti” a partire da quel personaggio. E così nato il primo romanzo, “Delitti esoterici”, in cui la protagonista è alle prese con macabri delitti messi in atto da persone appartenenti a una setta esoterica in un paese terra di streghe per eccellenza: Triora, in Liguria. Mi sono appassionato talmente alla stesura di questo romanzo, non vedendo l’ora di tornare a casa la sera per scriverne qualche pagina, che non mi sarei dato pace se non l’avessi presentato a qualche casa editrice. Il testo è piaciuto ed è stato pubblicato, e così a breve è uscita anche la seconda avventura della Commissario Ruggeri, dal titolo “I Misteri di Villa Brandi”, la cui ambientazione è tutta marchigiana.

 La protagonista dei tuoi romanzi è la Commissario di Polizia Caterina Ruggeri: vuoi presentarcela?

Volevo un personaggio che rispecchiasse un po’ il mio modello ideale di donna: Caterina è semplice e indipendente, amante degli animali, un tipo all’apparenza tutto d’un pezzo ma che sotto la scorza sa vivere i suoi sentimenti. Una persona che non si tira indietro di fronte ai pericoli, coraggiosa e buona d’animo, paladina della giustizia, ma che non fa pesare a nessuno il fatto di essere tale. Via via, nella lettura delle sue avventure, scopriamo la sensibilità della Dottoressa Ruggeri, scopriamo i suoi pregi e i suoi difetti, scopriamo che dietro una facciata burbera, dietro un carattere all’apparenza scorbutico, è una persona capace di amare, di provare sentimenti veri e di vivere la vita di tutti i giorni, con le sue difficoltà, le sue gioie e i suoi dolori. Un personaggio, insomma, che non si può non amare.

Caterina viene da una famiglia segnata da alcuni drammi, la morte di un fratellino in un incidente domestico e il suicidio del padre. Per allontanarsi da quest’ambiente e vivere una vita che abbia un significato, entra giovanissima in Polizia, fa valere le sue doti e ben presto si ritrova a dirigere le Unità Cinofile della Polizia di Stato. L’ulteriore passo sarà quello di laurearsi in giurisprudenza, specializzarsi in criminologia e ottenere l’avanzamento di grado a Commissario. In tutto questo le sarà sempre vicino il suo compagno, l’amore della sua vita, Stefano, Medico Veterinario, sassofonista, scrittore,e alla fine padre della stupenda bambina che avranno insieme. Insomma, un personaggio eclettico, completo, che mancherà al lettore quando sarà arrivato alla conclusione del romanzo. I miei seguaci mi incontrano per strada e mi chiedono di sbrigarmi a uscire con la nuova avventura, in quanto sono ansiosi di seguire le vicende della simpatica Commissaria.

 Cosa pensi dell’editoria italiana?

Che è una baraonda. A parte la crisi del settore, non vedo grossi sbocchi per gli autori esordienti. Puoi scrivere bene quanto vuoi, ma una grande casa editrice non ti pubblicherà mai, neanche prenderà in considerazione i tuoi manoscritti, a meno che non abbia le conoscenze giuste o sia già un personaggio pubblico, dello sport o dello spettacolo, che anche se non sa scrivere venderà comunque. Rimangono le case editrici a pagamento (e metto nel calderone anche quelle che non si fanno pagare per la pubblicazione, ma che poi ti obbligano moralmente ad acquistare un centinaio di copie del tuo libro) e l’autopubblicazione. Io ho provato le une e l’altra, e dirò che non ho tratto buona esperienza da nessuna delle due. Attualmente ho imparato a trasformare i miei scritti in e-book formato Kindle e caricarli su Amazon per la vendita. In brevissimo tempo ho già realizzato un discreto numero di vendite. Direi che forse questa è la migliore esperienza.

 È difficile essere scrittori nella nostra epoca e nel nostro paese?

Non è difficile essere scrittori, tutti possono scrivere, tutti possono pubblicare. E’ più difficile essere bravi scrittori, avere qualcosa da dire che interessi una larga fascia di popolazione, trasmettere le proprie emozioni e i propri sentimenti usando le parole. Questo non è da tutti, in questo riescono solo in pochi. Che io ci riesca o no non mi è dato saperlo, lasciamolo dire ai lettori.

 Immagina di vivere in un luogo ameno e isolato dal mondo dove puoi portare solo quattro libri (non tuoi): cosa scegli?

“Il fu Mattia Pascal” di Pirandello, “Il vecchio e il mare” di Hemingway, “Creature grandi e piccole” di James Herriot e “Il nome della rosa” di Umberto Eco.

 Sei pronto, come scrittore, per un’editoria unicamente digitale?

Direi proprio di sì, ed è una cosa che mi entusiasma.

