Poesia in bianco e nero

Oggi pomeriggio, riordinando il mio scrittoio, ho ritrovato in un blocco di appunti che avevo ormai dato per disperso questo articolo che pubblico quindi con molto ritardo. Si trattava della mostra fotografica di Robert Doisneau.

È stato bello ritrovare molta poesia in questa mostra fotografica, non esaustiva ma molto curata. La poesia risiede in tutti gli scatti del grande e famoso fotografo così puliti, immediati ed espressivi da risultare spesso commoventi, a volte illuminanti, altre ancora unici.

Ho apprezzato molto il bianco e nero che presuppone un perfetto equilibrio di ombra e di luce, esattamente come nella poesia il verso deve essere limato al punto giusto senza perdere la freschezza e l’immediatezza originaria. Anche queste ultime due caratteristiche si ritrovano nelle fotografie esposte e riviste, soffermandomi più di una volta ad ammirarle.

Ogni scatto è un’opera d’arte che ci parla al cuore, nel bene o nel male. Come Doisneu abbia potuto ritrarre la vita con i suoi palpiti e il suo respiro, senza l’ausilio dei mezzi tecnologici che abbiamo ora, è spiegato da lui stesso:

Il fotografo deve essere come carta assorbente, deve lasciarsi penetrare dal momento poetico. La sua tecnica dovrebbe essere come una funzione animale, deve agire automaticamente.

Non sono dunque colpi di fortuna o miracoli di Photoshop. Sono sguardi veri e profondi sulla realtà, con gli occhi di un cuore sensibile e di una mente pronta e disincantata. Quanta vita è passata nelle sue foto, e quanta ancora passerà ogni volta che ammireremo le foto del mitico Robert.

Jack London, centenario della sua morte

Era il 22 novembre 1916. Mia nonna aveva sei anni ed anche Jackdt-common-streams-streamserver London era giovane: ne aveva solo quaranta. E quel giorno, cento anni fa, morì.

Un grande scrittore, accusato di essere un autodidatta, ma molto bravo a mettere a nudo la natura umana. Questo lo rende tuttora attuale perché, solo apparentemente, scrisse libri cosiddetti d’avventura. L’unica avventura che realmente descrisse fu quella umana, ragion per cui, se si ha la capacità di andare oltre il contesto, si può sempre apprezzare la sua profondità intellettuale.

Io non potrò mai dimenticare le lacrime versate nella mia infanzia durante la lettura di Zanna Bianca e de Il richiamo della foresta. Più tardi, in età adulta, ho potuto apprezzare altri racconti e romanzi, per fortuna in lingua originale, con il suo inglese pulito, asciutto e preciso in grado, solo con le necessarie parole, di descrivere l’animo umano, i sentimenti, le contraddizioni; come un bravo pittore che, con poche pennellate, precise e sicure, è in grado di trasmettere emozioni forti con quadri intramontabili.

Egli affermò che

L’immaginazione creativa è più vera della voce stessa della vita.

È una frase semplice da comprendere ma, per scrittori, poeti ed anche altri artisti, è un esergo per tutte le opere che il proprio talento può partorire. Aveva capito tutto della scrittura. Ed infatti ancora oggi ne parliamo, lo leggiamo, lo celebriamo.

Grazie Jack per i tuoi libri. Non invidio solo quelli, ma anche il tuo scrittoio; da quando studiavo a Londra ne vorrei anche io uno così, d’epoca. Forse un giorno lo troverò.

I libri di Morfeo

Con piacere condivido la notizia relativa all’assegnazione del
terzo posto, con la mia ultima raccolta poetica Luce e Fiamma, alla terza edizione del premio I libri di Morfeo.

Il mio ringraziamento va alla giuria del premio e al mio editore che con solerzia mi esorta e suggerisce i premi letterari.

E come non concludere con un pensiero per i lettori: attendo i vostri commenti e considerazioni sulla lettura di Luce e Fiamma.

 

In libreria

Non me l’aspettavo, sai? Gironzolavo tra i libri incuriosita dalle promozioni e attratta, come al solito, dai quaderni di varie dimensioni, colori, fantasie. Come questo sul quale sto scrivendo ora. Ah, perché non lo sapevi? Anche tu, anzi soprattutto tu, sei stato concepito nella mente e nel cuore; poi sei stato realizzato in primis dalla penna sulla carta. Esiste il computer, lo so. Ma le poesie arrivano all’improvviso, a tradimento, nel cuore della notte, in moLuce e fiamma alla Mondadorimenti impensabili, improbabili e imprevedibili. Hai dunque capito perché amo i taccuini? E le penne blu, sempre a coppia, con una matita a scatto ed una normale ben temperata, che non si sa mai.

Ma torniamo a noi. C’è stato un giorno in cui sei stato partorito. E la prima emozione è stata il vederti la prima volta,
prenderti, tenerti un po’ tra le mani, osservare bene la copertina, sfogliando velocemente le pagine. Essere sorpresa dalle tue dimensioni: sei minuscolo ma per me molto prezioso. È giusto così: hai mai visto un diamante gigante? Tu sei il mio diamante personale e molto caro.

Nonostante sembri che tu scompaia tra tanti libri, ci sei, sei lì. Esisti. Non solo per me. E così ho sobbalzato, interiormente e non solo, quando ti ho scorto, con occhi lucidi, in libreria.