La bellezza della scrittura

 

La bellezza della scrittura la sto ritrovando nella lettura di un libro che lessi molti anni fa e che ho ripreso in mano due giorni fa. Casualmente, riordinando la libreria me lo sono ritrovato in mano, un po’ ingiallito e consunto ma sempre il mio. Un libro che di per sé non racconta nulla di nuovo nel panorama dei libri sulla scrittura, tanto più che dal lontano 1996 decine e decine di pagine sono state pubblicate sull’argomento.

L’argomento è la scrittura e il libro in questione, dal titolo accattivante, non è di fatto un vero e proprio manuale di scrittura creativa, ma bensì uno zibaldone di pensieri di vari scrittori sull’atto dello scrivere e sulla vita dello scrittore. Molto è cambiato da allora, ma nella sostanza la scrittura è rimasta e sempre rimarrà tale.

Una frase questa mattina mi ha colpito particolarmente e l’ho fatta mia, nel senso se mi ci riconosco davvero, non essendo scrittrice e basta, ma avendo una vita lavorativa e famigliare che esula per una buona parte del giorno dalla scrittura stessa.

È un pensiero sia di Umberto Eco

[…] Il bello dello scrivere un romanzo consiste nel vivere sei-sette anni con il mondo che si sta costruendo.

che di Rosetta Loy

[…]scrivere permette infatti di vivere tante vite diverse, uscendo dalla giornata del calendario con le sue scadenze e le sue quotidianità.

 

 

 

Dorothea Brande già nel 1934 nel suo Becoming a writer rifletteva su questo aspetto che, se da un lato può essere fantastico e bizzarro, dall’altro ti impone una vita su un doppio binario, con tutte le implicazioni che questo comporta.

Scrittura e vita quando la vita non può essere solo scrittura. Una bella scommessa che si può vincere se vi è una sincera passione.

 

 

 

 

 

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