Cinzia Luigia Cavallaro

Intervista a Andrea Pelliccia

Prosegue il mio giro di interviste ai colleghi scrittori che hanno pubblicato un racconto nell’antologia Crisalide.

Andrea-PellicciaOggi incontriamo Andrea Pelliccia, un autore simpatico ed inconsueto. Non aggiungo altro dato che, per conoscerlo meglio, non resta che leggere le sue simpatiche, pertinenti e per me inaspettate risposte.

 

 

Cosa ha ispirato il tuo racconto Dentro e fuori dall’acqua?

A ispirarlo è stata la mia esperienza personale di scrittore alla ricerca del contratto editoriale per la pubblicazione del primo libro: le case editrici a pagamento che ti riempiono di complimenti e promesse per farsi consegnare qualche migliaio di euro che ti servirà solo a riempire la tua casa di volumi che riuscirai a smaltire solo regalandoli a parenti e amici. Altro che successo editoriale!

Mi piace definire questo racconto “un po’ autobiografico e un po’ no” perché, sebbene si riferisca alla mia esperienza, il protagonista non sono io. Non aggiungo altro per non rovinare la lettura…

Rugby e scrittura, un binomio inconsueto. Uno sport vitalissimo e la calma e il silenzio della scrittura: sono entrambi aspetti nei quali ti riconosci?

Il rugby è uno sport vitalissimo e anche non semplice da capire. Doversi passare il pallone solo all’indietro per andare avanti sembra contraddire qualunque logica. E poi quelle mischie con i giocatori che si buttano l’uno sull’altro e quel pallone storto che sembra uscire per caso da quel groviglio di corpi. Insomma, sembra caos, invece è ordine, filosofia, razionalità, metodo. Il pallone ovale che viene raccolto dal mediano al termine di una mischia furibonda è per me come un pensiero che da indefinito e disordinato si fa concreto e pronto per divenire scrittura.

Come vedi, rugby e scrittura hanno molti più aspetti in comune di quanto si possa pensare!

Perché hai deciso di partecipare alla pubblicazione di Crisalide?

Scrivere un racconto a tema su un argomento completamente diverso dalla narrativa sportiva era una sfida stimolante. Parlare

Antologia di racconti

Antologia di racconti

della crisi (nel mio caso quella dello scrittore esordiente), raccontarla, era per me un modo per partecipare alla realtà contemporanea. Mi piaceva poi dare un messaggio di ottimismo che, spero, si evinca dal mio racconto: qualità e talento alla fine emergono in qualunque contesto, in qualunque situazione.

Lo rifaresti?

Sì, perché è stata una bella esperienza. Ho avuto anche la possibilità di conoscere di persona due dei “compagni di viaggio”: Ciro Pinto e Giuseppe Virnicchi.

Come sei arrivato alla scrittura e cosa rappresenta nella tua vita?

Ci sono arrivato in modo assolutamente casuale e inatteso. Fino al 2009 non avevo scritto assolutamente nulla: l’ultimo mio componimento di fantasia risaliva al 1990, tema di maturità classica.

Poi ho letto un libro dello scrittore Flavio Pagano: “Quelli che il rugby…”. Veniva definito “forse il primo romanzo di rugby scritto in Italia”. Mi sono detto: “se dovessi scrivere narrativa sul mio sport preferito, il rugby, avrei perlomeno il pregio dell’originalità”. E così mi sono messo a scrivere racconti che avessero come argomento il rugby. In circa sei mesi ho messo assieme il materiale sufficiente per un libro.

Ho superato indenne lo scoglio degli editori a pagamento e ho trovato la disponibilità di Absolutely Free (“free” di nome e di fatto…) a pubblicare il mio libro “Up & Under – racconti di rugby” nella prestigiosa collana “Sport.doc”, nella quale figurano i nomi di importanti giornalisti e scrittori italiani.

La scrittura è nata come una passione e tale intendo che resti: un piacevole diversivo dalle attività quotidiane e dal mio lavoro di ingegnere.

Cosa hai pubblicato e perché?

up-&-under-andrea-pelliccia“Up & Under – racconti di rugby” è uscito a febbraio del 2011. Tra la sorpresa generale (in primis quella dell’editore) me lo ritrovo oggi, a quasi due anni e mezzo di distanza dalla sua pubblicazione, in cima alla classifica di Amazon dei libri di rugby. In realtà, come amo ripetere, il rugby è solo un pretesto per raccontare storie; infatti, nella maggior parte delle librerie, il libro è sugli scaffali della Narrativa, non in quelli, più di nicchia, dello Sport. La soddisfazione più grande, al di là dei riscontri positivi di critica e vendite, è stata sapere che molti si sono avvicinati a questo meraviglioso sport proprio grazie al mio libro.

Poi ho pubblicato alcuni racconti in ebook, qualcuno può essere scaricato gratuitamente dal mio sito www.andreapelliccia.it

A giugno uscirà un nuovo libro. La scaramanzia partenopea mi impone il riserbo: posso solo anticipare che non parlerà di rugby…

Cosa pensi dell’editoria italiana?

È una realtà in continuo mutamento. Oggi in Italia ci sono più scrittori che lettori: chiunque lo desideri può scrivere e pubblicare un libro, sfruttando i vari canali disponibili. Da un lato è positivo, mi sembra un processo “democratico”. È chiaro, però, che in termini di qualità del prodotto ci sia un livellamento verso il basso, poiché non tutti quelli che pubblicano un libro attraversano il duro processo di selezione degli editori “classici”.

