Les Choristes

Aritmetica: pagina 27. È una battuta del film Les Choristes ma non ha nulla a che fare con la matematica, bensì è intriso di poesia e musica. C’è anche un po’ di scrittura.les choristes Infatti, i ragazzi protagonisti iniziano a sognare nel momento in cui ognuno di loro mette per iscritto il suo desiderio di vita; nuovamente tornano a scrivere su areoplanini di carta quando devono salutare per sempre un insegnante emblematico e unico, che li ha guardati ed accettati come sono, giovani vite segnate e allo sbando, impauriti e feriti nel profondo.

Forse questo film si può considerare retorico ma, al contrario, io credo che sia l’ennesima ma necessaria conferma del nostro bisogno di bellezza e di arte, in tutte le loro forme, che sono in grado di salvare tutti, indistintamente.

C’è la musica, o meglio il canto. Una melodia a tratti struggente e in altri momenti edificante, così come è la storia narrata con i suoi personaggi veri, resi magistralmente con delicatezza e disincanto.

Fu un successo da Oscar e Golden Globe nomination nel 2004 in Francia ed è arrivato in Italia nel 2008, ma io l’ho scoperto solo ieri sera, visionabile per intero su youtube.

Fa parte delle storie senza tempo, perché il soggetto è in primis l’animo umano con le sue luci e le sue ombre, che cambiano con il tempo nella forma ma non nella sostanza. Quella dei sogni, anche in questo caso, che siamo noi. L’ha scritto Shakespeare ne La Tempesta, atto IV, che Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni e io lo sottoscrivo senza indugio alcuno.

Con la stessa convinzione vi invito a vedere questo film per riflettere ancora una volta sul nostro sguardo sulla realtà e sul mondo. Una verifica necessaria per cambiare. In meglio.

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