Semi di contemplazione

Detto questo, detto tutto…

…scrisse il poeta alla madre in occasione del Natale.

E sono davvero parole di poeta quelle racchiuse nel libro che raccoglie le lettere di Natale alla madre di Rainer Maria Rilke. Lo sono perché intramontabili, perciò attualissime e profonde.

Come si fa a fare silenzio nel proprio cuore? A costruire un presepio nel proprio cuore? Cos’è e cosa rappresenta il silenzio e il presepio oggi, 23 dicembre 2011, nelle nostre famiglie, nei nostri giorni caotici e convulsi? Quali sono le emergenze personali e sociali? Quanto siamo consapevoli dei problemi incombenti? E quanto ci spaventano insieme all’insicurezza dilagante?

E con queste domande si potrebbe continuare all’infinito per ricordarci che, per grazia di Dio, esiste

quell’intimissima sapienza della grazia per la quale nessun tempo è troppo pregno di fatalità e nessuna angoscia è tanto serrata che essa non sappia al tempo suo – che non è il nostro! – entrare e penetrare con la sua mite vittoria quanto sembrava insuperabile  

Luce e manifestazione della Luce della quale forse ci siamo dimenticati: abbiamo smarrito da tempo ormai il significato profondo di questa nascita che ha cambiato il mondo e che dovrebbe cambiare i nostri cuori ogni anno e, per estensione interiore, ogni giorno. Ma il tempo è giunto a compimento: siamo talmente nelle tenebre che non possiamo che anelare a questa Luce, alla Sua Luce. Per salvarci davvero e una volta per tutte perché

questa però è la notte della profondità spalancata e radiosa.

Auguri a tutti, di cuore.

Lettera di Natale – Rilke

Buona domenica!

Semplicemente, buona domenica. Non aggiungerei altro a questo testo. Se volete approfondire trovate il link di Marcello Marrocchi tra i miei link amici.

 

Lourdes, 28/04/2011

Sentiero di Luce

mi conduce

fino al centro

del mio dolore

e quando io mi avvicino

e Tu mi raccogli

ecco che l’anima

si eleva

mentre un’acqua

luminosa e lieve

sana ogni ferita

che pur mi è necessaria

per il mio

cammino greve.

Quando me ne andrò

da questo luogo

unico e sacro

mi farà bene

ricordare

che sono altro da

la grettezza e il luridume

che molto riempiono i nostri occhi.

Ma è solo

questione di Luce

come guardiamo il mondo

è solo questione di Luce

il nostro cammino

e la sua direzione.

L’anima dilatata

il cuore che risplende

l’ascesa

fino al nostro

passo definitivo

nella Tua Luce:

un luogo

un sorriso

una sofferenza

una leggerezza

un soffio

un silenzio

un respiro

un passo leggero

un bel pensiero.

È solo questione di Luce

e qui è più vibrante

perché è solo l’anima

che parla

per chi può sentire

con attenzione lieve

e mente palpitante

e pupilla chiara.

A Pasqua illuminanti pensieri rielaborati leggendo Thomas Merton

Prega per trovare te stesso

Esiste un punto in cui io posso incontrare Dio in un reale e sperimentale contatto con la sua infinita attualità: è il punto in cui il mio essere contingente dipende dal suo amore.

Se, come i mistici d’Oriente, riuscirete a cacciare dalla vostra mente ogni pensiero e ogni desiderio, potreste ritirarvi nel centro di voi stessi e concentrare tutto ciò che è in voi sul punto immaginario in cui la vostra vita si sprigiona da Dio; pure non troverete Dio. Nessun esercizio naturale può portarvi in contatto vitale con Lui. Se egli non proclama il suo nome nel centro della vostra anima, voi non lo conoscerete più di quanto una pietra non conosca il terreno su cui giace nella sua inerzia.

La nostra scoperta di Dio è, in un certo senso, la scoperta che Dio fa di noi. Non possiamo salire in cielo per trovarlo, perché non abbiamo modo di sapere dove sia il cielo o che cosa sia. Egli scende dal cielo e ci trova. Egli ci guarda dagli abissi della sua infinita attualità, che è dovunque, e il fatto stesso che egli ci guarda ci comunica una realtà superiore in cui a nostra volta lo scopriamo.

In quel momento il punto del nostro contatto con lui si schiude, e noi passiamo per il centro della nostra anima ed entriamo nell’eternità.

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Amici di Rosetta

In prossimità del Natale ed essendo oggi il compleanno di Rosetta voglio parlarvi brevemente di mia zia.

Sì, scusate ma Rosetta Brambilla è la “mamma” di tutti questi bambini ma è anche mia zia. Una zia che ricordo nella mia infanzia prendere un aereo per me enorme, in un aeroporto ancora più grande. Io allora non capivo, non potevo capire come potesse decidere di lasciare me per andare a giocare con degli sconosciuti bambini brasiliani. Chissà cos’avevo io che non andava, mi chiedevo, nella mia piccola testa di bambina. E ricordo la mano di mio padre che stringeva la mia per sostenermi appena l’aereo decollò e gli amici più cari di lei che a turno mi abbracciavano per tentare di rincuorare una bambina inconsolabile.

