Solidarietà

LA LOCANDA DEI GIRASOLI

A Roma c’è un ristorante la Locanda dei Girasoli. E’ nato dalla volontà di alcuni genitori di ragazzi con la sindrome di Down per dare una prospettiva lavorativa ai loro figli Claudio,Valerio, Emanuela e Viviana che già oggi ci lavorano come camerieri.La-Locanda-dei-Girasoli-a-Roma-586x439

Purtroppo non è in una via molto frequentata di Roma (in zona Quadraro) ed è molto difficile farlo conoscere. Però se non riusciamo a farlo in fretta, le prospettive non sono molto allegre.
La pizza è buona, il locale è carino ed economico e vale la pena di dar loro una mano, non vi pare?

Un primo aiuto può essere condividere questo post con il maggior numero di amici possibile; se poi conoscete persone o uffici nella zona Appio-Tuscolano o se avete un amico giornalista che può pubblicizzare la loro esperienza, ancora meglio.

Distopia. Reportage poetico sullo sfacelo italiano

Dovete secondo me almeno prendere in seria considerazione l’

Idea di leggere questo e-book che è

Scaricabile gratuitamente qui. Ma ciò che più importa è che voi lo leggete e

Tempestivamente lo diffondete, regalate, condividete, ne parlate

Oppure nulla fate ma almeno

Pensate al significato profondo di questa parola

Inquietante se considerate che si tratta di una realtà

Anche nostra, troppo vera e tristemente attuale.

 

Alla base di questi versi c’è la denuncia di una realtà italiana avvertita come dolorosa e oppressiva e la sollecitazione costruttiva a porvi rimedio attraverso l’esercizio della ragionevolezza.

Cerchiamo anche di avere un barlume di speranza ma continuiamo ad essere attenti e vigili e a non essere pessimisti, a non ripiegarci in noi stessi: un altro mondo è possibile!

Il concetto di distopia è presente in due libri: ho amato Brave New World quando lo lessi a Londra negli anni ‘80 e il romanzo 1984 di Orwell che fu argomento di tesina in quarta superiore. Per contro, questa è un’antologia poetica dove non manca una sezione di versi antichi e sempre nuovi che vale la pena di leggere e/o rileggere.

È importante mantenersi vigili e disincantati, cercando d’intervenire nella realtà con occhio critico e atteggiamento positivo. Un grazie a Michele Delpiano, ideatore e realizzatore di questo progetto.

Leggete le nostre poesie e diffondete questa antologia!

 

ZYKLON B

Quello del titolo è il nome del gas utilizzato nei campi di sterminio. Non è cosa che si debba necessariamente conoscere. Poco male, verrebbe da pensare, visto che sembra che otto tedeschi su dieci non sanno cosa sia Auschwitz. Pleonastico dire che questo è da ritenersi grave per un popolo che ha scritto una delle pagine più crudeli e ignobili della storia umana.

Personalmente ritengo che sia vitale e doveroso trasmettere la memoria storica di questi tempi in cui sa va sempre di fretta, ricordarsi di quanto si è anche sofferto nel veder altri soffrire. Questo va tramandato soprattutto alle  giovani generazioni perché sono il nostro futuro e a loro dobbiamo affidare i tempi che verranno.

Sono diversi gli scrittori e i poeti deportati da Mario Rigoni-Stern a Elio Vittorini, caro autore della mia adolescenza. Scelgo di postare qui una poesia di Primo Levi che sempre ci scuote, fa riflettere e dovrebbe farci vergognare dal profondo.

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e i visi amici:
considerate se questo è un uomo,
che lavora nel fango,
che non conosce pace,
che lotta per un pezzo di pane,
che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna
senza capelli e senza nome,
senza più forza di ricordare,

vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore,
stando in casa andando per via,
coricandovi alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca
i vostri cari torcano il viso da voi.

Cambiamo il mondo…

Voglio condividere quest’oggi questa poesia che mi scuote ogni volta che la leggo.
Tu dici che la rabbia che ha ragione
È rabbia giusta e si chiama indignazione
Guardi il telegiornale
Ti arrabbi contro tutta quella gente
Ma poi cambi canale e non fai niente
Io la mia rabbia giusta
Voglio tenerla in cuore
Io voglio coltivarla come un fiore
Vedere come cresce
Cosa ne esce
Cosa fiorisce quando arriva la stagione
Vedere se diventa indignazione
E se diventa, voglio tenerla tesa
Come un’offesa
Come una brace che resta accesa in fondo
E non cambia canale
Cambia il mondo.

Rima della rabbia giusta

Mi domando spesso come si possa cenare con il telegiornale che ci entra in casa attraverso la televisione. Io non ci riesco, e se proprio devo, faccio molta fatica. Perché? Sicuramente perché mi disturba la televisione a prescindere, sono pochissime le cose che seguo e alla sera esiste solo la lettura. Ma nel caso di cui sopra non riesco a mangiare serenamente, mi arrabbio, appunto. E con l’indignazione che sale ad ondate successive nella mia mente e nel mio corpo, l’unica cosa che posso fare è alzarmi e lasciare la stanza: cena rovinata. Per non parlare di quando mi sale il pianto: per rabbia e/o per commozione. E non solo, senso d’impotenza e acuta ribellione.
Per contro ammetto che non sempre sono così brava a fare la mia piccola umile parte per cambiare il mondo in meglio. Sicuramente potrei fare di più, molto di più: con la scrittura ad esempio. Ma una cosa la faccio sempre: seminare bene nella mente e nel cuore di mia figlia. Allora è un appello rivolto ai genitori e non solo, anche a tutti quelli che hanno a che fare con i bambini: saranno loro il futuro del mondo. E guarda caso Bruno Tognolini ha sempre gravitato attorno al mondo dell’infanzia!