Intervista a Rossana Pessione

Proseguiamo il giro di interviste agli autori di Crisalide che vi suggerisco di mettere in valigia per le vostre vacanze. Anche questa volta incontrerete una donna. Si chiama Rossana Pessione ed è un’autricerossana pessione che ha molta dimestichezza con le parole scritte in quanto la scrittura e la comunicazione a 360° sono il suo lavoro da sempre. Questo lo si capisce bene dalle sue risposte che ci rimandano un ritratto fedele della nostra realtà editoriale e culturale. Leggere per credere.

Il tuo commovente racconto è il ritratto di uno spaccato di vita nella quale regna Tutto l’ordine possibile fino alla fine. Un racconto così realistico ed ispirato da dove proviene?

Proviene dall’angoscia profonda derivata dalla lunga malattia e dalla morte di mia madre, avvenuta proprio nei giorni in cui stavo scrivendo questo racconto. Io ero, io sono, profondamente legata a mia madre: la persona che probabilmente mi ha amato di più al mondo. La persona cui continuo a dare il buongiorno ogni mattina quando mi sveglio, cui mando il bacio della buona notte prima di dormire. Questo racconto proviene da un legame che va oltre il limite della vita.

La crisi economica che annulla sicurezza, creatività, speranze, sogni e che rende difficoltosa anche la malattia non ci fa smettere di lottare, come Stella, la tua protagonista con velleità letterarie: l’arte, la scrittura ci possono salvare?

Credo ci possano consolare, in un certo senso anche salvare, ma è l’azione che ci salva veramente. Proprio  in questi giorni ho conosciuto un giovane scrittore siriano Shadi Hamadi, autore de La felicità araba. E’ un libro che denuncia la drammatica situazione in cui vive il popolo siriano dopo la rivolta al regime. Il suo è un libro a metà tra il saggio e la storia della sua famiglia: tre generazioni perseguitate dalla dittatura.  Fa riflettere, fa emozionare, fa capire, fa vedere quello che noi Occidentali non abbiamo voglia di vedere, ma se poi non passi all’azione, se non cominci a raccogliere latte in polvere per i piccoli profughi, se non mandi bende, garze emostatiche, antibiotici, cibo, insomma se non passi all’azione, la situazione non cambia.

Perché hai deciso di partecipare alla pubblicazione di Crisalide?crisalide-raccolta

Perché mi è piaciuta l’idea, nata casualmente in un giorno d’estate, chattando in facebook: una cosa nata lì per lì, sembrava uno scherzo, quasi un divertimento o poi invece…

Lo rifaresti?

Certo che sì, è stato bello mettere insieme la passione comune di tante persone che neppure si conoscevano e veder nascere qualche cosa di concreto è stato quasi stupefacente. Gli autori hanno fatto molto, ma chi ha fatto di più è stato l’editore. Ha rischiato pur sapendo che se c’è un libro che non si vende è proprio l’antologia di racconti. Grazie Alessandro.

Di che cosa si occupa Omnia Group, la tua Agenzia di Stampa?

Si occupa principalmente di servizi per l’editoria: vendiamo servizi giornalistici, grafici e fotografici ai giornali nazionali, soprattutto ai periodici. Ma abbiamo sviluppato altri rami d’azienda che si occupano di promozione e comunicazione anche, ma non solo, in campo letterario. Abbiamo stretto partnership con diversi agenti letterari, quindi, quando è possibile, appoggiamo gli autori nella loro scalata verso i grandi editori. E poi scriviamo libri, talvolta come ghost writer.

La scrittura giornalistica completa la scrittura narrativa (o viceversa)?

Sono due cose completamente diverse. A meno di scrivere un saggio, oppure un libro che in realtà è l’insieme di servizi di costume, di colore, un po’ come fa Beppe Severgnini o come faceva un tempo Luca Goldoni, lo stile giornalistico è tutt’altra cosa rispetto allo stile letterario. Devo dire però che scrivere per mestiere spoetizza parecchio tutta la faccenda. Non riesco  a pensare alla scrittura come una valvola di sfogo, anzi, accade proprio il contrario. Sono più di trent’anni che scrivo per lavoro e, se devo sfogarmi vado a nuotare.

Spesso si pensa che i giornalisti abbiano maggiore facilità a pubblicare, in realtà non è proprio così. Ti faccio un esempio che la dice lunga: come ghost writer io e i miei colleghi  pubblichiamo per Mondadori, Sperling & Kupfler, Touring Club. Ma se presentiamo un manoscritto agli stessi editori firmato con il nostro nome, lo leggono, ti ricevono, ti fanno anche i complimenti, ma non lo pubblicano…

Ami anche la poesia?

