Intervista pubblicata sul blog “Pane e Paradossi”

Ti va di presentarti e di parlare un po’ di te ai nostri lettori? Ho fatto la traduttrice per diversi anni, dopo aver studiato a Londra per 5 anni negli anni ’80. Ho iniziato a scrivere poesia da piccola e solo verso i vent’anni è nato il desiderio di avvicinarmi alla narrativa. Ho sempre scritto moltissimo e solo recentemente ho pubblicato due libri di poesia e un romanzo.

Qual è stata la genesi di “Sogno Amaranto”? Come e perché è nato in te l’insopprimibile desiderio di scriverlo? La genesi di Sogno Amaranto è stata nel 2007 ma la scrittura iniziata in quell’anno andava ad intermittenza; poi la prima stesura è stata ultimata nell’inverno dell’anno successivo e tra revisioni varie è stato proposto agli editori nella primavera del 2009 per venir pubblicato l’anno successivo. È nato come riflessione profonda sui rapporti d’amore in questi anni così superficiali e intrisi di egoismo e falsi valori. È stato l’insieme dell’osservazione di varie esperienze dolorose che ha fatto sì che questo vissuto prendesse la forma scritta del mio romanzo. “Sogno Amaranto” non è il tuo primo libro. Dopo la silloge di poesie “Dies Natalis” edita da Il Foglio com’è stato lasciare da parte lo scrivere racconti e poesie per dedicarsi ad un romanzo articolato come “Sogno Amaranto”? Passare dall’ immediatezza del linguaggio poetico alla prosa ti ha creato qualche problema o difficoltà imprevista? Indubbiamente la scrittura poetica è totalmente diversa, sia come tempi che come struttura. Ma io credo che se l’idea è chiara e l’urgenza e la necessità di scrivere sono davvero importarti per lo scrittore, la strada da percorrere, per quanto lunga, impervia e piena d’imprevisti possa essere, viene portata a termine con determinazione. La difficoltà maggiore è stata per me il tempo della scrittura, non solo il tempo necessario per scrivere un romanzo ma anche l’esprimere il proprio pensiero in una forma più articolata e complessa.

Ognuno ha una sua tecnica particolare per cominciare e sviluppare un romanzo. C’è chi fa una scaletta dettagliata, chi butta giù un’idea e la elabora a mano a mano, c’è chi invece scrive d’istinto. Qual è stato il tuo metodo di lavoro? Scrivere totalmente d’istinto senza una minima traccia non è il mio modo di procedere; per contro non arrivo neppure ad avere una scaletta dettagliata da seguire. Sviluppo molto bene un’idea, ho chiaro in mente i personaggi, elaboro una trama; metto tutto per iscritto e poi scrivo e basta, senza curarmi né della forma, né dell’editing. Queste sono cose alle quali penserò a prima stesura ultimata.

Sogno Amaranto, oltre che sulle emozioni, si basa sui due protagonisti uniti e contrapposti in un sentimento invincibile come l’amore. Quanto e cosa c’è di te in ognuno di loro? Ci sono entrambi. Ma è così per tutti a mio avviso: riconoscere in ognuno di noi sia l’ombra che la luce, il bello e il brutto, l’elevazione spirituale e la pusillanimità, l’amore e l’egoismo.

Sei una lettrice vorace?Hai libri e/o autori preferiti che influenzano o ispirano il tuo modo di rapportarti alla scrittura? Sono sempre stata una lettrice vorace e onnivora. Certo è che la scrittura viene anche dalla lettura. Ho degli autori preferiti sia italiani che inglesi, ma non creano un’influenza o un’ispirazione particolare in me. Quando scrivo cerco davvero di mettermi in gioco e di ricercare la mia personale voce. È molto difficile ma questo credo sia il bello della scrittura.

Raymond Chandler, in alcune sue lettere, affermava :”Tre leggi per scrivere a mio uso:non seguire alcun consiglio, non mostrare mai il lavoro svolto, evitare i critici.” E tu quali tre leggi forgeresti a tuo uso? Concordo pienamente con le tre leggi di Chandler. Io aggiungerei: non demordere nell’intento; non fare editing mentre si scrive; avere sempre in mente un lettore ideale a cui rivolgersi durante la prima stesura.

Un’ anticipazione su qualche progetto futuro? Ne ho diversi in cantiere, sia di poesia che di narrativa, in particolare racconti che ultimamente ho un po’ messo da parte. Ma in verità, il progetto che mi preme di più, è la scrittura del mio secondo romanzo “Le rive della tua giovinezza” al quale sto lavorando. Temo ci vorrà tutto quest’anno per ultimarlo come si deve.

Link all’intervista su PANE E PARADOSSI

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