Roberto Vecchioni e il festival

Mai avrei pensato di scrivere un articolo su di lui in merito al Festival di Sanremo che, devo sinceramente dire, non ho mai particolarmente seguito se non apprendendo notizie alla radio e/o televisione nei giorni successivi e, a onor del vero, così è stato anche quest’anno.

Mi sembra però un atto dovuto postare almeno qualche pensiero perché è un cantautore che ho sempre amato e seguito, già dalla mia gioventù. È stato professore di lettere, ha scritto poesie e canzoni che sono davvero d’autore, dunque versi in musica.

Una sua vincita ad un festival così popolare la dice lunga su quanto abbiamo bisogno di poesia nella nostra vita quotidiana, magari senza esserne pienamente consapevoli. E questo credo sia una necessità davvero unanime e condivisibile, dato che in un’intervista ho sentito che non vi è stata alcuna contestazione alla sua canzone.

Mi ha anche piacevolmente sorpreso apprendere che ha scritto questo brano in una notte: già Alda Merini lo diceva che

i poeti lavorano di notte

e una sola notte può bastare quando c’è l’urgenza di dire, un moto dell’anima che non puoi reprimere e che conosco molto bene: il mio romanzo è stato scritto in un mese, quattro settimane esatte nelle quali ero dentro nella storia e solo in quello scritto; la poesia Dies Natalis che titola la raccolta medesima è stata scritta in una manciata di minuti e mai più cambiata.

Per concludere, voglio ospitare qui un video di una canzone alla quale sono legatissima, sebbene non sia l’unica, dunque difficile scelta ma è dedicata ad un altro poeta, Pessoa, ed è bella da morire come tutte le sue creazioni musicali.

La nuova canzone sarà ampiamente diffusa in blog e siti certamente più popolari del mio, dunque non la troverete qui. Davvero grazie Roberto! E noi per favore non dimentichiamoci della poesia nella nostra vita.

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