Non credo ci sia qualcuno che non ami la poesia, il punto è che sono pochi i veri poeti, troppa gente si improvvisa. Ho la sensazione che molti autori pensino che  comporre una poesia sia una cosa facile: in fondo basta buttare giù  delle parole, senza metrica, spesso senza senso, tanto tutto rientra nella cosiddetta libertà poetica…troppo comodo. Così ho finito per diventare molto diffidente, ma non della poesia, dei poeti.

Come sei arrivata alla scrittura e cosa rappresenta nella tua vita?

Ci sono arrivata seguendo il mio istinto. Che cosa rappresenta? La sola cosa, insieme ai miei figli, rimaste costanti nella mia vita. Tutto il resto o si è trasformato o non c’è più.

grani-di-saleCosa hai pubblicato e perché?

Ho pubblicato una diecina di libri ma ne ho firmati solo tre: tutti romanzi. I primi due li ho pubblicati da molto giovane, l’ultimo nel 2011 si intitola Grani di Sale. Per me scrivere non è mai stato un hobby, quindi ho sempre scritto per pubblicare e vendere. Non è cinismo il mio: è mestiere.

Cosa pensi dell’editoria italiana?

Tutto il male possibile.

È difficile essere scrittori nella nostra epoca e nel nostro paese?

E’ difficilissimo, quasi senza speranze. Pochissimi riescono a trasformare il talento in una professione. Secondo me una persona può affermare di essere uno scrittore solo quando la sua passione si trasforma in un lavoro che gli permette di vivere. Uno non può dire di fare l’attore se ogni tanto lo chiamano per una particina in un film ma per sbarcare il lunario deve fare il cameriere. Un mio amico quando gli chiedono che mestiere fa  risponde: il musicista. E’ vero: suona benissimo, fa i concerti e pure cd, ma per campare insegna musica alle medie…

Immagina di vivere in un luogo ameno e isolato dal mondo dove puoi portare solo quattro libri (non tuoi): cosa scegli?

Ecco, appunto, i miei li lasciamo a casa…però lasciami usare uno stratagemma: chiederei a un editore di editare tutta la saga di Monsieur Malaussène di Daniel Pennac (sono almeno 4 libri, forse di più) e fare lo stesso per la meravigliosa, commovente storia di Agnes Brown dell’irlandese O’Carroll Brendan. E siamo a 2. Poi il Gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach e il libro che mi ha cambiato la vita:  Siddharta di Hermann Hesse.

Sei pronta, come scrittrice, per un’editoria unicamente digitale?

Anche sì, basta che gli editori tornino a essere tali, non dico che debbano diventare dei mecenati, ma almeno degli imprenditori veri, che sappiano rischiare, investire su un prodotto in cui credono. I libri invece, di carta o di pixel, restano sempre libri…

Intervista a Michela Zanarella

michela-zanarellaContinuiamo a conoscere gli autori dell’antologia di racconti Crisalide.

Ecco un’autrice, dopo tanti colleghi maschi: Michela Zanarella una grande poetessa che merita di essere conosciuta e apprezzata. Pleonastico dire che questo post mi è particolarmente caro, sia per solidarietà femminile, che per il medesimo amore per la Poesia (con P maiuscola) che ci accomuna.

Godetevi le sue risposte e la sua storia!

Il tuo racconto WORD PAGINA VUOTA, pur avendo come protagonista uno scrittore, dà della crisi una lettura su più livelli: economica, creativa ed esistenziale. Che cosa ti ha ispirato?

“Word pagina vuota” è ispirato alla vita di uno scrittore/giornalista, che è nato verso la fine dell’Ottocento ed è morto nel 1940, sto parlando dell’autore del Grande Gatsby. La vita di Francis Scott Fitzgerald è quella vita che si ripete nella storia, dove l’esperienza della politica non aggiunge nulla di nuovo allo sfacelo esistenziale. Il riproporre le stesse problematiche su più livelli come tu hai evidenziato significa riproporre alla coscienza ciò che oggi avviene a quasi un secolo di distanza da quanto ha vissuto quello scrittore così fascinoso.

La mancanza di ispirazione e il panico da pagina bianca: come si può superare, secondo te?

Con l’attesa che passi il panico.

Perché hai deciso di partecipare alla pubblicazione di Crisalide?

Alessandro Vizzino, autore ed editore che stimo molto, ha proposto a diversi autori questo progetto ed io l’ho di buon grado accettato. L’idea di crisalide-raccoltamettermi alla prova in narrativa è stato uno stimolo che mi ha permesso di sperimentare e tentare una forma di scrittura diversa dalla poesia. Far parte di un’antologia con più autori dalle esperienze e dagli stili diversi è stata un’opportunità di confronto e condivisione.

Lo rifaresti?

Non ho dubbi, lo rifarei, perché la priorità va sempre al piacere di scrivere.

Si può scrivere, sia poesie che narrativa, in continuazione, cioè in ogni momento della vita?

