Recensione pubblicata su Oasi del libro, il blog di lettrici appassionate

“Sogno amaranto” racconta la storia di un amore difficile e tormentato, quello di Fairy e Dick, le voci narranti del romanzo. Fairy è una donna dolce e materna, ma all’occorrenza decisa e tenace. Dick, bello e affascinante, è invece un uomo infantile e insicuro. I due si incontrano, si amano e piano piano cominciano a conoscersi. La loro relazione, tuttavia, è a dir poco complicata. Frastornato dalle luci del successo, Dick si comporta come se fosse il centro dell’universo. Fairy, innamorata cotta, lo rincorre dovunque tenti di nascondersi, non perdendo occasione per manifestargli il suo amore. Sullo sfondo la malinconica città di Londra che, tra luci e ombre, sarà testimone silenziosa della loro storia. Il romanzo è diviso in tre parti: Luce, Tenebre e Crepuscolo. Nelle prime due Fairy e Dick, prima l’una e poi l’altro, raccontano come fosse un monologo interiore la loro visione della storia: è un flusso spontaneo di pensieri, riflessioni, ricordi, sensazioni, speranze e delusioni. L’ultimo capitolo, invece, è l’epilogo della storia, inatteso e surreale. Il romanzo è davvero insolito e mi ha lasciata un po’ perplessa. La narrazione è perlopiù fluida, anche se a tratti diventa ostica e poco scorrevole perchè troppo ricca di dettagli. Il linguaggio è particolare, a volte poetico altre quasi pornografico. La trama, di per sè molto semplice, si fa quasi complessa, mentre insegue il complicato flusso di pensieri dei protagonisti. Per i soli amanti del genere.

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