Parole in movimento…
Scrivo, ergo sum.
Terzo commento su Anobii
Anche se ho trovato spiacevole la stucchevole chiusa misticheggiante, anche se nell’ossessione amatoria di lei vedo spunti di riflessione psichiatrica più che prove di amore vero, anche se l’abiezione di lui raggiunge vertici raccapriccianti, il romanzo, complice anche uno stile tagliente e denso, graffia dentro e rimane nel cuore.
Recensione su Pane e paradossi
Posto qui la recensione di “Sogno amaranto” appena pubblicata sul Blog Pane e Paradossi:
Sogno Amaranto è la cronistoria poeticizzata di un amore sensuale, oscuro, ma anche ricco di una profonda purezza salvifica.
Articolato in due movimenti principali, più un terzo finale, il romanzo di Cinzia Cavallaro colpisce per la ben calibrata potenza evocativa. L’approccio mirato a far emergere i pensieri e le voci dei due protagonisti in un’ alternanza di luce e buio, di sincerità e intime menzogne, riesce efficacemente a condurre il lettore attraverso il fatidico e inarrestabile procedere degli eventi.
In un linguaggio denso, quasi virulento per la sua esponenziale crescita lessicale ed emozionale, la Cavallaro riesce a dare ai suoi due protagonisti la concretezza delle note grevi del dolore e l’ aulica sonorità della speranza. Un romanzo originale che, descrivendo un amore spietato,erotico e assoluto affogato da quella onnipresente e disillusa quotidianità con cui tutti dobbiamo fare i conti, riesce, comunque, a farci ricordare la forza dei sentimenti .
A seguire l’intervista che la curatrice del blog – Barbara, alias Black Arcana – mi ha generosamente concesso
Ti va di presentarti e di parlare un po’ di te ai nostri lettori?
Ho fatto la traduttrice per diversi anni, dopo aver studiato a Londra per 5 anni negli anni ’80. Ho iniziato a scrivere poesia da piccola e solo verso i vent’anni è nato il desiderio di avvicinarmi alla narrativa. Ho sempre scritto moltissimo e solo recentemente ho pubblicato due libri di poesia e un romanzo.Qual è stata la genesi di “Sogno Amaranto”? Come e perché è nato in te l’insopprimibile desiderio di scriverlo?
La genesi di Sogno Amaranto è stata nel 2007 ma la scrittura iniziata in quell’anno andava ad intermittenza; poi la prima stesura è stata ultimata nell’inverno dell’anno successivo e tra revisioni varie è stato proposto agli editori nella primavera del 2009 per venir pubblicato l’anno successivo.
È nato come riflessione profonda sui rapporti d’amore in questi anni così superficiali e intrisi di egoismo e falsi valori. È stato l’insieme dell’osservazione di varie esperienze dolorose che ha fatto sì che questo vissuto prendesse la forma scritta del mio romanzo.
“Sogno Amaranto” non è il tuo primo libro. Dopo la silloge di poesie “Dies Natalis” edita da Il Foglio com’è stato lasciare da parte lo scrivere racconti e poesie per dedicarsi ad un romanzo articolato come “Sogno Amaranto”? Passare dall’ immediatezza del linguaggio poetico alla prosa ti ha creato qualche problema o difficoltà imprevista?
Indubbiamente la scrittura poetica è totalmente diversa, sia come tempi che come struttura. Ma io credo che se l’idea è chiara e l’urgenza e la necessità di scrivere sono davvero importarti per lo scrittore, la strada da percorrere, per quanto lunga, impervia e piena d’imprevisti possa essere, viene portata a termine con determinazione. La difficoltà maggiore è stata per me il tempo della scrittura, non solo il tempo necessario per scrivere un romanzo ma anche l’esprimere il proprio pensiero in una forma più articolata e complessa.Ognuno ha una sua tecnica particolare per cominciare e sviluppare un romanzo. C’è chi fa una scaletta dettagliata, chi butta giù un’idea e la elabora a mano a mano, c’è chi invece scrive d’istinto. Qual è stato il tuo metodo di lavoro?
Scrivere totalmente d’istinto senza una minima traccia non è il mio modo di procedere; per contro non arrivo neppure ad avere una scaletta dettagliata da seguire. Sviluppo molto bene un’idea, ho chiaro in mente i personaggi, elaboro una trama; metto tutto per iscritto e poi scrivo e basta, senza curarmi né della forma, né dell’editing. Queste sono cose alle quali penserò a prima stesura ultimata.Sogno Amaranto, oltre che sulle emozioni, si basa sui due protagonisti uniti e contrapposti in un sentimento invincibile come l’amore. Quanto e cosa c’è di te in ognuno di loro?
Ci sono entrambi. Ma è così per tutti a mio avviso: riconoscere in ognuno di noi sia l’ombra che la luce, il bello e il brutto, l’elevazione spirituale e la pusillanimità, l’amore e l’egoismo.Sei una lettrice vorace?Hai libri e/o autori preferiti che influenzano o ispirano il tuo modo di rapportarti alla scrittura?
Sono sempre stata una lettrice vorace e onnivora. Certo è che la scrittura viene anche dalla lettura. Ho degli autori preferiti sia italiani che inglesi, ma non creano un’influenza o un’ispirazione particolare in me. Quando scrivo cerco davvero di mettermi in gioco e di ricercare la mia personale voce. È molto difficile ma questo credo sia il bello della scrittura.Raymond Chandler, in alcune sue lettere, affermava :”Tre leggi per scrivere a mio uso:non seguire alcun consiglio, non mostrare mai il lavoro svolto, evitare i critici.” E tu quali tre leggi forgeresti a tuo uso?
