L’isola

31jbWm5HriL__SY300_L’isola della quale si parla in questo romanzo io l’ho visitata quest’anno a giugno. Si chiama Spinalonga e la scrittrice inglese Victoria Hislop vi ha ambientato il suo romanzo da esordiente che porta il titolo omonimo: The Island.

Un buon esordio visto che è stato il numero 1 nelle classifiche inglesi per otto settimane consecutive, con una vendita pari a un milione di copie nel Regno Unito; a seguire la traduzione in più di venti lingue e uno sceneggiato televisivo. Una scrittrice che, da una fredda, umida e ventosa isola del Nord Europa, decide di trasferirsi poi a Creta, isola maggiore nei pressi di Spinalonga. Ammetto di non essere stata a conoscenza di questo romanzo fino a quest’estate quando, la mia guida Ekaterini Tsagaraki, lo ha suggerito alla fine della nostra visita a Spinalonga.

Per chi non lo sapesse o non lo ricordasse, questa isoletta nel mezzo del Mediterraneo è stata colonizzata all’epoca delle Repubbliche Marinare, tanto che a tutt’oggi vi campeggia all’ingresso il Leone di San Marco. Lì era il soggiorno obbligato di persone con la lebbra, e questo si ritrova nella storia narrata ne L’isola di Victoria Hislop, scrittrice che in merito ci regala pagine altamente toccanti. Va segnalato che, il fatto di aver visitato Spinalonga, ha cambiato molto nella mia personale lettura di questo romanzo perché, sebbene le descrizioni siano rese magistralmente, se hai visto con i tuoi occhi dei luoghi così suggestivi e antichi, ti sembra effettivamente di vivere quanto viene descritto nel libro.

La narrazione inizia in medias res ai nostri giorni (il romanzo è del 2005) e procede a ritroso nel tempo fino a quando la protagonista, Alexis Fielding, un’archeologa venticinquenne, giunge nell’isoletta di Spinalonga sulle tracce della sua famiglia e in particolare della storia della sua bisnonna Eleni. Quando ho preso a prestito in biblioteca questo volume di 457 pagine non sapevo cosa vi avrei trovato. È stato piacevole immergersi nella lettura di questa storia perché mi ha fatto un po’ rivivere la vacanza. Ma non solo. Credevo fosse una storia d’amore mozzafiato, per com’è stato l’esordio, ed invece vi ho trovato un insieme di incontri, tra presente e passato, che costringono la protagonista a capire meglio la storia della sua famiglia e le sue radici, così da trovare delle risposte anche per la sua vita personale. Come sapete non trovate spoiler nelle mie recensioni ma, a onor del vero, voglio sottolineare che il finale è stato per me un anticlimax. Un nodo narrativo fondamentale nell’equilibrio della trama liquidato in un paio di paginette. A parte ciò, è stata una piacevole lettura questo romanzo di Victoria Hislop, della quale trovate anche altri titoli in italiano, stupendamente tradotti da Luisa Savaral.

Ho scoperto in un’intervista che io e Victoria abbiamo un punto in comune: l’amore e la stima per le sorelle Brontë e Shakespeare. Per tutte queste ragioni, ho deciso che leggerò qualcos’altro. Ma sarà in lingua originale.

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