La morte della Vergine

Vorrei inaugurare questa sezione con un breve articolo riguardante il quadro di Caravaggio La morte della vergine che ho scelto come copertina del mio libro.

In molti mi hanno chiesto perché io ho scelto proprio un tale quadro. Va detto che quello che vedete nel tondo della copertina è solo un dettaglio di una tela molto più complessa e di grandi dimensioni commissionata a Caravaggio nel 1601. Il quadro era certamente a tema con la raccolta poetica stessa e soprattutto, come in tutti i quadri di questo pittore, il gioco delle ombre e delle luci è fondamentale. Bisogna rammentare che il titolo della raccolta poetica è appunto Dies Natalis. Un giorno denso di ombra come quello della morte terrena che si trasforma in un trionfo di luce per la resurrezione che ci aspetta.

Il quadro poi ha delle connotazioni affascinanti e controverse, come quasi tutti i suoi quadri, del resto. Il pittore ha usato come modella per raffigurare la vergine una prostituta sua amica annegata nel Tevere. Fu uno scandalo, ma tuttavia il quadro suscitò un interesse tale da parte del panorama artistico e intellettuale del tempo che fu esposto al pubblico dopo pressione di tutti i pittori di Roma.

Va aggiunto che questo fu l’ultimo dipinto eseguito da Caravaggio a Roma. Dopo il rifiuto e lo scandalo suscitato, fu acquistato dai Gonzaga dietro consiglio di Rubens.

La scena totale della tela, dominata da un drappeggio rosso sangue, suscita un’impressione di estrema miseria e di toccante commozione. Gli apostoli piangenti si stringono intorno al lettuccio di Maria, assecondando la diagonale di luce che filtra da sinistra verso destra, conclusa con la figura rannicchiata della Maddalena.

E questo dettaglio ho proprio voluto scegliere nel tondo della mia copertina.



Alda Merini: il nuovo sito

Flavia Carniti, una delle quattro figlie di Alda Merini, la poetessa scomparsa il primo novembre scorso, ha chiesto ad Aphorism di aiutarla a diffondere il sito che lei e le sorelle hanno dedicato alla loro straordinaria mamma.
Non potevo pensare di non contribuire alla diffusione del sito, anzi, ho pensato di dedicare un intero articolo ad Alda Merini perché ricordarla è un dovere.
Per invitarvi a visitare il sito citerò testualmente le parole di Flavia, ritengo che siano l’introduzione ideale per capire cosa rappresenta per loro, e per gli amanti della poesia, questo sito: “E’ un’antologia in ricordo di Alda, un elogio all’ape furibonda, alla sua figura di scrittrice e madre… un modo di dar voce a nostra madre, alla sua follia e alla sua dolcezza, per farla parlare ancora, perché non venga dimenticata”.

Il sito dedicato ad Alda è stato inaugurato il 21 marzo, giorno del suo compleanno, e già diverse riviste e quotidiani nazionali l’hanno recensito.

Ed ora ad Alda la parola…

Quando un amante ti perde significa che è un vigliacco. Quando un amante non riesce a perderti è un ladro.
La casa della poesia non avrà mai porte.

Se Dio mi assolve, lo fa sempre per insufficienza di prove.

Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita.

Io trovo i miei versi intingendo il calamaio nel cielo.

La calunnia è un vocabolo sdentato che, quando arriva a destinazione, mette mandibole di ferro.

Per riflettere insieme sulla poesia e sull’editoria

Posto con un copia e incolla diretto la lettera di questo editore albanese che ha anche pubblicato poeti italiani esordienti. Se vogliamo, una scelta coraggiosa. Ma non è questo l’oggetto del contendere, bensì la lettera che segue dovrebbe farci riflettere sullo stato della poesia, dell’editoria, ma soprattutto della lettura nel nostro paese.

Meno televisione, più poesia! Che sia la chiave per migliorare il mondo?

Ecco la lettera e anche il link diretto al sito dell’editore

Casa Editrice
ALBALIBRI

 Gentile signora, gentile signore,

viste le gravi crisi in cui viviamo, crisi economica e cronica crisi della lettura, che in Italia dura da molti decenni, abbiamo deciso di prenderci un momento di pausa.

Una casa editrice come la nostra, che non fa pagare gli autori per pubblicare i loro lavori e riceve tante proposte di pubblicazione, ma pochissime richieste di libri da leggere, per quanto di qualità e interesse i titoli in catalogo, non può continuare ad esistere. Ecco perché ci prendiamo una pausa di riflessione.

Forse ci butteremo a capofitto nella vendita di tappeti, che possono andare molto meglio in una stagione di solitudine come questa.
O forse ci sposteremo verso altre lingue e paesi, dove non necessariamente tutti sono poeti.

Probabilmente sbaglio a scrivere in questo modo a qualcuno che solo chiede di pubblicare il suo libro… La mia disperazione non è certo per un mancato guadagno, ma per la totale mancanza d’interesse del pubblico italiano verso la cultura e la poesia in particolare.

Provate a guardare nelle librerie sugli scaffali riservati alla poesia: sicuramente avrete più libri di poesia voi in casa vostra … eppure in molti scrivono versi! Non saranno le librerie a essere poco interessate ai libri di poesia, di sicuro mancano i lettori!

Allora darei un consiglio: stampate da voi i vostri libri dal primo stampatore che trovate, non vi affidate a piccoli editori disonesti che vi chiedono soldi per pubblicare, andate in giro voi stessi a divulgare il vostro libro, con presentazioni e letture, per strada se necessario…
Diffidate dei premi a pagamento. E soprattutto leggete, leggete, leggete poesia, sempre, comunque. Giudicate della qualità di un’opera affidandovi ai vostri criteri di valutazione, diffidando della critica ufficiale e anche della pubblicità in tv e sui giornali.
Scusate se ho deluso le vostre attese.

Cordiali saluti

l’Editore Albalibri
Çlirim Muça


Recensione di Il cielo, la terra di Mimmo Martorana

Ho ricevuto con piacere, con dedica personalizzata e autografata, la raccolta poetica

Il cielo, la terra


In questa raccolta poetica si passa dalla vita alla morte per mezzo dell’amore.

Si passa dall’amore umano a quello spirituale attraverso il disincanto e la consapevolezza profonda della nostra unicità e caducità.


Tutto è prezioso nell’universo di Mimmo, ma senza attaccamento. In questi versi è descritto un amore impalpabile come l’aria che muta in vento e che si muove nel cielo, soffia giù in terra dove, invece, ben sentiamo la sua presenza e la sua forza.
Alla fine, il cielo e la terra sono le due facce della stessa medaglia, chiamata vita e amore.


E si capisce che è proprio così, come è ben scritto nell’ultimo verso della poesia che apre la raccolta: “La vita è un solo exploit.”
Sono tante le poesie che mi sono piaciute e per motivi diversi, con traduzione francese a fronte.


Qui ne citerò solo una che racchiude in sé il senso della poesia, della vita e dell’amore, con l’invito a leggerle tutte.


Liberare la mente
dall’impasse, e dal
giogo degli schemi.

Liberare il corpo
dall’inutile cordone.

Liberare l’attimo
dal tempo del ricordo
e ricordare se stessi.