Concordo pienamente con le tre leggi di Chandler. Io aggiungerei: non demordere nell’intento; non fare editing mentre si scrive; avere sempre in mente un lettore ideale a cui rivolgersi durante la prima stesura.Un’ anticipazione su qualche progetto futuro?
Ne ho diversi in cantiere, sia di poesia che di narrativa, in particolare racconti che ultimamente ho un po’ messo da parte. Ma in verità, il progetto che mi preme di più, è la scrittura del mio secondo romanzo “Le rive della tua giovinezza” al quale sto lavorando. Temo ci vorrà tutto quest’anno per ultimarlo come si deve.
Ringrazio Barbara della sua disponibilità, precisione e gentilezza.
Secondo e nuovo commento dalla catena di lettura su Anobii
Copio e incollo pari pari le parole della seconda lettrice di Sogno amaranto tramite Anobii
Davvero un bel libro. Niente di impegnativo ma mai banale.
Molto bella l’idea di raccontare una storia d’amore da entrambe le parti (vista dall’uomo e vista dalla donna). Questo libro mette in evidenza quanto l’amore visto dalla donna e visto dall’uomo siano diversi, ma soprattutto quanto sia da prendere al momento. Mai dubitare dei propri sentimenti ma viverli sempre e fino alla fine, fino a esaurirli del tutto perché domani potrebbe essere troppo tardi. Mi è piaciuto davvero tanto.
Alla prossima!
Nuova recensione di Sogno Amaranto
Ringrazio Paolo Coiro della sua recensione. Per una lettura integrale ecco il link diretto.
“
Sogno amaranto” è una storia d’amore del tutto originale, ma prima di tutto profonda. Un infinito di dolcezza e di amore incondizionato verso l’altro, che è tutto nell’anima più che nel cuore. Fairy è un’insegnante semplice nell’apparire e di aspetto gradevole, Dick è un attore teatrale affermato; un personaggio sul palco così come nella vita, dove indossa la maschera dell’uomo dalle mille donne. Femmine usate e buttate via senza impegnarsi con i sentimenti, che il personaggio percepisce con superficialità, ma l’uomo – nella sua nudità di sentimenti – sente e assapora con tutto il suo spirito.
Fairy invece, palesa tutto il suo amore nel suo modo di essere e di amare senza reticenze. Una donna convinta di aver visto giusto, negli occhi di quell’uomo dall’aspetto cupo e menefreghista. In quelle pupille l’innamorata ha visto bruciare la stessa passione che lei porta con sé.
Una storia d’amore che unirà due anime gemelle in un vero paradiso di emozioni empatiche, in un vortice di amore e passione che regna in queste pagine, in questa storia londinese.
Non limitiamo queste righe a un romanzo d’amore, ma la prospettiva che più merita è uno specchio di riflessione sui sentimenti e su come le persone li mostrano agli altri, molte volte ingannando se stessi e il proprio naturale bisogno di amare ed essere amati.
Cinzia Luigia Cavallaro è una scrittrice che entra in punta di piedi, ti accompagna in un girovagare di passione, frustrazione, esaltazione, sconforto. Una vallata serena che arriva a spaccarti il cuore nel finale
Primo feedback dalla catena di lettura su Anobii
Posto qui il primo commento alla lettura del mio romanzo Sogno amaranto, con l’invito ad aggregarsi!
Libro accattivante! L’ho letto con piacere e curiosità: l’autrice riesce a mantenere alta l’attenzione del lettore pagina dopo pagina, fino alla fine. Ottima l’idea di raccontare la stessa storia da due punti di vista diversi: quello della donna e quello dell’uomo. L’aggettivazione e la terminologia usate per descrivere luoghi, situazioni, stati d’animo, sono scelte con particolare attenzione alle sfumature di significato di ogni singolo termine. A volte, però, questo eccesso di particolari può rendere il testo un po’ ridondante e ripetitivo (vedi ad es. l’insistenza in più pagine nel corso della narrazione della descrizione dei capelli biondi, ricci, lunghi della protagonista oppure dei suoi abiti…). Interessante l’uso (anche simbolico) della contrapposizione luce-tenebre e la scelta cromatica dei colori.
Grazie Sandra!
Ancora Virginia e William
Raccolgo uno spunto dall’ultimo articolo relativo a Virginia Woolf che definì Shakespeare “hors de la literature” per invitarvi alla lettura, anche spezzettata, dell’ultimo saggio di Nadia Fusini: per chi non la conoscesse una nota e brava anglista, scrittrice, traduttrice nonché docente e saggista che ha anche scritto un altro bel libro proprio su Virginia dal titolo “Possiedo la mia anima” edito da Mondadori nel 2006.
Comunque, tornando a questo saggio dal titolo “Di vita si muore” che v’invito a leggere: anche chi non ha mai letto Shakespeare, o non è appassionato di letteratura inglese classica, vi troverà spunti molto interessanti non solo per la conoscenza letteraria ma per la propria vita.
Non a caso il titolo richiama alla vita e alla morte; è indicativo di quanto Shakespeare fosse così avanti e pertanto intramontabile. È noto che nei suoi scritti vi fossero presenti tutte le passioni e angosce umane, sempre quelle, ancora oggi.
Ecco che in questo testo vengono eviscerate, spiegate e calate nel nostro presente. Un libro anche tecnico in alcuni punti ma certamente interessante per scoprire un classico che non tramonterà mai.



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