Ora invece piango dalla commozione se penso a tutto quello che, appunto con l’aiuto dei suoi amici, è riuscita a realizzare. E posso dire che quella frase che lei dice alle maestre

dovete guardare ciascuno di questi bambini come fosse l’unico al mondo


io l’ho provata su di me nella mia infanzia quando con i suoi occhi vivaci lei mi guardava come se io fossi l’unica bambina al mondo. E lei è unica nel mio cuore, sempre.


E qui mi fermo. Tutto il resto è storia e per maggiori approfondimenti vi rimando a una sintetica biografia a questo sito e al sito ufficiale che trovate nella descrizione delle opere.



Ringrazio fin d’ora chi leggerà tutto fino alla fine e soprattutto chi deciderà di adottare un bambino o aiutare in qualche altro modo. Anche questo DVD è stato realizzato per sostenere le sue iniziative e lo potete ordinare facilmente online qui.

Il Brasile

Belo Horizonte è una metropoli brasiliana che conta 2,5 milioni di abitanti . Nel nord della città si è sviluppato uno dei centri principali dello spaccio di droga, con il conseguente dilagare della criminalità e il peggiorare delle condizioni di vita delle famiglie, già provate da povertà e disagio sociale.

Qui è nata l’Obras Educativas Padre Giussani, un’organizzazione umanitaria sorta grazie a Rosa Brambilla, missionaria in Brasile da più di quarant’anni. L’opera aiuta le famiglie a sollevarsi dalla sofferenza e dalla disperazione con un’attenzione particolare ai Bambini e ai ragazzi “La nostra missione è educare i bambini alla bellezza della vita, puntando all’unicità e alla centralità della persona, per offrire loro uno spazio in cui essere stessi e sviluppare le proprie potenzialità.”

Il tutto è iniziato con la creche Etelvina Caetano de Jesùs, nell’87, una piccola struttura composta da un’aula per 25 bambini, un bagno e una cucina. Oggi, grazie alla solidarietà dei sostenitori, l’opera ha costruito 8 centri educativi e si occupa di oltre mille bambini e ragazzi, da 0 a 17 anni.

Gli aiuti

Il contributo dei sostenitori è fondamentale per la vita dell’Opera: per l’acquisto di materiale scolastico, vestiario, per le visite mediche, per l’acquisto di alimenti, per il salario degli operatori professionali e per offrire un qualificato servizio odontoiatrico ai bambini ed alle loro famiglie. Grazie alle donazioni è stato anche possibile creare una sala di informatica, un piccolo laboratorio di falegnameria, di musica,di teatro e un centro sportivo.

Non stupisce che un’organizzazione così inserita nei drammi sociali abbia bisogno di denaro, ma la cosa più importante per i ragazzi è sapere che c’è qualcuno che ha a cuore la loro vita, anche se si trova dall’altra parte del mondo. Le foto, le lettere e le attenzioni che ricevono da lontano sono occasione di festa, perché sono per loro la prova di un rapporto vero e intenso, che da la forza di guardare con speranza al mondo che li circonda.

L’Italia

L’Associazione Amici di Rosetta è un’organizzazione di volontariato senza scopo di lucro che ha la missione di sostenere l’Opera dall’Italia e sul luogo. Promuoviamo il sostegno a distanza dei bambini attraverso incontri pubblici e testimonianze nelle scuole.

Seguiamo le famiglie interessate al sostegno nell’iter burocratico, nei rapporti personali con bambini, nella traduzioni delle lettere dal/al portoghese , nella consegna di informazioni sulle attività dell’ opera e sul contesto sociale di Belo Horizonte.

Raccogliamo fondi attraverso sottoscrizioni, l’organizzazione di concerti, la distribuzione di bomboniere della solidarietà, realizzate dai bambini, e altre attività di beneficenza.

Il sito dell’Associazione Amici di Rosetta è: http://www.obraseducativas.org.br

Sorella Morte e Santità

Non siamo stati creati per la morte. Dio ci ha voluti per la vita.

Ci ha voluti pieni di luce e di pietas.

Questo significa che siamo tutti chiamati alla santità. E non c’è altra via. Altra via che questa. Via. Verità. E Vita. E forse non è un caso che la commemorazione dei Santi è così vicina a quella dei defunti.

Rimasi sconvolta la prima volta che scoprii questa parte del Cantico di San Francesco che recita così:


Sorella Morte




Sii lodato, mio Signore, per la nostra sorella morte corporale,

dalla quale nessun uomo può fuggire.

Guai a quelli che moriranno in peccato mortale;

beati quelli che troverà in grazia di DIO,

poiché la seconda morte non farà loro alcun male.

Lodate e benedite il mio Signore e ringraziate,

e servitelo con grande umiltà.


 

E realizzai che solo un santo come lui poteva chiamare la morte sorella.

Questa è la morte che c’interpella. Questo è il rispetto che le è dovuto. Questo è l’atteggiamento e la condizione del cuore quando si entra in un cimitero.

Dico questo con profonda convinzione e so che verrò derisa.

Ma hanno ragione. È certamente meglio festeggiare Halloween e fare i buffoni. Quando poi sarà il momento tireranno fuori la maschera da zombie. È così semplice, no?

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