È difficile essere scrittori nella nostra epoca e nel nostro paese?

Sicuramente, per chi decide di intraprendere la strada della scrittura come professione. La crisi si riflette in tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana. In un paese come il nostro in cui la cultura è generalmente considerata un optional, un libro è già normalmente visto come un “bene di lusso”. Figuriamoci in un periodo di crisi come questo. È quindi normale che chi scrive o pubblica per mestiere debba affrontare problemi enormi.

Per tutti questi motivi sono abbastanza convinto che per me la scrittura continuerà a restare solo un piacevolissimo hobby. Mi tengo stretto il mio contratto a tempo indeterminato in Finmeccanica!

Immagina di vivere in un luogo ameno e isolato dal mondo dove puoi portare solo quattro libri (non tuoi): cosa scegli?

1) e 2) La Divina Commedia e I Promessi Sposi. Sono due capolavori la cui lettura a scuola viene imposta, pertanto è difficile apprezzarli come tali . Mi sono sempre ripromesso di rileggerli per comprendere fino in fondo la loro bellezza.

3) I pilastri della Terra di Ken Follett.

4) Un libro di fantascienza, mia grande passione fin dalla gioventù. Credo che sceglierei La mano sinistra delle tenebre di Ursula K. Le Guin. 

Sei pronto, come scrittore, per un’editoria unicamente digitale?

Per niente. Quando il mio editore mi propose di lanciare “Up & Under” prima come ebook e poi, in caso di riscontri positivi, anche nella versione cartacea, ci rimase un po’ male. Poi, per fortuna, si convinse a uscire immediatamente con entrambi le versioni.

L’ebook è comodo da portare con sé, non ingombra, non inquina e sicuramente acquisterà fette di mercato via via crescenti. Ma un libro in “carta e ossa” è un’altra cosa!

La giornata mondiale del libro

Ieri è stata la giornata mondiale del libro. Ma tranquilli, anche se ve la siete lasciata scappare, siete ancora in tempo perché era solo il primo giorno di una lunga serie di iniziative che confluiscono ne Il Maggio dei libri per poi culminare con il Salone del libro di Torino che sarà dal 16 al 20 maggio. untitled

È molto interessante la storia della giornata del libro e per conoscerla meglio, fra i tanti, ho scelto di condividere con voi questo articolo pubblicato su La Stampa proprio di ieri. Negli altri link attivi in questo mio post, troverete quali sono le iniziative della zona in cui abitate così da poter respirare aria di primavera e di cultura. Una freschezza e una leggerezza di cui abbiamo bisogno in questi tempi così pesanti e bui. Bene, e adesso liberiamoci e libriamoci tutti!

Bestsellers made in Usmate

Ringrazio pubblicamente Letizia Rossi, giornalista de il Cittadino di Monza e Brianza per l’articolo che mi riguarda pubblicato sabato 2 marzo a pagina 33.

 

Un’intervista intercalata da qualche riflessione che ho molto apprezzato.

 

Per chi non avesse la possibilità di acquistarlo perché fuori zona, e/o non fosse in grado di organizzarsi con la versione digitale, posto qui sotto la mia scansione.

 

E auguriamoci che sia di buon auspicio per ciò che sto alacremente scrivendo!

 

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Scrivere in Brianza

Locandina

Locandina

Con questo post voglio ricordare la gradevolissima presentazione dell’e-book Scrivere in Brianza di venerdì 15 alla Biblioteca di Triante a Monza.

In questo accogliente luogo ho potuto conoscere di persona due scrittrici e uno scrittore con i quali ho chiacchierato amabilmente di scrittura, di Brianza e dell’e-book con le interviste curate da Azzurra Scattarella che ha egregiamente coordinato l’incontro, intervistandoci con domande inconsuete, divertenti e al contempo pertinenti.

A lei, alle bibliotecarie Paola Meregalli e Maria Carla Zanotta, insieme ad Antonio Cornacchia va il mio personale ringraziamento. È stata una piacevole sorpresa ritrovare dopo parecchi anni Alessandra Scarazzato e conoscere Stefania Brambilla, Bianca Folino e Walter Pozzi.

Vi consiglio di scaricarvi l’e-book e di leggerlo perché avrete modo di conoscerci meglio, per fare questo basta collegarsi a questo link.

La promozione continuerà in altre biblioteche con date da decidere, e speriamo di replicare con la stessa affabilità ed armonia di venerdì, oltre che con lo stesso interessamento da parte del pubblico in sala.

 

aNobii e Sogno amaranto

Ecco a voi il commento dell’ultima lettrice della catena di lettura su aNobii che è ancora aperta per nuove adesioni. La lista d’attesa non è comunque troppo lunga.

Un amore davvero particolare quello descritto in questo libro. Molto poetico e singolare il modo in cui l’autrice ci racconta la storia ed i suoi protagonisti. Bello bello bello ****

 

Alla prossima!

Se c’è Natale, c’è Epifania

 

Manifestazione della mente, può accadere nel nostro cammino in qualsiasi momento. Manifestazione della Luce, manifestazione dello Spirito. Dunque, che c’entra la Befana? Oggi, con questi pensieri ho scritto questi versi:

 

Sentiepifania

 

il tuffo dello Spirito

 

nell’acqua

 

nel vino

 

nel pane

 

nella carne

 

nel mondo.

 

E agisci.

 

Di conseguenza.

 

 

 

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