Parole in movimento…
Scrivo, ergo sum.
Disassuefatti gli occhi a guardare anime
Disassuefatti gli occhi a guardare anime
fiacche le braccia a ritrovarsi
scappare via
via
per la via che percorriamo
via di vita
che ha un capolinea definitivo.
Ci vuole così poco
ma costa così tanto.
Abituati al muso duro
te la faccio io!
e chi ti credi di essere
oppure chi è quello lì?
non lo conosco.
Giovani, vecchi, belli, brutti,
sorridenti, impauriti, stupiti.
Fa paura la gratuità
in questo mondo pavido
di cose belle
eppure
ci vuole così poco
e non costa nulla.
By the way: la città è Sondrio, la canzone di Leonard Cohen, in una delle tante cover. UN ABBRACCIO!!!
Apri gli occhi e guarda!
Per scrivere bisogna imparare a guardare. Per scrivere poesia ancora di più. Per dipingere non ne parliamo. E per vivere?
Imparare a guardare come nuove tutte le cose, questo è l’insegnamento del video che vi chiedo di guardare anche se un poco lungo e disponibile solo in inglese. Di seguito trovate un sunto breve in italiano delle parole bellissime che sentirete. Volutamente nel titolo vi invito ad aprire gli occhi perché le immagini sono bellissime. Ma la cosa importante è aprire gli occhi della mente e del cuore. Sempre.
Tu pensi che questo sia soltanto un altro giorno nella tua vita; non è soltanto un altro giorno, è un giorno che ti è dato: l’oggi. È donato a te, è un dono. È l’unico dono che hai qui e ora, e l’unica risposta è la gratitudine. Se non fai nient’altro che coltivare quella risposta al grande dono di questo giorno unico, se impari a rispondere come se fosse il primo e ultimo giorno della tua vita, allora avrai speso questo giorno molto bene. Comincia aprendo i tuoi occhi e sii sorpreso dal fatto che hai degli occhi da aprire. Guarda il cielo! Guardiamo il cielo così raramente. Notiamo così raramente com’è diverso da un momento all’altro con l’andirivieni delle nuvole. Questo giorno, ora, il tempo che fa è unico, e non sarà mai più esattamente come oggi, quella formazione precisa delle nuvole non avverrà mai più come è ora. Apri gli occhi e guarda! Guarda i volti delle persone che incontri. Ognuno ha una storia incredibile dietro il proprio volto. E in questo momento, in questo giorno, tutta la gente che incontri tutta la vita è come un flusso unico e ti incontra qui, come un’acqua che ti dà la vita solo se apri il tuo cuore e bevi. Ogni persona che ti incontra oggi sia benedetta da te, dal tuo sguardo, dal tuo sorriso, dal tuo tocco, soltanto dalla tua presenza. Che la gratitudine trabocchi in una benedizione intorno a te, e allora sarà davvero una buona giornata.
Questa Pasqua…
Questa Pasqua non può essere triste anche se tutt’attorno i tempi tremano. Non può esserlo come ogni anno, perché dopo tanto dolore, sotto un’altra forma, c’è un respiro di speranza. Si sa, c’è la croce, ma poi c’è la Resurrezione, che alla fine è la Pasqua: rappresenta il senso ultimo e profondo di tutto questo sofferto calvario. Anche nostro.
Eppure sembra a volte la festa delle uova di cioccolato, o delle gita fuori porta. Si mangia la colomba ma si evitano i riti del triduo, venerdì santo in particolare. Come se potesse esserci la Resurrezione senza la morte. Leggevo ieri un interessante libro intitolato Come andremo a finire? che altro non è che una rilettura della “fine del mondo” alla luce delle sacre scritture. Sono diversi i temi trattati in questo testo ma ciò che mi ha colpito, e che da tempo già pensavo per i fatti miei, è il sottolineare come, in questa società moderna dell’immagine, venga rimossa anche la morte. O meglio, viene rimossa dalle nostre case e dalle nostre vite. Non puoi rimuoverla dalla televisione e dai telegiornali; anzi lì sembrano quasi doverosi i programmi di approfondimento per i vari omicidi spettacolarizzati, tanto è un qualcosa che riguarda sempre gli altri e più saggio sembra vivere come se non esistesse o comunque non ci tocca e non c’interessa.
Carpe diem recita il motto caro al gruppo dei Dead Poets’ Society. È certamente giusto ma non dimentichiamoci che la vita non è puro edonismo ed egoismo. La nostra vita vera è solo Luce. Tutto qui. E la Pasqua c’insegna.
Come augurio per voi, da pag. 42 di Dies Natalis e il mio amatissimo Caravaggio.
Sabato Santo
Addomesticami Morte
dell’animo apri tutte le porte
portami via lontano
su su in alto
nel palmo della Sua mano.
Detto questo, detto tutto…
…scrisse il poeta alla madre in occasione del Natale.
E sono davvero parole di poeta quelle racchiuse nel libro che raccoglie le lettere di Natale alla madre di Rainer Maria Rilke. Lo sono perché intramontabili, perciò attualissime e profonde.
Come si fa a fare silenzio nel proprio cuore? A costruire un presepio nel proprio cuore? Cos’è e cosa rappresenta il silenzio e il presepio oggi, 23 dicembre 2011, nelle nostre famiglie, nei nostri giorni caotici e convulsi? Quali sono le emergenze personali e sociali? Quanto siamo consapevoli dei problemi incombenti? E quanto ci spaventano insieme all’insicurezza dilagante?
E con queste domande si potrebbe continuare all’infinito per ricordarci che, per grazia di Dio, esiste
quell’intimissima sapienza della grazia per la quale nessun tempo è troppo pregno di fatalità e nessuna angoscia è tanto serrata che essa non sappia al tempo suo – che non è il nostro! – entrare e penetrare con la sua mite vittoria quanto sembrava insuperabile
Luce e manifestazione della Luce della quale forse ci siamo dimenticati: abbiamo smarrito da tempo ormai il significato profondo di questa nascita che ha cambiato il mondo e che dovrebbe cambiare i nostri cuori ogni anno e, per estensione interiore, ogni giorno. Ma il tempo è giunto a compimento: siamo talmente nelle tenebre che non possiamo che anelare a questa Luce, alla Sua Luce. Per salvarci davvero e una volta per tutte perché
questa però è la notte della profondità spalancata e radiosa.
Auguri a tutti, di cuore.
Buona domenica!
Semplicemente, buona domenica. Non aggiungerei altro a questo testo. Se volete approfondire trovate il link di Marcello Marrocchi tra i miei link amici.
Lourdes, 28/04/2011
mi conduce
fino al centro
del mio dolore
e quando io mi avvicino
e Tu mi raccogli
ecco che l’anima
si eleva
mentre un’acqua
luminosa e lieve
sana ogni ferita
che pur mi è necessaria
per il mio
cammino greve.
Quando me ne andrò
da questo luogo
unico e sacro
mi farà bene
ricordare
che sono altro da
la grettezza e il luridume
che molto riempiono i nostri occhi.
Ma è solo
questione di Luce
come guardiamo il mondo
è solo questione di Luce
il nostro cammino
e la sua direzione.
L’anima dilatata
il cuore che risplende
l’ascesa
fino al nostro
passo definitivo
nella Tua Luce:
un luogo
un sorriso
una sofferenza
una leggerezza
un soffio
un silenzio
un respiro
un passo leggero
un bel pensiero.
È solo questione di Luce
e qui è più vibrante
perché è solo l’anima
che parla
per chi può sentire
con attenzione lieve
e mente palpitante
e pupilla chiara.





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