Amici di Rosetta

In prossimità del Natale ed essendo oggi il compleanno di Rosetta voglio parlarvi brevemente di mia zia.

Sì, scusate ma Rosetta Brambilla è la “mamma” di tutti questi bambini ma è anche mia zia. Una zia che ricordo nella mia infanzia prendere un aereo per me enorme, in un aeroporto ancora più grande. Io allora non capivo, non potevo capire come potesse decidere di lasciare me per andare a giocare con degli sconosciuti bambini brasiliani. Chissà cos’avevo io che non andava, mi chiedevo, nella mia piccola testa di bambina. E ricordo la mano di mio padre che stringeva la mia per sostenermi appena l’aereo decollò e gli amici più cari di lei che a turno mi abbracciavano per tentare di rincuorare una bambina inconsolabile.

Ora invece piango dalla commozione se penso a tutto quello che, appunto con l’aiuto dei suoi amici, è riuscita a realizzare. E posso dire che quella frase che lei dice alle maestre

dovete guardare ciascuno di questi bambini come fosse l’unico al mondo


io l’ho provata su di me nella mia infanzia quando con i suoi occhi vivaci lei mi guardava come se io fossi l’unica bambina al mondo. E lei è unica nel mio cuore, sempre.


E qui mi fermo. Tutto il resto è storia e per maggiori approfondimenti vi rimando a una sintetica biografia a questo sito e al sito ufficiale che trovate nella descrizione delle opere.



Ringrazio fin d’ora chi leggerà tutto fino alla fine e soprattutto chi deciderà di adottare un bambino o aiutare in qualche altro modo. Anche questo DVD è stato realizzato per sostenere le sue iniziative e lo potete ordinare facilmente online qui.

Il Brasile

Belo Horizonte è una metropoli brasiliana che conta 2,5 milioni di abitanti . Nel nord della città si è sviluppato uno dei centri principali dello spaccio di droga, con il conseguente dilagare della criminalità e il peggiorare delle condizioni di vita delle famiglie, già provate da povertà e disagio sociale.

Qui è nata l’Obras Educativas Padre Giussani, un’organizzazione umanitaria sorta grazie a Rosa Brambilla, missionaria in Brasile da più di quarant’anni. L’opera aiuta le famiglie a sollevarsi dalla sofferenza e dalla disperazione con un’attenzione particolare ai Bambini e ai ragazzi “La nostra missione è educare i bambini alla bellezza della vita, puntando all’unicità e alla centralità della persona, per offrire loro uno spazio in cui essere stessi e sviluppare le proprie potenzialità.”

Il tutto è iniziato con la creche Etelvina Caetano de Jesùs, nell’87, una piccola struttura composta da un’aula per 25 bambini, un bagno e una cucina. Oggi, grazie alla solidarietà dei sostenitori, l’opera ha costruito 8 centri educativi e si occupa di oltre mille bambini e ragazzi, da 0 a 17 anni.

Gli aiuti

Il contributo dei sostenitori è fondamentale per la vita dell’Opera: per l’acquisto di materiale scolastico, vestiario, per le visite mediche, per l’acquisto di alimenti, per il salario degli operatori professionali e per offrire un qualificato servizio odontoiatrico ai bambini ed alle loro famiglie. Grazie alle donazioni è stato anche possibile creare una sala di informatica, un piccolo laboratorio di falegnameria, di musica,di teatro e un centro sportivo.

Non stupisce che un’organizzazione così inserita nei drammi sociali abbia bisogno di denaro, ma la cosa più importante per i ragazzi è sapere che c’è qualcuno che ha a cuore la loro vita, anche se si trova dall’altra parte del mondo. Le foto, le lettere e le attenzioni che ricevono da lontano sono occasione di festa, perché sono per loro la prova di un rapporto vero e intenso, che da la forza di guardare con speranza al mondo che li circonda.

L’Italia

L’Associazione Amici di Rosetta è un’organizzazione di volontariato senza scopo di lucro che ha la missione di sostenere l’Opera dall’Italia e sul luogo. Promuoviamo il sostegno a distanza dei bambini attraverso incontri pubblici e testimonianze nelle scuole.

Seguiamo le famiglie interessate al sostegno nell’iter burocratico, nei rapporti personali con bambini, nella traduzioni delle lettere dal/al portoghese , nella consegna di informazioni sulle attività dell’ opera e sul contesto sociale di Belo Horizonte.

Raccogliamo fondi attraverso sottoscrizioni, l’organizzazione di concerti, la distribuzione di bomboniere della solidarietà, realizzate dai bambini, e altre attività di beneficenza.

Il sito dell’Associazione Amici di Rosetta è: http://www.obraseducativas.org.br

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