La poesia e la narrativa non hanno un tempo prestabilito, nascono da un’ispirazione, non sempre l’attimo creativo è propizio, a volte ci sono momenti in cui ci si può e ci si deve fermare, non è indispensabile una continuità assidua, l’importante è riuscire a scrivere bene, con qualità.

Tra la poesia e la prosa chi salveresti?

Per l’amore che nutro verso la scrittura, salvo senz’altro la poesia.

Quanto e come è importante la poesia nella tua vita?

La poesia per me è fondamentale, non riuscirei a vivere senza. La poesia mi dà energia, mi fa vivere nella pienezza le emozioni, è quella fedele amica e compagna che non mi lascia mai sola e mi fa stare bene, nel corpo e nella mente. La vita stessa per me è poesia.

Com’è arrivata la Poesia nella tua vita? O sei tu che l’hai cercata? Raccontaci questo incontro.

La poesia è entrata nella mia vita dopo un tragico incidente stradale, al quale sono sopravvissuta. Non l’ho cercata, ma è stata lei a scegliermi, a farsi presente in un mattino grigio, mentre la nebbia di Padova, rendeva tutto poco visibile.  Ho iniziato a scrivere i primi versi per ricominciare a vivere, per sorridere alla vita, dopo un dramma che mi aveva profondamente segnato e sconvolto. Quando stai ad un passo dalla morte, ti rendi conto che devi riconsiderare quei valori che prima non erano così determinanti, la Poesia mi ha salvato ed io sono felice di essere qui a raccontarlo.

Cosa pensi dei concorsi letterari in Italia? È giusto e sempre giustificato chiedere una tassa di lettura (a volte anche piuttosto alta) soprattutto in questi tempi di crisi?

I concorsi letterari in Italia sono tanti e a volte si rischia di cadere in tranelli, dove l’unico scopo di chi li organizza è spillare soldi ai partecipanti. Bisogna scegliere con cautela e fare attenzione. Io cerco di partecipare principalmente a concorsi gratuiti, non trovo giusto spendere grosse cifre di quote di partecipazione per sostenere una passione.

La tua poesia è stata anche tradotta e pubblicata all’estero: dove esattamente? Com’è nata e com’è stata questa esperienza?

Le mie poesie sono state tradotte in inglese e lette in una scuola americana e tunisina, molte sono state tradotte in riviste letterarie in Spagna, Francia, Romania, Brasile, Egitto e Cile. Questa esperienza è nata dai tanti incontri che ho fatto nel corso degli anni, con docenti di lingua araba, poeti ed artisti di diverse origini, tutto è stato il frutto del mio continuo proporre la poesia ovunque.

meditazioni-Cosa hai pubblicato e perché?

Ho pubblicato sei libri: “Credo” Ed. MeEdusa nel 2006, “Risvegli” Ed. Nuovi Poeti nel 2008, “Vita, infinito, paradisi” Ed. Stravagario nel 2009, “Convivendo con le nuvole” Ed. GDS nel 2009, “Sensualità” Sangel Edizioni nel 2011 e “Meditazioni al femminile” Sangel Edizioni nel 2012. Penso che la pubblicazione sia un po’ la necessità di mettere ordine ai fogli sparsi sui quali di solito scrivo.

Cosa pensi dell’editoria italiana?

L’editoria italiana è soggettiva e dipende dalla forza imprenditoriale e di marketing del singolo soggetto che si mette nell’impresa; è anche vero che alcuni editori  “improvvisati” e tra questi includo anche quelli di grosso nome, chiedono delle vere e proprie tangenti per pubblicare i libri ed evidenziano mille scuse plausibili e non, affinché l’autore accetti i contratti capestro. Ben pochi editori hanno l’autentica coscienza culturale e comprendono fino in fondo l’immenso sacrificio economico al quale i giovani autori vanno incontro. Qui è opportuna la valutazione del talento dell’autore e la validità della proposta alla casa editrice.

È difficile essere scrittori nella nostra epoca e nel nostro paese?

Con l’avvento della comunicazione digitale il giovane autore ha mille chance, una di queste è l’autopubblicazione, che ha la stessa distribuzione di chi si affida ad un editore. E’ più semplice al giorno d’oggi accedere al mondo dell’editoria, ma è più difficile poter apprezzare e leggere qualità dello scritto.

Immagina di vivere in un luogo ameno e isolato dal mondo dove puoi portare solo quattro libri (non tuoi): cosa scegli?

Porterei con me: “Il giovane Holden” di J.D. Salinger, “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini , “I Malavoglia” di Giovanni Verga e “Lo Zahir”di Paulo Coelho.

Sei pronta, come scrittrice, per un’editoria unicamente digitale?

No, non sono affatto pronta, diciamo che mi adeguo alle nuove tecnologie, ma preferisco di gran lunga il cartaceo. Poter leggere e sfogliare le pagine di un buon libro non ha prezzo.